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Zamilované maso: la piccola poesia di Švankmajer

L’animazione è sempre stata una delle tecniche più magiche dell’industria cinematografica, una formula di fare cinema che fa sognare sia grandi che piccoli. All’inizio il cartone animato veniva unicamente pensato per un target di pubblico molto infantile, basta pensare ai classici della Disney che dal 1937 hanno portato alla luce opere destinate a rimanere negli annali dell’animazione. Con il passare del tempo la situazione è mutata e ci si è resi conto che essa avrebbe potuto trasmettere tante emozioni anche agli adulti. Il Giappone in questo senso potrebbe essere un punto di partenza molto importante su cui riflettere, questo perché il territorio nipponico è la madre patria di uno dei grandi registi che hanno fatto la storia di questa splendida arte. Stiamo parlando del maestro Miyazaki, colui che è riuscito a portare il genere nell’olimpo del cinema, narrando storie che attirano ancora oggi degli spettatori di tutte le età. Le trasformazioni nel campo animato sono sempre state numerose, si è passati da un pubblico prettamente fanciullesco per poi volgere lo sguardo dritto nel cuore degli adulti.

“L’arte, così come la intendevano e la intendono i popoli primitivi o il surrealismo, è condannata a essere relegata ai margini della società”

Scavando nelle fondamenta della storia è possibile trovare una faccia dell’animazione che si discosta da quella tradizionale e che si serve dello stop motion per rendere le sue storie ancora più lontane dal realismo. Il passo uno è la risposta di quei registi che vogliono sporcarsi le mani, creando e trasformando il mondo dei personaggi a cui daranno vita loro stessi. Cosa succede se pupazzi, forme umanoidi di plastilina, oggetti inanimati e svariate macabre ombre si fondessero con la realtà? La risposta a questa bizzarra domanda si può individuare in Jan Švankmajer, uno dei punti di riferimento più importanti per chi volesse iniziare a conoscere questa splendida tecnica. Il regista di origine praghese ha dedicato (e continua a farlo) la sua esistenza all’arte libera, quella che ti permette di esprimere completamente te stesso senza dovere rendere il conto a nessuno. Parliamo di un filmaker che alla veneranda età di 86 anni rimane fermo sulla sua filosofia, vincendo bandi di concorso pur di non chiedere fondi a produttori che gli limiterebbero la vena creativa.

Uno dei meriti di Swankmayer è quello di essersi servito dello stop motion per raccontare delle storie che servissero a mettere sullo schermo le ossessioni che da sempre hanno accompagnato la sua personalità autoriale. Zamilované maso (conosciuto anche come Meat Love) è una di quelle piccole perle che si possono trovare analizzando la vasta filmografia del regista, che mescola lungometraggi e cortometraggi a cui il filmaker pone lo stesso identico livello di importanza. Non c’è niente che possa essere considerato come “minore” nella sua carriera cinematografica, nemmeno questo cortometraggio della misera durata di 1 minuto.

Švankmajer

Il nutrimento di Švankmajer

Zamilované maso è un cortometraggio del 1989 prodotto e diffuso dalla MTV, così come il precedente Flora di 20 secondi. Molti penserebbero che, parlare e discutere su piccole opere filmiche come queste, sarebbe come perdere del tempo inutile. Vi è una certa predisposizione nel pensare che il cinema può essere considerato come effettivamente tale solo se davanti a noi ci troviamo un film della durata elevata. Esiste un pensiero fisso e preimpostato secondo cui con opere del minutaggio di pochi minuti o addirittura secondi, non si riesca ad esprimere niente che possa essere degno di nota. Švankmajer è forse il regista eccezione che non conferma la regola, perché la massima popolarità egli l’ha raggiunta proprio con i suoi famosi corti come Food, Možnosti dialogu, Flora e TMA/SVETLO/TMA.

I titoli originari potrebbero effettivamente spiazzare la memoria, ma fortunatamente la loro facile reperibilità permette di recuperare queste splendide opere che hanno al loro interno un messaggio di fondo molto potente. Critica alla società dei consumi, denuncia di scarsa indole alla differenziazione dall’uniformità e l’uomo confinato dalla massa, sono solo alcune delle tante metaforiche tematiche che il regista riesce ad urlare in quel silenzio che accompagna l’evolversi delle azioni nei suoi lavori, un silenzio colmo di immagini che rasentano una perfezione tecnica di grande valore. Swankmayer si serve dello stop motion per rendere più incisivi i messaggi che vuole trasmettere nei disegni che crea minuto dopo minuto. L’enorme talento nel creare la vita fotogramma per fotogramma, mescolando animazione e realtà in una tecnica mista che ipnotizza nella totale naturalezza che solo la sua arte esprime. L’influenza surrealista pervade nella sua interezza i film che scrive e dirige, in particolare in Možnosti dialogu (Dimensions of Dialogue) dove due busti si decompongono e si ricreano in svariate forme.

Švankmajer

Il ballo di Zamilované maso

In questa cornice si va a delineare Zamilované maso, una storia semplice che mescola ironia no-sense a tinte di umorismo nero. La straordinaria forza di questo cortometraggio è il potere attrattivo con cui riesce in soli 60 secondi di durata a catturare l’attenzione dello spettatore. Lo stop motion prevale sul mondo reale di una cucina in piena attività, tra fumi di cottura e pietanze, dove due fette di carne diventano le protagoniste di un amore che nasce all’improvviso. I suoni esasperati, tipici della poetica Swankmayeriana, rendono il tutto ancora più straniante di quello che le immagini mostrano.

Un coltello svolazza mosso da una forma invisibile e taglia due fette di carne che cadono su un tavolo da cucina, e li giacciono per pochi secondi fino a che non prendono vita. Inizia così la storia d’amore improbabile tra due fette di carne che iniziano una danza sulle note di una registrazione degli anni ’20 trasmessa alla radio, il tutto all’interno di una cucina che potrebbe ricordare quella dove escono gli arti umani ordinati dai clienti del cortometraggio Food. Il cibo è una delle tante fissazioni del cinema di Jan Švankmajer, lo ritroviamo in moltissime situazioni come elemento di grande dipendenza dal quale non si può fare a meno. Le movenze leggiadre delle fette di carne si interrompono per amoreggiare dentro un piatto riempito di farina, che fa da coperta a quello che potrebbe essere come un comodo letto. L’amore viene spezzato in una frazione di secondo da due spiedi che inforcano le due fette e le mettono a friggere in una padella piena di olio. Lo spettatore sogna ad occhi aperti ed il regista ceco lo beffa facendogli subito rimembrare che ciò che muoveva il cibo era la sola magia dello stop motion.

Švankmajer

L’immaginazione di Švankmajer

Una provocazione amara quella che Švankmajer fa apertamente allo spettatore, usando come oggetto del desiderio il cibo. La Object Animation domina con l’animazione dii oggetti (molto simile alla Cutout Animation) o cose realmente esistenti che vengono lentamente mosse, spostando le fette di carne in questione e facendogli compiere piccoli movimenti tali da rendere l’effetto di illusione.

Anche un piccolo cortometraggio di 1 minuto può essere considerato cinema a tutti gli effetti e Zamilované maso ne è la prova più tangibile e concreta. Basta poco per far arrivare il concetto che quando un autore vero ha qualcosa da dire, allora anche pochi secondi possono essere utili per portare un messaggio o una critica. Le emozioni non si basano sulla durata del tempo, bensì sule immagini in sequenza che ammiriamo momento dopo momento. Una singolare concezione che però rispecchia ciò che è l’arte stessa, un artista sfrutta quello che possiede e con quel poco può tirare fuori anche grandi cose.

«Il mondo si divide in due categorie di diversa ampiezza… quelli che non hanno mai sentito parlare di Jan Švankmajer e quelli che hanno visto i suoi lavori e sanno di essersi trovati faccia a faccia con un genio.»

Il regista stimola il nostro subconscio e la nostra immaginazione con gli straordinari feticci, carichi di poteri immaginari e spirituali che, secondo Švankmajer, esprimono i sogni e i desideri più segreti e sono il risultato di pura magia. Egli dimostra di essere il massimo sostenitore dell’immaginazione e della creatività sfrenata che arriva dritta come una freccia dentro la testa dello spettatore. Lo stop motion riesce, dunque, a fare tutto questo e nelle esperte mani cinematografiche del filmaker assume una potenza ancor più maggiore.

Švankmajer

 

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