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Xbox Game Pass e cloud gaming: le prospettive dei videogiochi

Xbox Game Pass e il cloud gaming sono argomenti scottanti in ambito videoludico, già da qualche anno. Le possibilità di questo ambiente sono tante, le prospettive per il futuro numerose; noi di MonkeyBit abbiamo intenzione di fare una sorta di recap della situazione attuale per quanto riguarda abbonamenti interessanti e videogiochi in streaming e allo stesso tempo cercare di guardare ai prossimi anni e a quello che l’innovazione del settore potrebbe portare con sé. Il mercato è in continua evoluzione, e le soluzioni proposte per gli utenti diventano sempre di più e sempre più digitali, sempre meno fisiche ma anche più convenienti di quanto avremmo mai immaginato appena una decina di anni fa. Nuove proposte sono sempre all’angolo, novità interessanti che potrebbero dare ulteriori punti di vantaggio a questo sistema che sta crescendo giorno dopo giorno.

Prima di cominciare con il dettaglio delle nostre osservazioni, partiamo da quello che potremmo definire il vessillo degli abbonamenti videoludici, ovvero l’Xbox Game Pass, e tutto ciò che il cloud gaming ha portato con sé, tra Amazon Luna, GeForce Now e la meno affascinante Google Stadia. Osserviamo da vicino le proposte di questi servizi e come potrebbero ridefinire lo standard videoludico se fossero sfruttate al meglio delle loro potenzialità e con un impegno importante da parte delle aziende. Lo facciamo da redattori, ma anche da giocatori appassionati che sanno esattamente quello che vorrebbero vedere disponibile in futuro nel proprio parterre videoludico.

 

 

Un servizio esemplare: Game Pass e quello che offre (e potrebbe offrire)

Partiamo dalle distinzioni basilari per non lasciare nessuno indietro e darvi tutte le informazioni necessarie per valutare le nostre osservazioni e i discorsi che ne conseguiranno. Oltre a Xbox Live Gold, che è assolutamente necessario per giocare online sulla console Microsoft, abbiamo lo splendido mondo di Xbox Game Pass. Le offerte più economiche sono la singola per console e la singola per pc a 9,99€ al mese, mentre la più costosa, ma comunque conveniente, è la Ultimate per la modica cifra di 12,99€ al mese. Come potrete facilmente intuire, la versione ultimate è la più completa, e permette di avere più di 100 titoli su console al fianco di un buon numero di videogiochi per pc; addirittura per Android tramite xCloud.

 

 

Cosa significa tutto quello che abbiamo detto fino a ora? Che Microsoft permette a chiunque di scaricare tutti i giochi disponibili nell’offerta, e non di giocarne in streaming alcuni come PS Now per esempio; la differenza in questo caso è sostanziale, perché da un abbonamento del genere ci si aspetta massima qualità in game, e purtroppo dovendo necessariamente contare sulla propria rete, nel caso dell’offerta Sony, la spesa va ponderata con maggiore attenzione. Ricapitolando, tutto ciò che è per console o per PC è interamente scaricabile, mentre per giocare da telefono è indispensabile la connessione ad internet, dato che si sta parlando di un servizio di streaming. L’azienda sta ufficialmente sbaragliando tutti in quanto a proposte per i suoi utenti: con soli 12 euro permette a un numero esorbitante di giocatori di accedere ad un parterre enorme, tutto a propria disposizione.

“Microsoft permette a chiunque di scaricare tutti i giochi disponibili nell’offerta, e non di giocarne in streaming alcuni come PS Now”

Ciò che amiamo di questa politica, volta a dare il massimo alla propria utenza, è che permette continuamente di “alzare il tiro”. La verità è che nessuno offre un servizio simile, di alta qualità, con videogiochi spesso presenti al day one, grandi classici e continui nuovi contratti che permettono ad altre produzioni di entrare nella grande famiglia che è il Game Pass. Vorremmo che Microsoft, almeno da questo punto di vista, diventasse d’ispirazione per le altre aziende. Grazie al contratto recente con EA e con Bethesda (e al rumor di una Ubisoft+ pronta a entrare in carreggiata), abbonarsi diventa quasi un dovere per chi ha voglia di provare tanti titoli diversi pur non spendendo un patrimonio.

 

Game Pass

 

In qualche modo l’azienda sta già cambiando questo ambiente, perché tutti sanno che è una rivale competitiva e che per essere al suo livello di fidelizzazione c’è bisogno di ragionare verso nuovi orizzonti, e ciò può portare solo e unicamente ad altre idee e altre offerte interessanti tra abbonamenti e cloud gaming. In attesa di una guerra spietata tra abbonamenti (che sarà solo un nostro enorme vantaggio) ci complimentiamo con Microsoft per il suo ottimo lavoro.

Un punto interrogativo: osserviamo il cloud gaming rispetto al Game Pass

Come abbiamo già accennato ampiamente parlando della funzionalità Android del Game Pass, c’è un settore del gaming dedicato esclusivamente allo streaming dei videogiochi. I nomi più rilevanti di questo settore sono sicuramente Amazon Luna, GeForce Now e Google Stadia che, grazie ad un abbonamento mensile o annuale, permettono di accedere a una lista di titoli, al pari di Netflix e Amazon Prime Video in buona sostanza. Collegandovi direttamente ai server del servizio non c’è più la necessità di possedere una console di ultima generazione, ma basta possedere uno schermo su cui usufruirne e il gioco è fatto, almeno nella teoria.

 

Game Pass

 

Chiaramente l’idea di base è più che rivoluzionaria; basti pensare a quante volte abbiamo pensato di non poter giocare un determinato videogame in quanto non avevamo a disposizione abbastanza soldi per acquistare una console potente. In effetti questa è l’idea più forte, quella che maggiormente ci entusiasma quando pensiamo allo streaming di questo tipo. Pur rimanendo maggiormente affezionati (e viziati) dal Game Pass, riteniamo che questa alternativa sia piuttosto valida per un buon numero di utenti non interessati ad acquistare una PS5 o una Xbox Series S di turno.

“Permettono di accedere a una lista di titoli, al pari di Netflix e Amazon Prime Video”

Ovviamente, questo è sicuro, scendendo a compromessi con la qualità e con la stabilità, almeno per il momento. Il prezzo, prendendo di riferimento Stadia, rimane comunque sui nove euro; una scelta saggia, pur essendo il parterre molto meno ricco rispetto all’abbonamento di cui abbiamo disquisito abbondantemente nella sezione precedente. Qual è la limitazione di questa idea, valida ma ancora non utilizzata al meglio? Il legame inscindibile a Internet, che in Italia è sicuramente un grande problema, soprattutto calcolando l’utilizzo della banda larga e la presenza di una connessione davvero molto potente per i giochi in streaming; questo è il vero grande ostacolo che purtroppo sarà quasi insormontabile fino a quando la copertura del nostro Paese non alzerà abbondantemente l’asticella.

Inoltre, la mancanza di titoli realmente “succosi” a cui puntare si fa sentire, almeno per ora. Questo non vale solo per Stadia ma anche per GeForce Now, piuttosto in alto mare, e anche per Amazon Luna. Insomma, il cloud gaming è ancora ben lontano da una diffusione realmente importante nel nostro territorio, la necessità di alzare i nostri standard è una delle caratteristiche più importanti. Nel frattempo ci aspettiamo che i vari abbonamenti a questi innovativi servizi comincino a proporre videogame più allettanti per tutta l’utenza, almeno per chi può godere effettivamente di questo servizio.

 

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