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Hirohiko Araki

Tra il geniale e il bizzarro: lo straordinario mondo di Hirohiko Araki

Dopo aver analizzato le figure di Naoki Urasawa e di Junji Ito, oggi torniamo ad osservare un altro mostro sacro dei manga giapponesi. Stiamo parlando di Hirohiko Araki, il papà di Le bizzarre avventure di JoJo, uno dei fumetti più importanti ed influenti dell’intero panorama. Oltre a Jojo, nel corso della sua carriera l’autore si è dedicato altre opere serializzate, tra cui Magical B.T., Gorgeous Irene e Baoh, ma sono state proprio le vicende della famiglia Joestar a consacrarlo al grande pubblico.

Una narrativa matura e uno stile artistico unico ed estremamente caratteristico hanno reso Araki celebre tutto il mondo. Anche in Italia, infatti, quest’ultimo è particolarmente acclamato, ed è anche stato ospite al Lucca Comics & Games del 2019. Un artista a tutto tondo, che ha saputo implementare all’interno dei suoi lavori alcune delle più grandi passioni. Dalla moda alla musica, Le bizzarre avventure di JoJo è letteralmente disseminato di citazioni e riferimenti a questi due mondi e alla cultura pop in generale.

Appassionato dell’Italia e delle sue tradizioni, Araki ha da sempre dimostrato un profondo interesse per il nostro paese. Questo amore sembra essere corrisposto e ad oggi, dopo essere stato serializzato ininterrottamente dal 1993, Le bizzarre avventure di JoJo è il manga più longevo in assoluto, con una fan base sempre attiva e presente. Ma andiamo a vedere nel dettaglio ciò che caratterizza la carriera di questo straordinario autore, oltre a parlarvi dei suoi lavori più celebri.

Hirohiko Araki

Hirohiko Araki: gli inizi e la sua carriera

Hirohiko Araki nasce a Sendai nel 1960, e fin dalla giovanissima età sviluppa un profondo amore per l’arte e per i manga. Cresciuto con le sue sorelle gemelle minori, trovava sollievo nel passare del tempo nella sua stanza, leggendo alcuni classici degli anni ’70 e la collezione di libri d’arte di suo padre. Si suppone che la sua passione sia nata proprio da questo, e spesso l’autore cita Ai to makoto di Ikki Kajiwara (anche conosciuto con lo pseudonimo di Asao Takamori, con il quale ha firmato Rocky Joe) come sua opera preferita. Dopo aver ricevuto i suoi primi complimenti da un compagno di classe, Araki decise di diventare un mangaka professionista. Per farlo, tuttavia, cominciò a lavorare a delle brevi storie ad insaputa dei suoi genitori.

Iniziò a presentare i suoi lavori quando andava ancora al suo primo anno di scuola superiore, ma, nonostante l’impegno, tutte le sue idee venivano rifiutate. Decise quindi di visitare di persona gli editori a Tokyo e chiedere loro una spiegazione. Si presentò alla Shueisha con un fumetto a cui aveva lavorato tutta la notte, ossia Buso Poker (Poker Armato). Nonostante le critiche, l’uomo gli consigliò di sistemare la storia in occasione dell’imminente Premio Tezuka, che si sarebbe tenuto a soli cinque giorni di distanza. Quella che seguì fu una vittoria schiacciante, che diede inizio alla lughissima carriera di Hirohiko Araki nel vasto panorama dei fumetti giapponesi.

Molto, molto tempo fa, le persone sedevano sotto il cielo stellato e si raccoglievano attorno a un fuoco, mentre ascoltavano un vecchio raccontare storie spaventose. Ascoltarono attentamente e lasciarono che la loro immaginazione li portasse nel mondo che descriveva. Questo è il tipo di storia che spero di raccontare e che continuo a cercare di raggiungere

Hirohiko Araki Rohan Kishibe

Nel 1982 ha iniziato a lavorare alla sua prima serie continua, Mashônen B.T. (Magic Boy B.T.), la storia di un giovane mago che risolve misteri grazie all’uso della prestidigitazione. Quest’ultimo fu ispirato dal suo amore per lo Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle. Fin dal principio, queste opere presentavano alcuni dei tratti disti distintivi di Araki. Le sue prime storie dimostravano già la sua ossessione per la narrazione, il suo gusto orientato verso il grottesco e la sua passione per i colori accesi e brillanti.

Tuttavia, il suo stile artistico e narrativo si sviluppò definitivamente negli anni a seguire, grazie alla pubblicazione di Baoh nel 1984, il primo lavoro ad avere al suo interno la sua “violenza” caratteristica, e di Gorgeous Irene nel 1986, dal quale il suo disegno cambiò in un aspetto più “muscoloso” e fisico. E sarà proprio l’unione di questi elementi a dare vita a Le bizzarre avventure di JoJo, la serie che, dal 1987, continua ad essere il suo lavoro più riconosciuto e acclamato.

Un’opera generazionale, che ci racconta le “bizzarre avventure” della famiglia Joestar nel corso della storia. In seguito, andremo ad analizzare nel dettaglio le caratteristiche del manga, ma è importante considerare che sarà proprio questo a renderlo celebre in tutto il mondo. Proprio a causa del suo incredibile successo, Araki fu uno dei cinque artisti internazionali selezionati dal Museo del Louvre per rappresentare la vastità artistica del settore dei fumetti. Successivamente, a causa del suo amore per la moda italiana, collaborò con Gucci realizzando alcune illustrazioni per i pezzi della collezione autunno/inverno 2011-2012. Nel 2020, in occasione dei XVI giochi paraolimpici di Tokyo, ha realizzato i poster ufficiali dell’evento al fianco di Naoki Urasawa.

 

Hirohiko Araki

Le Bizzarre avventure di JoJo: l’opera magna di Hirohiko Araki

La storia ha inizio con Phantom Blood, nella Gran Bretagna del 1880, presentandoci ufficialmente Jonathan Joestar, un ragazzo di buon cuore e dal fisico sicuramente non adatto alla sua età (ma a questo ci si abitua abbastanza facilmente, stiamo parlando di JoJo dopotutto). Suo padre è il ricco nobile George Joestar che, per ripagare un debito con un uomo morto e alleviare la solitudine di Jonathan dopo la morte di sua madre, adotta un povero orfano, Dio Brando.

Quello che non sa è che nonostante il suo aspetto angelico, Dio ha un’indole malvagia e si rivelerà molto presto una grande minaccia. Da un personaggio molto simile (sia per carattere che per fisicità) a Ken il Guerriero di Tetsuo Hara, Araki scivola senza nessun tipo di problema a qualcosa di completamente diverso, ossia Battle Tendency.

Ci spostiamo avanti di cinquant’anni fino al 1938 e incontriamo il secondo JoJo, Joseph Joestar, un personaggio completamente diverso da tutto ciò che Jonathan rappresentava. A differenza del nonno, infatti, quest’ultimo è tutt’altro che un nobile educato, ma si troverà comunque costretto a combattere le minacce che sembrano essere indissolubilmente legate alla sua famiglia. Non siamo qui a raccontarvi la trama di tutte e otto (per ora) le serie, ma sarà la terza parte a consacrare uffialmente il manga al grande pubblico. Con Stardust Crusaders, il paranormale e i vampiri lasciano il posto a qualcosa di rivoluzionario, gli stand! Un elemento che ancora oggi, a più di 30 anni di distanza, è ancora uno dei tratti distintivi della sua narrativa e che ha ispirato e continua ad ispirare un gran numero di autori giapponesi e non.

“JoJo è un’ode alla vita e una celebrazione dell’umanità. Senza l’aiuto di macchine o tecnologia, i personaggi principali affrontano il pericolo con i loro corpi come unica arma. Per me è un principio. In effetti penso che la scienza non renda necessariamente gli uomini più felici”

Nel corso della sua lunghissima storia, Le bizzarre avventure di JoJo è stato in grado di toccare un grandissimo numero di tematiche. Il tutto è stato possibile attraverso il viaggio dei carismatici personaggi principali, ognuno dei quali è caratterizzato da un diverso potere e una differente personalità. Grazie al suo stile narrativo e artistico in continuo sviluppo, l’opera continua ad essere ancora oggi una serie senza tempo, ed è possibile immaginarla come un’ispirazione per manga del calibro di Shaman King, Yu-Gi-Oh e Hunter X Hunter. Gli stand hanno infatti rappresentato una vera e propria rivoluzione all’interno del vasto panorama dei manga giapponesi, e anche ai nostri giorni riesce a sorprendere milioni di appassionati. Oltre ad essere un’opera di successo, Jojo è un vero fenomeno culturale. Un titolo estremamente influente, che tra manga, anime, videogiochi e adattamenti live-action conserva al suo interno tutti i tratti che hanno da sempre contraddistinto l’autore.

Le bizzarre avventure di JoJo

Hirohiko Araki: cosa lo distingue dagli altri autori?

Considerare Hirohiko Araki un autore influente potrebbe essere estremamente riduttivo. Come abbiamo già accennato in precedenza, infatti, oltre ad essere un manga cult, Le bizzarre avventure di JoJo è un vero fenomeno culturale. Buona parte di questo successo è anche dovuta all’incredibile cura che l’autore ha sempre messo nel lato puramente artistico dell’opera. L’ottima narrativa è accompagnata da uno stile in costante evoluzione, nel quale Araki ha da sempre integrato citazioni e riferimenti all’arte, alla moda, al cinema e alla musica.

Dal nome dei personaggi e degli stand alle ambientazioni che li circondano, tutte le opere sono disseminate di questi elementi. I design del vasto gruppo di eroi si evolve man mano che la serie continua, adattandosi alle nuove circostanze e al nuovo periodo di riferimento.

Ci sono manga famosi per la loro storia, ma io sono più sul lato del disegno, quindi voglio disegnare l’immagine definitiva, qualcosa di veramente perfetto”

Da un tratto primitivo, volutamente ispirato a quello di Ken il Guerriero, JoJo lascia presto il posto a design più longilinei e allungati, che occupano le tavole con una incredibile dinamicità. Araki abbraccia lo spirito della creatività e continua costantemente a scopre nuove sfumature nel suo stile visivo. Un approccio eclettico e bizzarro, che rimane al passo dei tempi e si evolve in continuazione. È facile rimanere impressionati dall’evoluzione artistica della serie, forse qualcosa di completamente innovativo se si parla di manga giapponesi. 

Le bizzarre avventure di JoJo

Non possiamo far altro che consigliarvi di recuperare le opere dell’autore, anche e soprattutto a causa della sua costante volontà di evolvere il suo linguaggio stilistico. E voi avete già letto uno dei lavori di Hirohiko Araki? Come già scritto in precedenza, vi consigliamo di leggere gli editoriali che abbiamo dedicato ad altri celebri autori. Sul sito, ad esempio, potete trovare quelli su Junji Ito, Naoki Urasawa e Leo Ortolani. Continuate a seguirci su MonkeyBit per rimanere aggiornati sulle novità e per scoprire altre interessanti informazioni e approfondimenti per quanto riguarda videogiochi, film, serie televisive e fumetti!

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