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Venom La Furia di Carnage Recensione: il breve sequel del simbionte

Il mondo Marvel è variopinto, tanto da scandagliare ogni aspetto possibile dell’animo umano: il rosso di Spider-Man, il giallo di Thor e infine il nero di Venom. Nato alla fine degli anni ’80 come nemico giurato dell’uomo ragno, l’alieno oscuro ha riscosso un successo così smisurato da raggiungere la sua totale indipendenza, grazie a Protettore Letale, la prima miniserie che lo raffigura come anti-eroe.

Eddie Brock, l’umano che ospita il simbionte che viene da Klyntar, vede la sua vita sgretolarsi nel primo film, ma nel secondo – grazie a Venom – riacquista popolarità, solo per affrontare subito dopo la minaccia più grande della sua vita: Carnage. Vi ricordiamo che, ovviamente, le recensioni di MonkeyBit sono completamente senza spoiler!

Venom ha una veste diversa, ma sarà adatta?

Guardando il primo film, molte persone lontane dal mondo comics potrebbero inquadrare il simbionte come una bestia feroce e assetata di sangue, ma la vera natura dell’alieno è stata messa a nudo durante il secondo capitolo. Il legame tra il giornalista e l’improbabile eroe era fondato sulla fiducia ed il desiderio di vendetta verso l’uomo ragno. Superata questa fase, però, i due sembrano sviluppare un vero e proprio legame morboso l’uno con l’altro.

Purtroppo però, la pellicola non riesce a trasmettere allo spettatore la crescita spirituale di Eddie, il suo compagno, addirittura quella di Cletus Kasady viene ridotta al minimo indispensabile, mandando all’aria un’opportunità più unica che rara, uno dei villain più interessanti del mondo Marvel.

Sony ha cercato di puntare ad uno stile visto già in Thor: Rangarok o Guardiani della Galassia, facendo leva sull’ironia, le battute ed i tempi comici. Eventualmente, anche il protagonista viene assorbito da questa spirale di forzata emulazione, rendendo il film più divertente, certo, ma a tratti anche meno serio. Venom, nonostante la sua indole divertente, riesce anche a trasmettere le sue emozioni in maniera diretta, e di certo non con un infantile litigio…

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Tom Hardy invece è eccellente nel ruolo di Eddie Brock, che sembra ancora segnato dall’unione con Venom. I momenti di irascibilità, gli scatti d’ira, addirittura la palpebra tremolante ci fa capire quanto il reporter che si mantiene appena a galla abbia ancora molti problemi, nonostante il suo super alter ego. La relazione con l’alieno poi, non fa altro che peggiorare le cose, aggiungendo il peso da novanta con la sua “fame di cervelli umani”. Insomma, il protagonista viene interpretato alla perfezione, la sua controparte eroica… Non così tanto.

Lo scossone in regia

Sony ha una lunga lista di grandi registi: Ruben Fleischer, Sam Raimi ed il nuovo arrivato Andy Serkis, che prende la responsabilità per questa nuova pellicola. Serkis ha ottenuto un ruolo dietro la telecamera già da qualche anno ormai, rivelando un grande talento. Venom: La furia di Carnage è la prova di un ottimo lavoro di regia, lo vediamo grazie a Michelle Williams e Woody Harrelson che, nel ruolo dello spietato serial killer, riesce a far rabbrividire anche noi.

Anche lo stesso Tom Hardy, come dicevamo prima, ha un approccio completamente diverso dal primo film, rilegando il ruolo umoristico al simbionte. Serkis, con le sue doti da attore prima che da regista, ha fatto un passo in avanti per quanto riguarda Venom sul grande schermo sebbene, a parer nostro, non è abbastanza.

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Ho sentito spesso gente lamentarsi della fedeltà verso il fumetto, di come questa non venga rispettata. Il vero problema, tuttavia, è la qualità con cui è stato girato il primo capitolo. In questa seconda parte, incentrata sulla pazzia di Carnage, gli attori, le ambientazioni e i simbionti vengono elevati ad un altro livello, ottenendo un effetto completamente nuovo e, probabilmente, vi capiterà spesso di rimanere rapiti dai monologhi del villain, o semplicemente dalle realizzazioni che Brock fa su sé stesso.

La durata della pellicola però, uccide quasi totalmente le possibilità di riuscita di una buona narrativa. I cinecomics sono famosi anche perché riescono a mostrare l’eroe nel dettaglio, a 360 gradi, elencando tutte le sue sfumature ed i suoi difetti: sono questi che lo rendono umano. In Venom: La furia di Carnage questo non accade, e i fotogrammi sembrano andare alla velocità della luce, come se l’intera troupe avesse fretta di portare a casa un prodotto finito.

Purtroppo questo elemento vi darà la stessa sensazione di bere una bibita dietetica: all’inizio è gustosa, ma dopo un po’ vi lascia l’amaro in bocca. Questo è quello che ci ha dato Serkis, una grande rabbia per quello che sarebbe potuto essere un grande cinecomic.

“Ho già assaggiato il sangue, e quello non lo è”

Il problema più grave con questo film, tuttavia, è molto più semplice: non ha una vera e propria direzione, non sa dove andare. I primi minuti del lungometraggio presentano un prologo striminzito, che illustra “un pizzico” della vita di Cletus Kasady, il portatore di Carnage, alle prese con il suo amore, una ragazza di nome Francise. Non viene spiegata la sua infanzia (verrà solo menzionata più in là), né tanto meno quella della ragazza dai poteri sovrannaturali, lasciandoci con un dubbio immenso.

Cosa li ha spinti l’uno con l’altra? Perché hanno deciso di allearsi contro il mondo? Per quale motivo Kasady ha una vera e propria fissazione con Eddie Brock? La prima parte della pellicola è abbastanza lenta dal lato narrativo, distraendo lo spettatore con una serie veloce di battute che, seppur efficaci, non aggiungono nulla alla storia, che viene sviluppata solo nella seconda parte del film.

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Quando finalmente le cose cominciano a farsi interessanti, purtroppo, si ha un effetto “Fast Forward”, rendendo inevitabilmente le emozioni dei protagonisti confuse, la motivazione del nemico piatta e poco verosimile, il tutto condito con qualche inutile frase arrogante. L’espressione comune che vorrei utilizzare è “americanata”, ma forse sarei troppo cattivo. Le scene di azione però, hanno davvero una marcia in più: non stiamo parlando di un cafonissimo Fast & Furious o di un epico Avengers: Endgame, ma prendiamo in considerazione i vecchi film di supereroi, che vedevano l’eroe combattere a testa bassa contro il nemico, come il vecchio Parker sotto la regia di Raimi.

Questo potrebbe essere sicuramente un punto a favore per il cinecomic, ma con l’andare avanti nel tempo, purtroppo le aspettative salgono, e dopo capolavori proprio sfornati da casa Marvel, è triste vedere come un personaggio di quel multiverso possa essere trattato con tale superficialità. La scena dopo i crediti, però, ci ha fatto alzare in piedi sulla poltrona.

The Review

7.2
7.2
Venom: La furia di Carnage

Summary

Venom: La furia di Carnage è una pellicola fantastica per chi ama il simbionte alieno, chi vuole passare una giornata diversa e per chi ama l'ottima recitazione. Tom Hardy e Woody Harrelson creano una sintonia unica, come due facce della stessa medaglia, e grazie alla regia di Serkis, la pellicola acquista qualità a non finire. Tuttavia, la durata striminzita ed una sceneggiatura abbastanza arrogante rendono questo cinecomics una possibilità sprecata, lasciandoci con un amaro in bocca ed una speranza sempre più flebile nel cuore.
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