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The Wolf House

The Wolf House: una misteriosa casa in stop motion

Come si fa a descrivere a parole i terrori sconvolgenti di Joaquín Cociña e Cristóbal León in The Wolf House? L’aspetto visivo è diverso da tutti quelli sperimentati e, sebbene tutto sia aggressivamente repellente, i registi sono comunque riusciti a mantenere uno stato costante di stupore. Fu solo quando vidi, tramite il sito web ufficiale, il classico Disney del 1959 La bella addormentata in 70mm del Music Box Theatre di Chicago che mi resi conto di come le pennellate dell’animazione fossero state cancellate su Blu-ray, come nel tentativo di nascondere il fatto che era stato creato da esseri umani senza l’ausilio di computer.

Ho sempre trovato che immagini così spettacolari siano tanto più impressionanti nella loro natura artigianale, ed è ciò a cui tiene il cinema di Cociña e la meraviglia della stop-motion di León, che rendono tutto così affascinante. I personaggi si scompongono e si riformano senza preavviso mentre il design dello spazio circostante continua a cambiare, aumentando il disorientamento ad ogni svolta della vicenda.

Un indizio per dare un senso a questo sogno febbrile da incubo ci viene fornito proprio all’inizio, mentre osserviamo quello che sembra essere un filmato di propaganda di un culto del Cile meridionale noto come Colonia, dove gli abitanti tedeschi vivevano vicino alla natura in presunta armonia. Al fine di dissipare le cattive voci che si sono diffuse riguardo alla comunità, nessuna delle quali è specificata, la Colonia ha scavato nei suoi caveau per presentarci il seguente video di indottrinamento progettato per venerare la purezza del loro stile di vita.

In effetti, si può immaginare come i membri di una setta si mettano alle prese con questo meticoloso spettacolo ordinato dal loro capo tirannico, la cui voce seducente assume la forma di un lupo, il tutto mentre la malattia pervasiva della loro ideologia si insinua inavvertitamente in ogni fotogramma.

Non ci vogliono molte ricerche per capire che il lupo predatore è stato ispirato da Paul Schäfer, un fuggitivo tedesco accusato di molestie su minori, fuggito in Cile dove ha fondato Colonia Dignidad (“Colonia della dignità”) nel 1961. Ex nazisti come Il medico del campo di concentramento Joseph Mengele era tra i membri della colonia, a cui Schäfer ordinò di torturare e uccidere i dissidenti durante la dittatura militare di Pinochet, consentendo al contempo l’abuso sessuale di minori dilagante.

Lo Straziante e l’atipico in The Wolf House

I crimini sopracitati rimangono fuori dallo schermo in The Wolf House e sono accennati esclusivamente attraverso il simbolismo fantastico della fiaba narrata per noi dal lupo, come se persuadesse Cappuccetto Rosso a stabilirsi nel suo stomaco. La nostra storia inizia ufficialmente con Maria, un giovane membro della Colonia, liberandosi dalla sua prigionia dopo essere stata punita per aver lasciato scappare tre maiali. Fugge attraverso i boschi e trova una casa dove si svolge l’intera stop-motion.

La mancanza di convenzioni ci fa sentire ancora più intrappolati, poiché le nuove sequenze iniziano solo quando entriamo in una nuova stanza o nella cornice di un ritratto. Quando Maria entra per la prima volta in casa, ci sembra di osservare lo spazio dalla sua prospettiva, cioè fino a quando non si materializza in forma dipinta sul muro, prima di prendere vita come un burattino composto da carta, cartone e nastro adesivo.

The Wolf House

Cociña e León ritraggono brillantemente la natura in continua evoluzione dei sogni, cambiando continuamente l’aspetto del loro mondo e la prospettiva da cui lo vediamo, amplificando così la falsità della verità che predica. Il ricordo di Maria del senso di colpa che provava nell’attirare gli animali in un buco nel terreno, molto presente e asfissiante, potrebbe benissimo rappresentare le tombe dei dissidenti di Pinochet.

I fiori che successivamente sbocciano dal terreno nascono in seguito dai muri della casa e, persino dalle stimmate, quando la protagonista cura i suoi due figli adottivi, grazie al potere curativo del miele magico della Colonia (che presumibilmente innesca anche la crescita dei capelli biondi ). A malapena qualsiasi conseguenza legata alla trama deve accadere sullo schermo affinché il nostro fascino sia sostenuto dalla pura imprevedibilità delle immagini. In qualsiasi momento, potrebbe la donna trasformarsi nella tappezzeria della sua sedia o essere trasformata in un guscio incolore.

Trasformazione in stop motion

I “figli” di Maria, ossia Pedro e Anna, iniziano come animali che lei trova in casa e gradualmente si trasformano in umani, facendoli temporaneamente assomigliare a esseri ibridi non molto lontani dal bambino in Eraserhead. Diventa subito evidente che il personaggio intende formare un suo culto in miniatura, vietando ai bambini di uscire mentre legge loro storie della buonanotte su un cane cattivo che ha disobbedito agli ordini, lasciando i confini amorevoli della sua casa, per non tornare mai più.

Come nota il lupo in modo simile a Cristo, ella rimane sempre con i suoi seguaci, anche quelli che si sono allontanati. Alcuni dei momenti più inquietanti si verificano quando i suoi occhi appaiono sul muro, sbirciando nel santuario malamente organizzato di Maria mentre fa le fusa al pronunciare del suo nome.

The Wolf House

 

Poteva The Wolf House essere condensato in un cortometraggio da Oscar? Sicuramente, si. Sebbene sia il primo lungometraggio di Cociña e León, arriva a malapena ad esserlo, e non appena i suoi temi si stabiliscono, iniziano ad essere ripetitivi. Tuttavia, questi cavilli difficilmente contano di fronte alla grandezza incredibilmente contorta dell’animazione, che è stata girata in cinque anni e si muove a un ritmo così ipnotico da far dissolvere il tempo, spingendoci a perderci nella follia della visione del nostro paradiso, dove tutto è sicuramente meno che cristallino.

Uno spettacolo horror così spietatamente claustrofobico sarà sicuramente la peggiore programmazione possibile per molti spettatori non abituati a lasciare la visione di un film con la sensazione di angoscia, eppure c’è una certa razza di cinefili amante del genere che non solo abbraccerà questa immagine con tutto il cuore, ma riuscirà a guardarlo più volte, preferibilmente in una giornata piovosa ed ipnotica. Ognuno sa chi è veramente grazie a questo film e anche il lupo lo sa.

 

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