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Van Richten’s Guide to Ravenloft: analisi alla nuova sottoclasse del bardo

Van Richten’s Guide to Ravenloft è l’ultimo manuale di gioco rilasciato da Wizard of the Coast per la quinta edizione di Dungeons & Dragons, il gioco di ruolo cartaceo più popolare e giocato del globo. Questo libro, davvero ben realizzato, apre le porte dei Domini del Terrore, semipiani ricolmi di oscurità e creature orride contenuti all’interno del non-mondo di Ravenloft. L’ambientazione è una delle più conosciute ed attese della storia del gioco e si parlava della possibile uscita di un testo del genere fin dagli albori della quinta edizione. Non si tratta, tuttavia, solo di un modo per toccare il cuore dei nostalgici ma di un vero e proprio capolavoro, praticamente un must have se si vuole provare l’ebrezza di giocare in un’ambientazione di questo tipo.

Tanti sono i vantaggi del possedere il testo, che voi siate Dungeon Master o giocatori, tuttavia l’analisi odierna si baserà su una delle tante chicche dedicate ai player. Van Richten’s Guide to Ravenloft introduce due nuove sottoclassi: un warlock che ha stipulato un patto con una potente creatura non morta ed il college of spirits bard. L’ultimo citato sarà preso in analisi all’interno di questa review, premettendo che si tratta forse di una delle sottoclassi più particolari ed affascinanti mai stampate, seppur non priva di qualche meccanica che può far storcere il naso.

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College of Spirits: il Bardo

I bardi appartenenti al collegio degli spiriti traggono spunto dalle favole, dai miti e dalle leggende, estraendo la forza intrinseca dei testi, seppur tramandati oralmente, per portare in vita i loro soggetti e plasmare delle nuove realtà. Possono manipolare i flussi del reale, generando spiriti che sono personificazione dei loro racconti. Un modo davvero geniale di re-interpretare il concetto di bardo della quinta edizione. Un qualcosa di diverso dal classico plasmare la canzone della creazione coi propri strumenti o con la propria voce.

Guiding Wishpers e Spiritual Focus caratterizzano i primi livelli

La prima feature del terzo livello di questo bardo permette al giocatore di aggiungere guida alla lista dei trucchetti conosciuti, senza andare ad occupare uno degli slot naturalmente in possesso della classe. Non finisce qui, Guiding Whispers permette infatti al nostro bardo di lanciare guida a 18 metri di distanza.

Questa feature è una bomba a livello meccanico ed è divertentissima da interpretare al tavolo. Guida, infatti, è uno dei trucchetti migliori del gioco e possederne una versione potenziata non può che essere di grande aiuto, soprattutto nelle mani di un bardo che non potrebbe normalmente apprenderlo. La parte davvero pirotecnica però starà nel divertirsi a descrivere come, lo spiritello da voi chiamato, suggerirà il da farsi al vostro compagno di party, spiegandogli come faceva lui quella determinata azione in vita. Le opzioni di gioco che si aprono sono infinite e sarà possibile, già solo con questa caratteristica, creare un personaggio scanzonato e divertentissimo o uno estremamente serioso.

La seconda feature di terzo livello proposta dalla Van Richten’s Guide to Ravenloft per questo bardo è un po’ deludente rispetto alla prima. Grazie a Spiritual Focus, il nostro bardo sarà in grado di utilizzare come catalizzatori della sua magia oggetti inusuali come candele, sfere di cristallo, teschi, mazzi di tarocchi ed altre mille idee che potrete elaborare con il vostro master se si abbinano bene al tema della sottoclasse.

Privilegio meraviglioso a livello narrativo ma che si divide in due sezioni, la seconda metà è probabilmente uno degli errori più clamorosi dell’archetipo. Dal sesto livello, ogni volta che utilizzerete il vostro focus speciale per lanciare incantesimi da bardo aggiungerete un d6 al risultato, potenziando danni o cure. Non fatevi ingannare, Jeremy Crawford ha dichiarato che gli incantesimi senza componenti materiali non ottengono nessun beneficio dai focus, ergo esso si applica su un numero assurdamente basso di incantesimi utili e non impatta in nessun modo la vostra partita. La seconda parte del privilegio non intacca in nessun modo la narrativa o le meccaniche del vostro bardo, risultando assai trascurabile ed incredibilmente poco utile.

Privilegi avanzati: oltre il sesto livello

Dopo un terzo livello bello corposo e caratterizzato la Van Richten’s Guide to Ravenloft ci propone un privilegio di sesto livello parecchio interessante, che non sfigura con quanto visto in precedenza. Il nostro bardo sarà in grado di condurre un rituale attraverso il suo spiritual focus per apprendere un incantesimo di necromanzia o divinazione. Questa spell potrà appartenere a qualsiasi classe ma è limitata al potere del nostro incantatore. Sarà, infatti, possibile condurre il rituale con un numero di creature uguale al proprio proficiency bonus e questo condizionerà il livello dell’incantesimo appreso.

Superfluo dire quanto sia divertente improvvisare rituali al tavolo o che potrete utilizzare NPC o creature evocate per renderle parte del vostro macabro esperimento. Spirit Session richiede un’ora di tempo che però può essere compresa all’interno del vostro riposo breve o lungo. In termini di gioco vuol dire che i vostri alleati potranno condurre il rituale sfruttando il loro prezioso tempo per riposare. Piccola chicca, coloro che vi aiutano beneficeranno anche dei dadi vita aggiuntivi del vostro canto di riposo. Siamo di fronte all’ennesima bomba narrativa della sottoclasse.

Sul piano meccanico risulta un privilegio ben bilanciato, utilissimo soprattutto nei livelli successivi a quello di apprendimento. Espandere, seppur temporaneamente, la propria lista incantesimi non fa mai male. Non si va però a forzare il bardo ad eseguire con costanza questo rituale rendendolo una macchietta, essendo di fatto un privilegio situazionale. Vi tornerà assai utile, escluse build particolari, relativamente di rado.

Il privilegio conclusivo della sottoclasse infine, è la classica meccanica che migliora le peculiarità del personaggio che spesso si vede al quattordicesimo livello. Fondamentalmente quando tirerete il dado per decidere quale Tales from Beyond -un privilegio che andremo ad analizzare qui sotto- pescare dalla tabella potrete farlo due volte, tenendo il risultato che preferite. Se i risultati dei due dadi corrispondo potrete scegliere quale effetto utilizzare da tutta la tabella. Un privilegio di una potenza mostruosa che però arriva in livelli davvero alti nei quali difficilmente risulta problematico.

Tales from Beyond: uno strumento narrativo unico

Van Richten’s Guide to Ravenloft stampa un privilegio straordinario sul piano narrativo. Il nostro bardo sarà in grado di tirare il proprio dado ispirazione su una tabella, pescando casualmente una favola da essa. La favola resterà nella memoria del bardo finché quest’ultimo non deciderà di riposare e potrà essere rilasciata su un bersaglio a scelta al costo di un’azione. Le favole hanno mediamente effetti molto potenti, sono divertenti da interpretare e non vi faranno rimpiangere l’aver bruciato un utilizzo della vostra ispirazione bardica.

Quello che risulta geniale però è la scelta di far scalare il dado con cui si tira sulla tabella allo stesso ritmo del dado ispirazione. Grazie a questo espediente il vostro personaggio non solo si limiterà a interagire col campo di battaglia più spesso e con più potenza numerica ma apprenderà di fatto nuove Tales from Beyond. Si tratta probabilmente di una delle sottoclassi con la progressione più originale e col miglior design di sempre.

Immaginate il potenziale narrativo di un bardo con un mazzo di tarocchi neri che, pescando l’arcano maggiore Justice, racconta ad un membro del suo party la storia di un vendicatore, rivestendolo di un’aura che punisce con danni da forza coloro che osano ferirlo. Successivamente pensate a quello stesso bardo che dopo mille peripezie ed avventure inizia a conoscere favole assai più potenti, parlando di angeli ed evocando il soffio dei draghi. Quale giocatore o master non è quantomeno affascinato da qualcosa del genere?

A livello meccanico sorge invece qualche problema in quanto ogni singola Tales from Beyond è davvero fortissima. Questo potrebbe esser visto come eccessivo in quanto si va ad eliminare la componente rischiosa della casualità proponendo solo effetti positivi, rendendo davvero devastante questo privilegio in ogni momento del gioco. Ironicamente una delle favole più forti si trova proprio al numero 4 della tabella, forse un numero troppo basso. Questo fatto rende assai probabile utilizzarla in early game quando potremo pescare solo nelle prime 6 su 12 storie. Se il vostro Master trova la sottoclasse eccessiva, spostare la Tale of a Runaway di qualche posizione nella tabella è un’ottima possibile homerule.

 

Fateci sapere qual è il vostro pensiero sulla nuova sottoclasse del bardo proposta in Van Richten’s Guide to Ravenloft. Siete d’accordo con la nostra recensione o avete pareri discordanti? Qualunque sia la risposta non smettete di seguirci su MonkeyBit per tutte le novità dal mondo dei videogiochi e non solo.

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