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Untold: Patto con il diavolo Recensione di una storia incredibile

Vi abbiamo già parlato di Untold (qua l’articolo), una serie di documentari a tema sportivo, ma abbiamo altro da dire. Come mai vogliamo recensire singolarmente Patto con il diavolo? Per l’importanza che questa storia ha avuto. Prima di tutto vi invitiamo a recuperare l’episodio seguendo questo link. Questa serie Netflix ha completamente stravolto le nostre aspettative, mostrandoci diverse vicende da diversi punti di vista, ma riuscendo a legarle efficacemente.

Prima di cominciare, come al solito, vi invitiamo a seguirci sulla nostra pagina Instagram. Inoltre, vi ricordiamo che solo seguendoci su MonkeyBit sarete sempre aggiornati sulle ultime novità del mondo del cinema e dei videogiochi. Adesso siamo pronti a raccontarvi nel dettaglio la storia di Christy Martin e dell’episodio a lei dedicato.

Cos’è Untold?

Untold, come vi accennavamo prima, è una serie di documentari prodotta da Chapman e Maclain Way e disponibile su Netflix. La prima stagione raccoglie cinque episodi diretti da cinque registi diversi (due puntate sono state dirette in coppia dai fratelli produttori). Gli altri cineasti sono Crystal Moselle, Floyd Russ e Laura Brownson. Quest’ultima ha realizzato Patto con il diavolo, dedicato alla boxer Christy Martin.

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Ogni documentario è diretto in modo diverso dall’altro, così come variano i temi trattati e il modo in cui vengono raccontate le storie. L’unico punto in comune è lo sport, ma anche in questo caso ogni puntata affronta una disciplina nuova. Non ci soffermeremo troppo sulla serie in sé, per quello c’è già la nostra recensione (linkata ad inizio articolo): oggi vogliamo raccontarvi la storia di Christy Martin.

“Tu non puoi uccidermi”

Christy Martin, conosciuta nel mondo della boxe come “la figlia del minatore” è una delle combattenti più forti degli anni ’90. Ha iniziato la sua carriera nel 1989, all’età di 21 anni, partecipando a vari concorsi riservati esclusivamente alle ragazze. Successivamente ha iniziato a farsi allenare da James “Jim” Martin, il suo storico coach e, dal 1991, suo marito. La boxer, però, è da sempre stata lesbica. Il documentario alterna il dramma personale della sportiva, costretta a nascondere il suo orientamento sessuale e vittima delle pressioni psicologiche del suo partner, alla sua brillante carriera da pugile dal finale amaro, con 49 vittorie.

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Jim Martin che allena Christy

Christy Salters, questo il suo nome da nubile, ha avuto una vita incredibile. Jim Martin, maniaco del controllo e perfido manipolatore, ha convinto sua moglie che nessuno avrebbe assistito agli incontri di box di una donna lesbica. In seguito ad una grave aggressione fisica in cui Christy ha rischiato di morire, i due hanno divorziato e la pugile ha finalmente fatto coming out. Questo è solo un breve e lacunoso riassunto di quella che è la sua storia, per questo vi invitiamo a recuperare il prima possibile Untold: Patto con il diavolo.

Untold: Il modo giusto di raccontare una storia

La cosa che più colpisce di Untold: Patto con il diavolo è la narrazione. Inizialmente sembra un documentario come tanti: la protagonista viene intervista e insieme a lei ricostruiamo la sua carriera. Ci sono varie immagini e video di repertorio che ci mostrano momenti salienti della sua attività di boxer, come lo scontro con Laila Ali (figlia di Muhammad Ali). Ci vengono accennati i vari dubbi sull’orientamento di Christy e su una relazione avuta con una sua vecchia compagna di scuola, Sherry Lusk. Tutto, però, resta vago e si riprende la narrazione sportiva.

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Proseguendo con la visione scopriamo quanto è stato importante il percorso della figlia del minatore per aprire le porte della boxe femminile al grande pubblico americano, che sottovalutava la disciplina femminile. Insomma, Untold pare raccontarci la storia di una donna che ha rivoluzionato il mondo del pugilato. Un tema affascinante, certo, ma sicuramente di nicchia. All’improvviso, però, il clima diventa molto più cupo e scopriamo finalmente la vera trama di Patto con il diavolo: una denuncia sociale.

“La mia cinquantesima vittoria è stata il 23 novembre 2010”

Nella data che leggete qui sopra Christy Martin è stata aggredita da Jim Martin, suo marito e coach come dicevamo prima. L’uomo l’ha accoltellata ripetutamente, le ha sparato al petto e l’ha lasciata in fin di vita sul pavimento prima di darsi alla fuga. Tutto è iniziato solo perché la pugile, incoraggiata dalla sua vecchia fiamma Sherry Lusk, decise finalmente di lasciare la persona orribile che l’ha manipolata per anni. Il criminale è stato arrestato pochi giorni dopo e condannato a 25 anni di carcere. La nostra eroina è ancora viva ed è felice. Attualmente è sposata con la sua ex-rivale Lisa Holewyne.

Lisa Holewyne e Christy Martin

La vera morale di Untold: Patto con il diavolo è non aver paura di mostrarsi per come si è veramente. Come Mike Tyson e altri personaggi dicono durante il documentario, non è importante il proprio orientamento sessuale, ma cosa si fa nella vita, come ci comportiamo, quali sono i nostri valori e i nostri traguardi. Christy Martin è sempre stata una leggenda del mondo della boxe, ma conoscere la sua storia, così come abbiamo potuto fare grazie a Netflix, l’ha resa un modello da seguire nella vita. Non importa cosa ne pensiate dello sport, guardate questo episodio e ne uscirete arricchiti.

Voi conoscevate già la storia di Christy Martin? Avete visto Untold: Patto con il diavolo? Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti! Speriamo che questo articolo vi sia piaciuto e che vi abbia invogliato a guardare la serie. Intanto, nel caso in cui voleste sapere di più sulla figlia del minatore vi invitiamo a cliccare qua.

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