MonkeyBit

Rainbow Six Siege
Where the heart leads

Where The Heart Leads Recensione: piccole e grandi emozioni

Cosa sono davvero i videogiochi? C’è qualcuno che risponderebbe con un blando “puro intrattenimento”, altri invece racconterebbero le emozioni maturate grazie ad uno specifico titolo. A primo impatto infatti, questa passione potrebbe sembrare un passatempo qualsiasi, ma solo grazie a determinate opere si riesce a capire il vero potenziale che essi portano. Where the Hearts Leads è la prova inconfutabile che le emozioni possono essere la chiave di un videogioco, proprio come hanno fatto altri titoli del calibro di Life is Strange o Until Dawn. Andiamo a scoprire quindi la recensione ufficiale di MonkeyBit.

Where the Heart Leads: la narrazione nei minimi dettagli

Come tutti potranno capire dal trailer, WTHL non è affatto un gioco basato sul gameplay o sugli effetti grafici cinematografici. Whit infatti sarà la nostra tela bianca, e dovremo disegnare ogni piccola ramificazione che la sua vita prende, ha preso o prenderà. Tutto inizia a causa di una stranissima tempesta, che apre una voragine al centro della fattoria del nostro protagonista. Sua moglie e sua figlia, ignare che non avrebbero più rivisto l’uomo, lo supplicano per recuperare il cane rimasto intrappolato nell’enorme spaccatura appena creatasi.

La prima decisione che Whit, o il giocatore, prenderà causerà proprio l’inizio di tutta questa storia: l’uomo infatti non tornerà mai dalla sua famiglia, ma risalendo si troverà in una realtà alternativa. Questo mondo apparentemente astratto, permetterà al giocatore di conoscere Whit, ed a quest’ultimo di riscoprire ogni singola scelta fatta nella sua vita. Molti di noi sognano una seconda possibilità, ed il protagonista di WTHL verrà costretto a ripercorrere tutta la sua vita, tuttavia questa volta le scelte verranno prese dal giocatore.

Where the hearts leads

Anche se non c’è bisogno di dirlo, la nostra funzione sarà quella di scegliere le risposte che Whit darà ai fantasmi del suo passato. L’avventura infatti si svolgerà tutta in alcuni bubble text, che si susseguiranno narrando tutta la vita del nostro personaggio. In base alle scelte che effettueremo, tutto quello che ci circonda e, ovviamente, il nostro futuro cambieranno: spunteranno statue, ci saranno edifici diversi e le persone che più amiamo cambieranno giudizio su di noi.

Gameplay estremamente minimale

Sinceramente dal punto di vista di gameplay, Where the Heart Leads non ha molto da raccontare. Alcuni giochi narrativi, come la serie di The Dark Picture Anthology, sono letteralmente dei filmati interattivi, altri come The Last of Us invece, presentano una sezione abbastanza ampia sul modo in cui il giocatore vive la sua avventura. WTHL invece, ci permetterà di muoverci solamente in uno spazio delimitato, pregno di elementi che arricchiscono il racconto sulla vita di Whit.

La scelta dei developer però, non è stata sbagliata. La concentrazione sui testi, le piccole scenette che accompagnano vari luoghi del videogioco, le decisioni che gravano su ogni singolo dettaglio del nostro futuro: questi elementi hanno avuto la meglio su un eventuale gameplay dispotico e inutile. L’essenzialità di quest’opera era necessaria, ed è stata svolta in maniera ottimale per giocatore e narrazione.

Where the heart leads

La telecamera a volte, può cominciare ad “impazzire”, facendoci perdere delle scene di gameplay o svalutando completamente il luogo in cui ci troviamo. L’interazione invece con gli NPC sarà gestita in maniera decente, alcuni di loro infatti ci diranno pochissime parole, lasciandoci l’amaro in bocca. In un gioco narrativo, piazzare dei personaggi a caso nello scenario potrebbe essere controproducente.

Una città incantevole e rilassante

Una delle cose che ho apprezzato maggiormente in questo titolo è proprio lo stile grafico. La scelta infatti di adottare questa atmosfera, ha portato l’utenza ad interessarsi molto più del previsto, allontanandosi dai canoni standard del gioco narrativo: grafica cinematografica e gameplay stizzito. Gli elementi sullo schermo sono tutti ben definiti, con una saturazione abbastanza forte che fa parte dello stile adottato. I modelli invece, proprio come lo stile di gioco, sono essenziali e costruiti in maniera minimale.

Un’ottima strategia è stata sicuramente quella di cambiare scenario in base alle fasi della vita di Whit. Quando affronteremo infanzia, adolescenza e vita adulta infatti, cammineremo in tre distinte aree, che si dirameranno in altrettanti luoghi. L’avventura che vivremo sarà estremamente rilassante, proprio grazie allo stile grafico che trasmette serenità e calma, accompagnate da un gameplay molto lento e ponderato.

Where the heart leads

Infine, non mancheranno le sequenze epiche e spaventose. Le prime infatti, cominceranno da subito, creando un piano sequenza sull’intera voragine che ha trasformato la fattoria in un luogo ostico e quasi post-apocalittico. Questa realtà in cui si troverà il nostro personaggio, tende a oscillare tra il possibile ed il surreale, creandoci la possibilità di assistere a luoghi straordinari e ancora mai contemplati. Stesso discorso per le scene ansiogene, dove saremo inseguiti da mostri bui e da decisioni importanti.

Where the Heart Leads
6.5 / 10 VOTO
PRO
- Nonostante sia un'opera molto piccola, è estremamente godibile
- Rilassante e calmo
- Ottimo per giocare insieme a qualcuno
CONTRO
- Mirato ad una sola cerchia di persone
- Ci vuole molta concentrazione per giocarlo al meglio
VOTO
Rainbow Six Siege

The Review

In conclusione

Where The Heart Leads è un'avventura carina e rilassante, in grado di tenere impegnata la cerchia dei videogiocatori che amano questo genere. Ovviamente non ha un gameplay variegato e pieno di azione, tuttavia la sua narrativa riesce ad essere coinvolgente e dettagliata. Whit è un personaggio ben costruito, con una varietà incredibile di scelte che invogliano il giocatore a creare diversi Whit riavviando l'avventura più volte. La possibilità di creare una storia personalizzata dall'inizio alla fine per il nostro protagonista è incredibilmente interessante, ed è la chiave che rende quest'opera degna di nota.
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