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Venom

Venom ha bisogno di un gioco tutto suo, ecco perché

Nell’ultimo PlayStation Showcase, abbiamo assistito a molti reveal, tra cui uno dei più attesi: Spider-Man 2. Durante il filmato di presentazione, possiamo vedere l’uomo ragno – con entrambi i suoi alter ego – in azione, per difendere le strade di New York. Attratti da una voce spettrale e mostruosa, si girano entrambi per scrutare in un vicolo oscuro, da cui fa la sua comparsa l’antieroe per eccellenza: Venom. Forse non sarò esattamente oggettivo nella motivazione per cui il Lethal Protector merita un’avventura tutta sua, ma in questo articolo andremo ad esplorare – ed analizzare – i motivi per cui il simbionte dovrebbe essere il prossimo protagonista di un videogame Marvel. Parleremo – ovviamente – del Venom dei fumetti Marvel, comparso per la prima volta nell’84 e liberato per mano di Spider-Man. Il film del 2018 segue un universo differente.

“… è stato facile…”

Per poter capire il motivo per cui Venom meriti un gioco completamente suo, bisogna analizzare la sua forma originale, il modo in cui si è approcciato per la prima volta ai lettori. Il simbionte è stato liberato da Spiedy, che ha prelevato un globo oscuro pensando che fosse un modo facile e veloce per riparare il suo costume. Solo dopo aver “utilizzato” le potenzialità della sua nuova tunica, Parker capisce quanto sia pericoloso e decide di liberarsene. L’episodio avviene su un campanile, sotto il quale un reporter stava per commettere l’omicidio di un uomo già morto, sé stesso.

Venom

Eddie Brock, questo il nome dell’aspirante suicida, si rivolse all’icona religiosa davanti a lui un’ultima volta, e da essa si sprigionano lacrime di colore nero pece, che entrano nel corpo del giornalista. Venom ha finalmente trovato il suo ospite perfetto, salvandogli la vita e “donandogli uno scopo”. I due si completano alla perfezione, e cercano di potenziarsi a vicenda, il tutto grazie all’odio viscerale nei confronti di Peter Parker, che ha rovinato la vita a Brock per aver smascherato la sua natura da giornalista cialtrone, ed ha cercato di uccidere Venom.

Con l’avanzare nel tempo, il simbionte ha deciso di cambiare strada: da nemico primordiale, a vigilante. Dopo la tregua con Spider-Man e la miniserie che ha luogo in California, San Francisco, Eddie decide di percorrere la strada dell’antieroe, punendo i criminali in maniera estremamente violenta. Da qui, sono nate moltissime avventure con protagonista il Protettore Letale, citiamo Carnage, Anti-Venom, o il più moderno e gargantuesco Grendel.

Venom

Il filo conduttore in tutti questi episodi si può tracciare seguendo la “giustizia personale” che Venom esercita sui villain – e sugli innocenti. La costruzione dell’antieroe, infatti, gira attorno alla personalità di Eddie Brock, una persona debole, bisognosa di attenzioni e arrogante.

Con l’aiuto dell’alieno riesce finalmente a diventare una persona migliore, costruendo un carattere e assumendosi finalmente le sue responsabilità. Ma non è sempre oro quel che luccica, poiché Venom ha ancora un controllo estremamente pesante sul corpo del reporter, riuscendo spesso ad impossessarsi del suo ospite per causare danni.

Questo discorso però è a doppia corsia: Venom ha imparato molto da Eddie, cambiando il suo modo di pensare e avvicinandolo di più alle fattezze di un vero e proprio vigilante. Questo andrebbe a spiegare il comportamento inequivocabilmente eroico del simbionte. Nella serie Rex, ad esempio, lotta contro il Grendel alleandosi con Miles Morales, il nuovo Spider-Man.

“Venom merita un videogame che renda giustizia alla sua storia”

Sin dalla prima apparizione delle serie dedicate a Venom, i fan Marvel hanno deciso di “simbiontizzare” moltissimi eroi, ad esempio Wolverine, Deadpool (che non è esattamente errato dato il suo passato) ed infine espandendosi anche ad altri universi, addirittura arrivando al franchise di Pokémon dalle fattezze “venomantiche”. Nonostante sia abbastanza una pazzia, questo fenomeno ci aiuta a comprendere quanto Venom sia stato apprezzato dalla comunità mediatica, e che impatto potrebbero avere opere con l’alieno come protagonista.

Non è una novità che “i cattivi ragazzi” attraggano pubblico, come già sperimentato nell’immortale Grand Theft Auto, oppure in God of War. L’antitesi che oppone all’eroe gentile e carismatico, un combattente problematico e tempestato da complessi, funziona sia su piccolo schermo che su grande, e fa un eccellente lavoro anche nel mondo videoludico. Questa formula quindi, può aprire le porte alla possibilità di creare un vero e proprio videogame che segue le vicende del simbionte, non per forza dall’inizio, ma anche episodi che seguono direttamente le vicende di San Francisco.Venom

Quello che vorremmo, è un Action GDR in pieno stile Spider-Man, ma con le fattezze di Venom, che percorre una trama ben definita e ripresa dalle sue più famose avventure da vigilante. Sony ha effettuato un lavoro eccellente con l’ultimo capitolo dedicato all’uomo ragno, e adesso sta imbarcando nuovi progetti Marvel tra cui Wolverine ed i Guardiani della galassia. Sarebbe un ottimo momento per prendere al balzo l’hype creato con il trailer di Spider-Man 2, e con l’uscita del lungometraggio che vedrà protagonista Carnage, la compagnia americana ha davvero molte frecce nella sua faretra.

L’imbarazzante passato videoludico del simbionte

Molti di voi già lo sapranno, ma Venom ha un passato videoludico abbastanza ampio. Partendo dal 1990, in quasi tutti i giochi di Spider-Man possiamo vedere il simbionte fare la sua comparsa, che sia nei panni di un boss o di un personaggio giocabile. Purtroppo però, non c’è mai stato una vera e propria opera dedicata a Venom, lasciandoci con l’amaro in bocca dopo aver visto giochi su praticamente qualsiasi eroe – o antieroe.

Nei videogame dedicati alla sua controparte eroica, Venom viene disegnato spesso come un personaggio senza cervello, caotico o addirittura come una specie di buffone, per non nominare i videogame Lego. È davvero triste vedere come una creazione di questo tipo, effettuata alla perfezione ed evoluta con estremo impegno, venga poi rimpicciolita e denigrata in opere minori. Spider-Man 2, infine, riesce a darci una flebile speranza su come verrà proposto il personaggio di Venom.

Per rispondere alla domanda “Perché Venom merita un videogioco tutto suo”, dovremmo elencare tutta la storia del legame tra Eddie Brock ed il simbionte. L’amore che Sony riesce a dare a Spider-Man è davvero incommensurabile, creando un’opera formidabile. La stessa passione creerebbe un titolo incredibile parlando di Venom, grazie al suo elemento “antieroe”, riuscirebbe a catturare i giocatori, lasciando che si immedesimino nel vero protagonista, che non è Venom, bensì Eddie Brock, un bambino fragile, cresciuto senza le attenzioni dei genitori e che vuole solo essere accettato.

Noi fan del simbionte aspetteremo con calma un titolo dedicato al Protettore Letale, che ci ha insegnato che chiunque può diventare buono, se mette da parte i propri rancori.

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