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WRC 10

WRC 10 Recensione: ancorato al passato, in tutti i sensi

WRC 10 è il nuovo capitolo della serie con licenza ufficiale del campionato del mondo di rally. Il team Kylotonn, con sede a Parigi, ha dal 2015 i diritti dalla FIA e li impiega con il suo motore grafico proprietario KT Engine. Essendo anche questo titolo pubblicato da Nacon, il confronto con RiMS Racing, uscito pochi giorni fa, è obbligatorio. Il gioco italiano e quello francese infatti condividono publisher, motore e periodo di uscita, quindi il paragone risulta immediato.

Anche le piattaforme sono le stesse, infatti il nuovo capitolo è disponibile su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X, Xbox Series S, Nintendo Switch e PC sia su Epic Game Store che su Steam. La nostra prova si è svolta su Xbox Series S e in questo caso, al contrario del gioco motoristico italiano, il supporto al quick resume è completo. Il titolo rallystico supporta anche lo smart delivery, il che è una gradita aggiunta.

Si potrebbe dire che WRC 10 è l’esatto complementare di RiMS Racing. Tutto ciò che funziona nel primo è carente nel secondo. Il problema è che ben poche cose sono carenti nel titolo di RaceWard Studio. Se avete letto la nostra recensione sapete come il team milanese spreme fino in fondo il KT Engine, usando ogni goccia del suo potenziale. Lo ottimizza decisamente meglio di quanto non facciano coloro che lo hanno creato, i francesi di Kylotonn.

WRC 10, infatti, a livello grafico è assolutamente carente. Il titolo risulta vecchio, quasi di due generazioni fa. Sorprende giocarlo su Xbox Series S e vedere pop up o tearing come se stessimo giocando su Xbox 360. Tutto ciò è spiazzante. C’è una differenza di esperienza notevole tra i due team, eppure i giovani italiani risultano più competenti. Il grave problema è che questo condiziona enormemente le nostre performance in gara.

I colori uniformi tra carreggiata in terra ed esterno rendono difficile capire dove finisca l’una ed inizia l’altro. I panorami sono vuoti, deboli e noiosi, ma dovrebbero essere fondamentali nella categoria che più di tutte abbraccia l’ambiente circostante. Gli ostacoli a bordo pista spesso non si vedono, provocando collisioni imprevedibili ed inevitabili. Le auto sembrano finte, come se fossero tutte dei giocattoli.

Insomma, non ci siamo proprio. Kylotonn deve assolutamente rinnovare il proprio engine. Non è accettabile su console di nona generazione questa resa. Dal 2023 la licenza passerà a Codemaster, già autrice di Dirt Rally 2.0 e del gioco ufficiale F1. Pensare che nel 2022 le cose possano cambiare non è realistico e l’esperienza parigina su WRC non si sta concludendo bene.

“Non è tutto così drammatico perché, a livello di contenuti, ci siamo”

Seguendo la linea del confronto tra i due racing game, in RiMS Racing eravamo rimasti delusi delle poche moto e da un numero basso di circuiti. Il titolo francese, invece è ricco contenuti. Abbiamo 12 rally in tutto, ognuno dei quali è composto da almeno tre tappe. Troviamo il Rally di Italia-Sardegna, quello del Kenya, il Monegasco e tanti altri. Manca inspiegabilmente la tappa belga ma per il resto ci sono tutte le gare del campionato. In compenso troviamo il Rally di Cile e quello del Galles che sono due aggiunte decisamente gradite.

Anche il numero di auto è molto alto. Ci sono un totale di 58 diversi veicoli divisi tra WRC, WRC2, WRC3, Junior WRC, Leggende e Bonus. Alcuni di questi sono identici, ad esempio le Junior WRC sono delle Ford monomarca, oppure nella categoria WRC dove corrono più Toyota Yaris, ma comunque il numero è pregevole. Le differenze tra vetture di categorie diverse si sentono e sono importanti, un po’ meno tra vetture dello stesso tipo: non sentirete un feeling diverso tra le auto della categoria regina.

WRC 10

 

Ogni team ha diversi equipaggi a sua disposizione, potendo scegliere il pilota e il copilota. La scelta non cambia l’esperienza. Il pilota sarete sempre voi e il copilota si comporterà come avete deciso nelle impostazioni. Avremmo gradito statistiche diverse in base a come le squadre sono nella realtà, così è solo un vezzo estetico di poco conto. Possiamo anche personalizzare le livree delle nostre auto. Questo rientra tra le sole modifiche estetiche ma, tutto sommato, è una possibilità interessante.

La presenza della modalità 50° anniversario è una vera chicca per gli appassionati. Potremmo gareggiare in 15 tappe storiche di questi anni di campionato come il Rally dell’Acropoli del ’73, il Rally di Sanremo dell’81 o il Safari Rally dell’83. Possiamo anche guidare auto che sono diventante leggende in quegli anni come la Alpine A110, la Lancia Stratos, Audi Quattro, Ford Focus ’07, la Volkswagen Polo R WRC e tante altre per un totale di 20.

Durante le prove, la possibilità di catturare immagini, è un’ulteriore perla per i fan. La modalità foto è completa e ricca. Possiamo inclinare, alzare e spostare la telecamera come vogliamo. Inoltre le funzionalità sono degne di una macchina fotografica di buon livello. Tale funzione è accessibile dal menu di pausa, quindi non avremo difficoltà a sospendere il gioco e poi riprenderlo. Lo scatto avviene con il pulsante screen del controller e quindi ogni foto viene gestita ottimamente dalla console.

“WRC 10 tenta di essere un simulatore di rally ma fallisce risultando un buon titolo arcade”

Nota dolente della produzione Kylotonn è la fisica di guida. L’auto non risponde come ci aspetteremmo. Accelerando poco l’auto risulterà lenta, e premendo il grilletto fino in fondo l’accelerazione sarà improvvisa. La mancanza di feeling con il trigger dorsale è frustrante e discorso analogo si può fare con lo stick analogico che non risponde affatto bene. L’auto non sembra sterzare come dovrebbe.

Gli incidenti sono esageranti ed irrealistici. Ogni ostacolo ai limiti della strada è inamovibile e distruttivo. Ciononostante la macchina si sporca, ma visivamente i danni non sono poi così veritieri. I danni meccanici all’auto sono spesso irrisori. Persino il degrado degli pneumatici è anomalo: solo quando l’usura è al massimo allora vediamo un comportamento dell’auto sensibilmente diverso.

Insomma, se stessimo valutando un gioco arcade vi potremmo dire che WRC 10 è un ottimo titolo. Il problema è che ambisce al realismo e non ci riesce. Sicuramente potrebbe garantire molte ore di divertimento. L’intelligenza artificiale è molto scalabile è il grado di sfida è adatto a tutti. Le modalità sono tante così come le piste e le auto, quindi abbiamo per le mani un gioco che può sinceramente divertire. Purtroppo, gli appassionati di racing game non vogliono più questa tipologia di gare e il team Kylotonn dovrebbe riconoscerlo.

WRC 10

Tra le modalità di gioco la regina è sicuramente la carriera, centro nevralgico dell’esperienza WRC. Il nostro compito è creare la nostra squadra potendo scegliere varie professionalità. L’ingegnere, l’agente, il meccanico e tante altre figure. La scelta dovrà essere attenta per massimizzare l’efficienza del team. Ognuno avrà un carattere e, se questi cozzano, il team sarà peggiore.

Non manca l’albero di ricerca e sviluppo che permette di migliorare il team spendendo punti abilità. Il calendario è molto personalizzabile, gli eventi possono essere scelti in completa libertà tra una manciata disponibile ogni giorno. È importante organizzare eventi riposo per ridurre lo stress sui membri della squadra, o quelli team building per migliorare la sinergia. Troveremo anche gare di ogni tipo da quelle storiche a quelle recenti del 2021. Queste potranno essere brevi o lunghe in base alla nostra preferenza.

È presente anche una casella email in cui riceveremo le comunicazioni del team e a qualcuno dovremo anche rispondere. Alla voce configura potremmo modificare anche alcune caratteristiche dell’auto che premettono di migliorarne le performance. I meccanici potranno modificare le sospensioni, il differenziale, i freni e la trasmissione ognuna in diversi punti. Insomma, la gestione della carriera è ben congegnata.

“WRC 10 è anche un gioco manageriale e in questo riesce molto bene. La varietà di modalità è pregevole e al titolo non manca nulla su questo fronte”

WRC 10 ci permette di essere manager oltre che pilota. A noi sarà affidata la gestione anche economica del team. Dovremo pagare gli stipendi e le riparazioni per i danni che la nostra vettura subisce. L’attenzione a tutto questo richiede un impegno notevole, ma se siamo poco interessati alla parte gestionale la modalità campionato permette di correre e basta, ignorando tutto ciò.

Le possibilità non finiscono qui. C’è la partita rapida per correre immediatamente con la nostra auto sulla pista prediletta, e la sezione sviluppo abilità che grazie agli allenamenti, alle sfide e all’area test consente di migliorare il pilota che è in noi. Possiamo sfidare un amico in split-screen oppure in modalità copilota in cui sembrerà di essere in due sulla stessa auto. Infine, essendo un gioco che ambisce ad essere eSport abbiamo anche il multiplayer online. Purtroppo non è stato possibile provarlo dato che le lobby risultano sempre vuote.

WRC 10 è quindi un gioco molto ricco in termini di contenuti quanto povero in fatto di realismo. Il confronto con l’altro recente racing game di Nacon non è perso inesorabilmente, e il fatto che dal 2023 Kylotonn non avrà più i diritti del campionato non ci fa ben sperare nel capitolo 2022. Tutto sommato il titolo divertirebbe se fosse un titolo arcade, ma non è quello per cui è stato pensato e non è quello che vuole fare.

 

WRC 10

The Review

5.5
5.5
WRC 10

Conclusione

Il lavoro del team Kylotonn è inconcepibile. Abbiamo una grande mole di contenuti e possibilità a fronte di una simulazione che non rende omaggio ad uno dei più grandi campionati del mondo. Avremmo preferito una maggiore cura nella fisica di guida anche a costo di sacrificare qualche modalità. WRC 10 quindi non è un titolo sufficiente. Il gioco resta nel passato sia nel motore grafico, sia nel modello simulativo. Certo, in questo modo troviamo la grande storia del rally nella modalità 50° anniversario, ma è una magra consolazione.
El Camino

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