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Wallace & Gromit: la più bella coppia dello stop motion

Nella storia del cinema sono moltissime le coppie di protagonisti che sono riusciti con il tempo a consolidare la loro immagine. Un duo funzionale è quello che riesce a condividere insieme lo schermo, arrivando dritto nel cuore degli spettatori attraverso l’alchimia e la complicità. I personaggi nel mondo dell’animazione hanno sempre dato prova del fatto che se scritti bene, come gli attori in carne ed ossa, possono essere dotati di un grande carisma. In questa cornice rientrano Wallace & Gromit, rispettivamente un uomo ed il suo cane, che nel 1989 videro la luce in Una fantastica gita, primo dei tanti cortometraggi che li vedono come protagonisti assoluti.

La mente che sta dietro la creazione di questa bizzarra coppia strampalata è l’animatore Nick Park, pluripremiato dall’Academy Award con ben quattro premi Oscar vinti insieme a Wallace & Gromit. La storia che lo lega a questa fantastica coppia risale a quando Nick Park frequentava le scuole superiori e durante le lezioni giocava con la plastilina creando i primi prototipi dei personaggi che si evolveranno, negli anni avvenire, in Wallace & Gromit. Lo stesso regista, dalle dichiarazioni rilasciate in molte interviste, è stupito ancora oggi di come qualcosa che creò da ragazzo gli abbia permesso di arrivare nell’attuale olimpo del cinema. Vincere un numero così alto di Oscar non è impresa facile, ancor più incredibile se si pensa che Nick Park li abbia ricevuti tutti per il suo merito nella tecnica dello stop motion. Questo effettivo dato dimostra come il passo uno, se ben costruito, possa essere ancora apprezzato per la sua artigianale costruzione dalla critica e dal pubblico.

Nonostante siano considerati prodotti di complessa realizzazione, esistono ancora registi che decidono di sfruttare lo stop motion per dar vita a qualcosa di unico e considerabile di nicchia. Non sempre però questa definizione è forse quella più appropriata, Nick Park è in realtà molto noto al pubblico soprattutto per aver scritto e diretto a quattro mani Galline in fuga con Peter Lord. Negli anni 2000 fu un grandissimo successo di pubblico, ricevette numerosi premi internazionali e riuscì ad imporsi come uno dei film d’animazione più conosciuti. Spesso non sempre si identificano questi titoli ai grandi nomi dietro la lavorazione di prodotti del genere e Nick Park è tra le molte “ombre” di talento che creano capolavori in sordina.

Wallace & Gromit

La fantasia dello stop motion

Il nome di Wallace & Gromit in Italia non è molto conosciuto, eppure rappresentano la coppia più incisiva mai vista sullo schermo. Nick Park è riuscito a creare in tutte le loro sfumature dei personaggi che colpiscono per aspetto estetico, ma anche per la loro forte caratterizzazione. Wallace è un signore che vive in un piccolo paese del Wigan in compagnia del suo cane Gromit. Sempre con un’espressione bonaria e con il sorriso stampato in faccia, egli è un inventore di bizzarri strumenti che il più delle volte non funzionano come dovrebbero. Ama alla follia il formaggio, i cracker, il tè e del buon vino Bordeaux per celebrare le occasioni più speciali che gli capitano. In tutte le pellicole egli appare vestito sempre con camicia bianca ed un maglione verde che lo rendono inconfondibile nel suo aspetto. Gromit è invece il suo cane con cui condivide praticamente tutto, dalla convivenza agli esperimenti. Si tratta di un personaggio muto che non parla, tranne dei piccoli momenti in cui emette piccoli brontolii, egli comunica esclusivamente attraverso la mimica facciale che rende perfettamente ciò che vorrebbe dire.

Le caratteristiche descritte nelle righe precedenti si delineano in un percorso di approfondimento nei vari cortometraggi, poco a poco si riescono a scoprire sempre più dettagli della loro personalità. I due personaggi, coinvolti sempre in delle strane vicende, hanno avuto un’evoluzione che Nick Park ha saputo valorizzare man mano che ideava nuove storie. Creati in piena tecnica di claymation, con l’uso di plastilina supportata da uno scheletro con fili in ferro, Wallace & Gromit si mostrano in tutta la loro perfezione artigianale. Una volta imparati a conoscere ci si dimentica completamente di essere davanti a dei personaggi materialmente esistenti, sembra quasi come fossero creati in piena moderna animazione in 3D per quanto sono realizzati bene. Nel primo cortometraggio Una fantastica gita (della durata di 30 minuti) i due si mostrano ancora troppo spigolosi e acerbi nella loro forma, in una storia dalla scrittura molto semplice. Per quanto riguarda le caratteristiche della loro personalità, però, si può certamente dire che i tratti inconfondibili vengono subito messi in luce. Con un inizio che comunica in stile Hitchcockiano il desiderio dei due di voler intraprendere una gita, Nick Park con la sua prima opera delinea una coppia di personaggi che diventerà già dal loro secondo film perfetta in tutto e per tutto.

Wallace & Gromit

Wallace & Gromit in viaggio dentro cinema

Wallace & Gromit vantano ben quattro cortometraggi insieme, di cui tre di questi hanno vinto l’ambita statuetta dorata alla notte degli Oscar. Nick Park è riuscito a far centro non solo inventandosi dei personaggi dalla forte alchimia, bensì anche ricamando delle straordinarie storie fatte di plot twist convincenti e scrittura molto solida. Con grandissima abilità riesce sempre a non risultare ripetitivo e convince per l’insieme compatto del tutto a cui riesce a dar vita. Le folli invenzioni di Wallace, dal letto catapulta ai tecnopantaloni, risultano straordinariamente divertenti e riescono a stupire per originalità creativa. Il regista, autore delle sue sceneggiature, per dare un maggior senso di novità introduce in ogni film un impiego diverso che Wallace & Gromit svolgono nel corso dei film: gestiscono attività di pulizia vetri, sono panettieri, acchiappa animali ecc..

 “Lady Tottington…ma questo è un vero paradiso vegetale!”.

I due protagonisti sono dunque in continua evoluzione e ogni volta compiono un viaggio tra i generi cinematografici. Questo aspetto risulta coinvolgere lo spettatore in pieno, spiazzato positivamente nel trovarsi di fronte un genere sempre diverso rispetto alla precedente pellicola. Se l’esordio di Wallace & Gromit è all’interno di una storia tratteggiata prevalentemente da una componente umoristica, già da I pantaloni sbagliati si evince che le atmosfere mutano. L’humor britannico è sempre presente, ma stavolta Park scrive una narrazione in cui prevale il thriller e non solo. Di menzione è sicuramente l’antagonista impersonificato in un pinguino ricercato per i suoi crimini. Ancora una volta a stupire in questo senso è il mutismo che pervade il film, sia il pinguino che Gromit non emettono parole, eppure riescono a comunicare i rispettivi ruoli. Il primo un maligno ladro dai perfidi piani e l’altro un cane che dubita fin da subito delle sue reali intenzioni. Il tutto concludendosi con un finale su un piccolo trenino giocattolo che si ritaglia un omaggio all’immagine emblematica che attraversa la generazione del western.

Così come La tosatura perfetta (terzo corto) cammina in bilico tra un noir ed un giallo vero e proprio, con la presenza tipica della donna di malaffare in un alternarsi di colori freddi e caldi simboli rispettivamente del male e del bene. Un finale che, anche in questo caso, stupisce per il suo omaggio a Terminator di James Cameron.

Wallace & Gromit

La vittoria dello stop motion

Nel 2005 Nick Park riesce a coronare con un lungometraggio premio Oscar che è riuscito ad incassare 192 milioni a fronte dei 30 milioni di budget. Questa volta aiutato da Dreamworks e da MPC (Moving Picture Company) per realizzare degli effetti speciali digitali, questa volta necessari per ricreare piccoli dettagli che con la semplice stop motion non sarebbero potute essere animate in Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro.

La pellicola inizia con una carrellata che inquadra le foto appese al muro di casa che mostrano la storia dell’amicizia tra i due protagonisti. I titoli di testa ingannano stavolta il genere di prevalenza, ossia l’horror. Ci ritroviamo molti omaggi alle pellicole che appartengono a film del terrore, soprattutto quelli degli anni 30’. Il coniglio Mannaro può essere visto come una rivisitazione animata del film di Landis Un lupo americano a Londra, il cui richiamo più forte si nota particolarmente nella scena di trasformazione. Nick Park è un grande esperto di cinema e questo lo si può notare anche in un finale che porta con sé l’ideale del King Kong filmico appeso in una antenna in cima ad un palazzo. Regia e scrittura splendida per un film dai plot twist che faranno saltare dalla poltrona, un gioiello che consacra Wallace & Gromit come due personaggi che hanno dato un contributo alla stop motion di altissimo livello.

Wallace & Gromit

Il genio di Nick Park dimostra come il duro lavoro, caratterizzato da una lenta lavorazione che richiede molti anni di impiego, venga riconosciuto anche in quei registi che fanno cinema per il piacere di farlo. Fare le cose perché si vuole veramente e non perché qualcuno ti impone di farlo è la cosa più difficile da fare dentro l’industria cinematografica contemporanea, ma quando succede allora non bisogna farsela scappare.  Qui un link video dietro le quinte durante la lavorazione dei film di Wallace & Gromit.

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