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Twitch, il nuovo strumento politico del futuro?

Twitch, il sito più popolare per lo streaming di videogiochi, vanta 17.5 milioni di visitatori e oltre 600 bilioni di ore visualizzate all’anno. Grazie alla sua immensa portata, il social è stato usato negli ultimi anni per scopi molto differenti dai videogiochi, tra cui l’influenza politica eseguita anche dagli stessi canditati presidenziali statunitensi. In questo articolo cercheremo di analizzare il motivo per il quale proprio Twitch sia stato scelto dai politici come strumento di propaganda, e in che modo potrebbe incidere sul voto delle imminenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

La storia dell’utilizzo dei social media per fini politici

L’uso dei social media da parte di presidenti, candidati ed esponenti politici per la propaganda non è iniziato con Twitch, ma pone le sue radici nell’ormai lontano 2008. Barack Obama in quell’anno usò infatti la propria pagina Facebook per pubblicizzare la sua campagna elettorale, capendo che grazie al Web era possibile ridurre le spese e creare un senso di connessione e ingaggio con i fan; così facendo, Obama raggruppò milioni di sostenitori con i quali poteva interagire istantaneamente e riuscì a vincere le elezioni, diventando presidente. Egli fu il primo personaggio politico a capire il vero potere della tecnologia e da lì molti altri seguirono il suo esempio, diradando su ogni social network esistente.

Facendo un salto avanti negli anni, anche Donald Trump provò nel 2016 ad utilizzare i social ma lo fece in un modo totalmente errato e sleale, valendosi di funzionari dell’intelligente militare russa, che inviarono messaggi ai genitori e nonni degli adolescenti col fine di influenzare le elezioni e ricevere più supporto.

È chiaro che le strategie utilizzate da Trump nella scorsa campagna elettorale sarebbero state vane in questo 2020, così particolare e regnato dalla pandemia. Il presidente si è quindi messo all’opera per trovare un nuovo modo con il quale attirare la fetta di popolazione giovane del paese. Twitch, che non presenta problemi di disinformazione come Facebook e Twitter, è diventato il metodo di intrattenimento preferito dei teenagers durante il lockdown e si è quindi rivelato lo strumento perfetto per la propaganda, grazie alla stretta relazione tra gli streamer e i fan, i quali possono interagire in tempo reale attraverso la chat e facendo donazioni. È facile, dunque, stabilire un livello di fiducia e credibilità, che le normali celebrità non hanno, essendo praticamente irraggiungibili.

Questa differenza di relazioni può essere particolarmente utile, soprattutto quando si tratta di influenzare l’opinione pubblica a ridosso delle votazioni; ovviamente, non solo Trump ma svariati politici di entrambe le fazioni hanno sfruttato questo potente mezzo, ed è iniziata così la campagna elettorale su Twitch del 2020.

La live di Alexandria Ocasio-Cortez

L’esempio che ha fatto più scalpore in queste settimane è sicuramente quello di Alexandria Ocasio-Cortez, una rappresentante dei Democratici, che il 20 ottobre si è unita al sito di streaming per giocare al videogame più popolare degli ultimi tempi: Among Us. Sia all’inizio che alla fine dello stream, durato tre ore e mezza, la deputata ha invitato gli spettatori a iscriversi al voto e ideare un programma serio con cui affrontare il giorno dell’elezione. La live ha totalizzato oltre 1.5 milioni di visualizzazioni, arrivando a quasi 5 milioni nell’arco delle ventiquattro ore successive.

Questo evento ha offerto un anticipo di quello che sarebbe stato il futuro di questa campagna politica; nelle settimane successive, sempre più Democratici hanno cominciato a giocare in live su Twitch per raggiungere i giovani votatori e incitarli a dare la propria opinione. Il videogioco che è andato a braccetto con questa campagna è stato senza dubbio Among Us, che da settembre è diventato il gioco più scaricato su Steam, Apple e Android, e ha guadagnato oltre 200.000 giocatori solo nelle ultime settimane. I Democratici hanno ben presto capito il potere del sito di streaming, al punto che il canale di Ocasio-Cortez è diventato il terzo più visitato nella storia; non è un caso poi che sia stato scelto proprio Among Us, dato che la componente principale del gioco è proprio quella di votare una persona (anche se per motivi ben diversi rispetto alla politica).

Gli altri metodi per influenzare i votanti

Anche lo stesso presidente Donald Trump ha deciso di utilizzare Twitch, creando un proprio canale nel 2019 che attualmente vanta di quasi 150 mila iscritti. Egli però ha deciso di non immergersi nel mondo dei videogiochi e preferisce trasmettere in live i propri discorsi di propaganda giornalieri. Altri esponenti politici che hanno fondato un canale sul social sono il candidato Bernie Sanders e Andrew Yang, in modo da fare propaganda in vista delle primarie dei loro partiti.

Una settimana prima della live di Cortez, la campagna Biden è sbarcata anche in Animal Crossing: New Horizons creando Biden HQ, un’isola a tema per promuovere il candidato; sono stati inseriti un avatar di Biden, un negozio in cui è acquistabile del merchandise del candidato per diffondere la campagna e un’area di votazione. Ovviamente, il rilascio di Biden HQ è stato streammato a centinaia di migliaia di persone in live su Twitch.

Twitch sarà davvero decisivo per le elezioni?

Tutto ciò ci porta alla domanda: è Twitch veramente uno strumento efficace per influenzare l’opinione pubblica?

Partendo da qualche dato, i videogiocatori costituiscono più di 163 milioni di persone in età per votare (secondo l’Entertainment Software Association); i dati di voto dei giovani dai 18 ai 24 anni però sono minori rispetto alle altre fasce d’età e questo non può essere sottovalutato, visto che i millennial sono la generazione prevalente negli Stati Uniti. I nati a ridosso del 2000 sono anche i maggiori sostenitori del partito Democratico, con un’incidenza del 59 percento. È quindi estremamente importante convincere i giovani a votare, ed è per questo che si è fatto ricorso a Twitch; qui non si trovano le conversazioni noiose tipiche degli altri social network ma una community creata appositamente per il gaming.

Non possiamo sapere quanti di questi sforzi si trasmetteranno veramente in voti a favore di un partito o di un altro. Una cosa però è certa: i giovani sono stati per la prima volta coinvolti nella politica attraverso degli strumenti nuovi, e questo sarà determinante nel futuro.

Se avete trovato questo articolo interessante, vi invitiamo a seguirci su MonkeyBit per poter scoprire di più il mondo dei videogiochi e molto altro.

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