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Un Cielo Stellato Sopra il Ghetto di Roma

Un cielo stellato sopra il Ghetto di Roma: la Conferenza Stampa

Un cielo stellato sopra il Ghetto di Roma è il nuovo film diretto da Giulio Base e in uscita in anteprima sulla piattaforma streaming Rai Play il 27 gennaio e successivamente sul canale Rai1 sabato 6 febbraio alle 22.50. La pellicola segue la storia di Sofia, un’adolescente determinata che si immerge in una missione alla ricerca di una bambina misteriosa ritratta in una fotografia datata 1946; il viaggio diventerà un cammino verso la scoperta della propria identità, della storia della Shoah e della popolazione e cultura ebraica. Noi di Monkeybit abbiamo avuto l’onore oggi, 22 gennaio 2021, di poter assistere alla Conferenza Stampa virtuale del lungometraggio, a cui hanno partecipato il regista, i produttori Cesare Fragnelli e Sandro Bartolozzi, Paolo Del Brocco per Rai Cinema, Elena Capparelli per RaiPlay e alcuni membri del cast.

La piacevole e interessante chiacchierata è cominciata con un’introduzione generale sulla pellicola e soprattutto sul personaggio di Israel Cesare Moscati, regista romano ebreo senza la quale l’opera non avrebbe visto la luce. Il primo a prendere la parola e raccontarci del suo legame con l’uomo è stato Paolo Del Brocco che ha esordito con:

“Questo film per Rai Cinema è un film particolare, fatto con grande amore da parte di tutti quelli che lo hanno realizzato. Israel Cesare Moscati ha fatto quattro film documentari con Rai Cinema e ha trovato una chiave di racconto della Shoah molto attuale e inedita facendo parlare il presente. Ebbe l’idea del film e lo scrisse più volte; Giulio [Base] è entrato con la sua passione e le sue capacità. Siamo partiti di corsa con difficoltà soprattutto economiche ma ha trovato un cast di ragazzi favoloso. C’è una grande sinergia della Rai fra quella che è la più grande piattaforma streaming in Italia che lancia questo film in esclusiva e Rai 1 che il 6 febbraio lo metterà nella sua produzione; una sinergia per far vedere questo film con i giovani ai giovani, oltre che alle famiglie, e per far comprendere la bruttezza di quello che è accaduto.”

Il discorso è stato poi continuato dal produttore Sandro Bartolozzi, il quale ha aggiunto a proposito di Moscati:

“A questo film ha dato una grossa mano il fatto che Israel abbia avuto una intuizione: un laboratorio sulla scrittura con i ragazzi con i quali aveva bisogno di confrontarsi; lui aveva la grande necessità di comunicare la Shoah attraverso i giovani.”

Un Cielo Sopra il Ghetto di Berlino 2

 

Il tema più trattato durante la Conferenza Stampa è stato quello della memoria, centrale anche all’interno di Un cielo stellato sopra il Ghetto di Roma, dove viene presentato il doloroso passato di una testimone del Rastrellamento del Ghetto di Roma del 16 ottobre 1943. Il primo a commentare questo argomento è stato proprio il regista Giulio Base, il quale ha affermato:

“Fare questo film mi ha consentito di studiare, di allargare i miei orizzonti, di conoscere Israel. La prima cosa era trovare i ragazzi che sono i protagonisti: era evidente che non potevano esserci grandi nomi e la prima cosa è stata fare una selezione per vedere il maggior numero di ragazzi possibili; ho trovato giovani che si sono messi in gioco e hanno capito l’importanza di raccontare una  storia di questo tipo e della memoria. Bisogna lottare affinché la memoria continui e queste cose non si dimentichino, perché c’è stata una complicità di troppi che vedevano e che facevano in modo che queste cose accadessero. Ho avuto la possibilità di passare ore e incontri con il capo Rabbino di Roma dalla quale ho imparato tantissimo e ha rispettato ciò che la sua carica rappresenta, ovvero un maestro.”

In seguito, a proposito dei giovani protagonisti e della memoria, ha riportato:

È stato un lavoro interessantissimo sapere dai ragazzi cosa conoscevano e cosa erano disposti a conoscere; conoscono la Shoah attraverso due capolavori del cinema: Schindler’s List e La vita è bella. La Shoah e il cinema hanno avuto periodi alterni: dalla Seconda Guerra Mondiale al 1960 ci sono degli anni di silenzio, non per negare quanto accaduto ma per la voglia di rinascere; da Kapò ci sono stati moltissimi film sulla Shoah. I giovani sentono la memoria non come un vanto ma come un dovere: lo dobbiamo fare perché è giusto che sia, perché quello che è accaduto ha avuto la colpa di qualcuno, e alla colpa si risponde facendo in modo che ciò non accada più; i ragazzi hanno piena coscienza di questo e mi piace.”

Un Cielo Stellato Sopra il Ghetto di Berlino 3

In seguito, hanno preso la parola alcuni membri del cast, i quali hanno espresso la loro gratitudine per aver potuto prendere parte in un progetto così profondo e pieno di significati e anche noi ringraziamo sentitamente RaiPlay e Rai Cinema per averci permesso di partecipare a questa Conferenza Stampa ricca di spunti per riflessioni e di fatti interessanti. Se volete saperne di più su Un cielo stellato sopra il Ghetto di Roma potete andare a leggere la nostra recensione a riguardo e se avete trovato l’articolo interessante vi invito a seguirci sui nostri social e su Monkeybit per rimanere aggiornati sul mondo del cinema, delle serie tv e molto altro!

 

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