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The Suicide of Rachel Foster

The Suicide of Rachel Foster Recensione

The Suicide of Rachel Foster è un’opera targata One O One Games, casa di sviluppo fondata dalle due software house italiane Reddoll Games e Centounopercento – 101%. Il titolo, uscito tempo addietro su PC, è adesso disponibile anche su PlayStation 4, ed Xbox One. La notizia ha trovato contenti molti fan del gioco che già hanno avuto modo di goderselo su Steam, ma soprattutto quelli che aspettavano la release su altre console per poterci finalmente mettere mano. Noi di MonkeyBit siamo fieri del progresso che ha fatto il prodotto, sviluppato interamente, come già detto, da menti italiane, e siamo altrettanto fieri di poterlo valutare sul nostro sito. Detto questo, quindi, passiamo finalmente alla recensione di The Suicide of Rachel Foster.

The Suicide of Rachel Foster

The Suicide of Rachel Foster, un walking simulator horror

Il titolo parla della nostra protagonista, Nicole, trovatasi involontariamente in un affare di famiglia abbastanza imponente. L’introduzione del gioco non si preclude nulla: Rachel Foster, amica di infanzia e di famiglia di Nicole, si è suicidata anni addietro, ed il caso non è ancora stato risolto. Il nostro compito, quindi, sarà quello di tornare nell’hotel nel quale siamo cresciuti per prendere le nostre cose e, a richiesta di nostra madre, vendere la struttura per liberarci dell’enorme peso che questa porta con sé. Già con queste piccole premesse riusciamo a farci un’idea di ciò che abbiamo tra le mani. Credetemi, però, quando vi dico che la trama non sarà scontata come si potrebbe immaginare. Non farò spoiler (non sia mai!), ma al gioco sicuramente non mancano importanti colpi di scena, che stravolgeranno l’intera linea narrativa.

Il nostro rapporto con Irvine, l’uomo che ci assisterà durante la nostra avventura nell’hotel, dipenderà dalle nostre scelte nei dialoghi. O almeno, l’intenzione sembrava essere quella; peccato per la davvero povera diversità nelle risposte, che rendono la presenza di differenti conversazioni quasi superflua. A mio avviso, data la già presente esistenza di questa funzione, si sarebbe potuta sviluppare meglio, aggiungendo un pizzico di personalizzazione in più ai personaggi della vicenda. Fortunatamente, però, avremo comunque modo di decidere il finale della nostra avventura senza troppi intoppi, il che aggiunge qualche punto in più.

Tralasciando questo piccolo dettaglio, la storia rimane comunque più che intrigante, e riesce ad integrare benissimo il gameplay. Difatti, ci sarà da camminare parecchio per progredire nel gioco (dopotutto è un walking simulator per un motivo), e così facendo riusciremo man mano ad esplorare ogni angolo dell’hotel, arrivando a conoscerlo come se fosse effettivamente la nostra dimora. Personalmente ho apprezzato molto questa cosa, in quanto mi ha dato modo di conoscere più approfonditamente l’ambiente in cui mi trovavo. L’unica, piccola, pecca in ciò sta nelle animazioni del nostro personaggio nelle interazioni con elementi esterni, alle quali sembra non sia stata data la dovuta attenzione.

Da sottolineare anche il fatto che, nonostante la narrazione sia composta da parecchi flashback e ricordi della protagonista, la linea temporale riesce a rimanere fluida e a non sfociare nella confusione, ma anzi, la arricchiscono egregiamente. Se all’inizio era tutto un enorme punto interrogativo, verso la fine tutto avrà senso, per davvero. Infatti, il gioco inizia con una premessa, cioè che ci saranno numerosi dettagli che aiuteranno a decifrare il “mistero”; così è stato. Tutte le piccole cose, anche quelle che sembrano più insignificanti, troveranno un loro significato man mano che si prosegue con la storia, risultando molto appagante per un giocatore attento ai suoi dintorni. La cura nei particolari è davvero minuziosa, e non è per niente cosa da poco.

The Suicide of Rachel Foster

The Suicide of Rachel Foster e le sue tematiche

Il gioco tocca sicuramente dei tasti abbastanza pesanti, quali il suicidio e la morte in generale. The Suicide of Rachel Foster non ha paura a mostrarsi per ciò che vuole trasmettere, e gli sviluppatori sono riusciti ad approcciarvisi in modo tale da riuscire a coinvolgere anche noi. La storia parte dando l’idea del solito racconto nel quale una ragazza affronta diverse difficoltà e decide di farla finita, che per quanto possa essere d’impatto, è indubbiamente una cosa già vista. Man mano che il racconto si srotola, invece, capiremo in fretta che c’è molto più di quanto sembri, e che la trama non è per niente semplice come potrebbe sembrare a primo impatto. La storia, infatti, è molto più crudele su ogni fronte di quanto il gioco voglia far credere, portando i personaggi ad assumere comportamenti sempre meno etici e sempre più di impatto. Specialmente quando arriveremo nel punto in cui potremo scegliere il finale, le cose si faranno più cupe che mai.

The Suicide of Rachel Foster

Un comparto sonoro da… paura

Ci tenevo a prendere un paragrafo da parte solo per parlare dei suoni, che in un gioco improntato sull’horror sono sicuramente uno degli elementi più importanti. La scelta dell’audio che compone l’ambiente tetro di The Suicide of Rachel Foster riesce a far immergere completamente nell’esperienza di gioco, tant’è che molteplici volte mi son ritrovata a guardarmi le spalle per via dei suoni incredibilmente realistici. Per quanto riguarda la colonna sonora, invece, anche quella è riuscita a fare il suo lavoro discretamente, riuscendo a farci addentrare ancora di più in questo mood di mistero e cupezza che aleggia attorno al titolo.

Per quanto riguarda il doppiaggio, se vogliamo essere puntigliosi, è decisamente ben fatto, ma non con costanza; sono presenti alcuni punti in cui la recitazione dava la sensazione di essere forzata. Piccoli dettagli, appunto, che sicuramente non hanno un enorme impatto sul gioco, ma che hanno comunque un loro peso.

The Suicide of Rachel Foster

The Suicide of Rachel Foster: traiamo le conclusioni

Tutti gli elementi che compongono il gioco vanno in perfetta armonia, riuscendo, come già specificato precedentemente, a farci immergere a pieno nella vicenda. The Suicide of Rachel Foster non ha censure: il messaggio che vuole trasmettere è chiaro, ma soprattutto, è estremamente soggettivo, e a seconda della nostra opinione potremo scegliere il finale che più ci aggrada, dandoci controllo sul nostro personaggio. Il gioco riesce quindi a terminare dando un senso di completezza, perché saremo proprio noi a scegliere la fine che più ci aggrada. Nonostante qualche piccolo appunto, si tratta sicuramente di un titolo di degno rispetto, che noi di MonkeyBit siamo felici di avere tra le mani. Voi lo avete già giocato o stavate aspettando la release su PlayStation 4 ed Xbox One? Cosa ne pensate? Fateci sapere nei commenti in calce, e rimanete connessi sul nostro sito per non perdervi altre recensioni di questo genere.

The Suicide of Rachel Foster
8.5 / 10 VOTO
PRO
    - Trama ben sviluppata ed articolata
    - Comparto audio immersivo e realistico
    - Cura dei dettagli non indifferente
CONTRO
    - Animazioni da migliorare
    - Interattività poco variegata
VOTO
El Camino

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