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The Real Right Stuff

The Real Right Stuff Recensione

Se avete visto la serie The Right Stuff: Uomini Veri, vi siete già fatti un’idea riguardo alla storia dei Mercury Seven, il gruppo originale di astronauti della NASA coinvolto nei primi viaggi fuori dal pianeta Terra. Probabilmente, riguardo alla serie avete già letto la nostra recensione, che comunque trovate qui, ma oggi vi parleremo del documentario “reale”, per l’appunto, che va ad arricchire la storia. The Real Right Stuff è un programma con vecchie riprese reali di quei momenti, dagli avvenimenti che coinvolsero la NASA ai suoi inizi. Il prodotto, diretto dal premio Emmy Tom Jennings, non può che essere più lontano dalla serie (qualitativamente) e adesso vi spieghiamo perché.

 

The Real Right Stuff: quello che volevamo davvero vedere

Nella nostra recensione della serie vi abbiamo parlato di come, effettivamente, mancassero le ricostruzioni più “scientifiche”, nel senso che la parte più interessante (la preparazione per diventare astronauti) diventa quasi una sotto-trama, poiché vengono preferiti i filoni più romantici o comunque quella delle vite dei coinvolti, diventando, così, quasi banale.

The Real Right Stuff va a recuperare in parte questo aspetto mancante, mostrandoci meglio la preparazione. Ciò viene fatto solo parzialmente, perché comunque è molto presente l’aspetto mediatico. Sono numerose, infatti, le riprese dei giornalisti che seguirono semplicemente le abitudini dei componenti dei Mercury Seven, mentre sono comunque in proporzioni ridotte quelle che davvero ci interessano.

Uno sguardo sui retroscena della NASA

Tramite questo documentario abbiamo comunque modo di vedere diverse vicissitudini davvero interessanti. Ad ogni modo, c’è da dire che viene completamente escluso il dibattito riguardo alla mancanza di varietà di genere e di etnia (difatti, il primo gruppo della NASA era composto esclusivamente da uomini bianchi americani), ma il film mostra bene diversi aspetti della gestione generale. Viene ben rappresentata la preparazione, specialmente l’allenamento alla diversa forza di gravità. Guardare i volti dei Mercury Seven durante quelle sessioni ci fa capire pienamente quanto sia duro e faticoso, tanto da vederli svenire.

Ad esempio, guardando questo film avrete modo di vedere il lancio nello spazio di Alan Shepard nel 1961, il momento più significativo della storia aerospaziale, il vero attimo in cui la storia si rivoluziona. Il secondo a partire è Grissom che, come ci viene mostrato, fa quasi un disastro con il suo programma e deve addirittura partire una missione di recupero. Noi, italiani, di tutto questo sapevamo ben poco, ma tramite questo lungometraggio scopriamo che fu Kennedy, l’allora Presidente degli Stati Uniti, a dipingere la missione come un successo, anche con gli affari esteri.

Un momento eccezionale del documentario è il punto di vista che abbiamo su John Glenn mentre orbita intorno alla Terra nel 1962. Possiamo osservare anche il controllo missione della NASA, specialmente in un momento di difficoltà. Si confrontano sulle loro paure e preoccupazioni: proprio quello che volevamo vedere di più anche nella serie.

The Real Right Stuff

The Real Right Stuff: cosa ne pensiamo

Il documentario è ben girato: vengono sfruttate diverse riprese reali, fatte sia dai media che interne al progetto. Tutto segue un preciso ordine cronologico: dalla costruzione stessa delle navicelle, alla preparazione, fino alle prime spedizioni. La costruzione alterna la politica, la preparazione, la comunicazione giornalistica che stava dietro a tutto, rivelando interessanti retroscena.

L’alternanza fra questi diversi aspetti è ammirevole, perché riesce a sostenere un ritmo migliore rispetto a quello della serie tv, spesso più lenta e frammentaria. Sinceramente, avremmo preferito che i due prodotti fossero mescolati in uno solo: The Right Stuff manca dei momenti di reale interesse, di cui invece il documentario è pieno; The Real Right Stuff, invece, avrebbe avuto bisogno di rendersi più fruibile proprio attraverso le ricostruzioni e le trame realizzate nella serie.

È stata una scelta particolare quella di dividere i due prodotti, che sicuramente comprendiamo per la grande difficoltà che implicava. La serie e il documentario si compensano pienamente, perciò è sicuramente necessario, se siete interessati all’argomento, guardare entrambi.

Quello che si evince da questo lungometraggio, comunque, è di grande importanza. Attraverso filmati casalinghi, foto, riprese della NASA e dei media, è possibile capire come, nonostante le innumerevoli difficoltà – dal selezionare gli astronauti alle prime navicelle che esplodevano alla partenza – e la costante preoccupazione che la Russia, che aveva già lanciato lo Sputnik, potesse lanciare missili intercontinentali dallo spazio (ricordiamoci che il tutto si svolge durante la Guerra Fredda), quello che all’inizio poteva sembrare un fallimento si dimostrò, invece, come un grande successo. 

Dei perfetti sconosciuti al mondo vengono selezionati dalla NASA: per loro c’è grande curiosità e, spesso, diffidenza, ma tutti vengono riaccolti come degli eroi. Se siete interessati alla tematica, sicuramente vi consigliamo di vedere il documentario.

Review Box 0
6.8 / 10 VOTO
PRO
    - Documentario fedele e riprese reali
    - Ottimo montaggio, che sostiene il ritmo
CONTRO
    - Difficile da seguire
    - Sarebbe stato più giusto unire le riprese reali alla serie
VOTO

El Camino

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