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The Legend of Zelda Skyward Sword HD

The Legend of Zelda Skyward Sword HD Recensione, l’epico monito di un capolavoro

Ciò che maggiormente caratterizza il medium del videogioco rispetto a quello del film o del libro è la possibilità, da parte del fruitore, di interagire direttamente con ciò che avviene sullo schermo. La fruizione attiva di un’opera è avvalorata dalla presenza di storie avvincenti, personaggi in cui possiamo immedesimarci, mondi enormi che possiamo esplorare e sempre pieni di segreti. The Legend of Zelda Skyward Sword, ormai dieci anni fa, possedeva proprio tutti questi elementi. Con la mente di un giocatore affamato di Zelda, fresca per aver appena finito Ocarina of Time e in attesa di scoprire quel mitico “inizio della saga”, il capitolo del 2011 non ha impiegato troppo per divenire il gioco preferito di sempre del sottoscritto.

Tuttavia, questa premessa è particolarmente importante perché dopo dieci anni dal rilascio del titolo originale, su Wii, ho avuto modo di coltivare un pensiero critico sempre più complesso e articolato, non perfetto – e non lo sarà mai, fortunatamente – ma abbastanza maturo da permettere di riconoscere i pregi e difetti di una produzione per me intoccabile. Per questo motivo la recensione sarà brutalmente onesta, cosa che, specifichiamo per sicurezza, non vuol dire che il suo obiettivo sarà di abbattere o omaggiare irrazionalmente The Legend of Zelda Skyward Sword HD, bensì cercheremo di darvi un giudizio quanto più fedele alla realtà della qualità dei suoi contenuti.

Si parlava di un possibile Skyward Sword HD sin dai tempi di Wind Waker HD e il rilascio di Wii U, quando gli sviluppatori stessi rivelarono di aver pensato a queste edizioni in alta definizione proprio con lo sperimentare del comparto grafico di Zelda U, quello che sarebbe poi divenuto Breath of the Wild. Dopo aver mancato Wii U, e il rilascio del titolo del 2017, tutti concordavano che pubblicare Skyward Sword HD sarebbe stato folle da parte di Nintendo, e vi rivelo che io stesso la pensavo in questo modo.

Troppi nuovi giocatori avevano conosciuto il regno di Hyrule sotto gli occhi de “l’eroe delle terre selvagge”, il Link di Breath of the Wild. Le origini della saga, per quanto fossero ricordate per le loro problematiche tecniche e grandezza narrativa, fanno parte della vecchia convenzione di Zelda e che sia nella teoria che nella pratica risultano inevitabilmente obsolete di fronte all’ultimo capitolo della serie. Tuttavia, tutto è cambiato quando Nintendo ha mostrato quel breve ma fantastico video gameplay del sequel di Breath of the Wild durante l’E3 2021: Link stava cadendo nel cielo e volava tra diverse isole volanti, proprio come accade in Skyward Sword.

“The Legend of Zelda Skyward Sword HD è il punto di transizione verso il futuro della saga”

Riprendendo in mano lo scudo e la Spada della Dea, ci siamo resi conto di quanto Breath of the Wild abbia ereditato da Skyward Sword: quantità spropositate di dinamiche e meccaniche di gioco prese e inserite in un mondo altamente riconducibile a quello di Skyrim, con lo stesso impatto emotivo sul giocatore. Lo diciamo con onestà: Breath of the Wild è una “semplicemente” versione molto migliorata di Skyward Sword, e se suona una bestemmia alle vostre orecchie (e forse lo è davvero), magari dovreste davvero capire perché questo capitolo è considerato l’assoluto inizio della serie.

Di conseguenza, rispondiamo alla presunta follia di pubblicare su Switch un capitolo che appartiene alla vecchia scuola di pensiero: no, Nintendo non ha sbagliato a portare Skyward Sword su Switch, ma ci sta bensì preparando a qualcosa di particolarmente grande che vedremo nel sequel di Breath of the Wild. Così come nel 2011 rappresentava sulle Wii di tutti il punto di transizione verso il futuro della saga, lo è anche oggi aiutandoci a comprendere come ha fatto The Legend of Zelda a finire dov’è ora e preparandoci a un ulteriore passo in avanti, verso quelle isole fluttuanti che abbiamo visto durante l’E3. 

The Legend of Zelda Skyward Sword HD

Definito il motivo di esistenza di The Legend of Zelda Skyward Sword HD, possiamo finalmente arrivare al punto che molti stavano probabilmente aspettando, la classica recensione. Perché non dovremmo ridurre tutto a un semplice voto, di fatti, riducendo un’opera variegata, senza tempo e addirittura più epica del suo successore, a un banale numero? Come abbiamo già spiegato, saremo brutalmente onesti con questa versione del titolo, sebbene ci dispiaccia dover parlare di difetti ereditati. Perché si, non possiamo negare che molti dei problemi che erano rilegati all’edizione su Wii sono ancora presenti su Switch, e purtroppo ce lo potevamo aspettare.

Inutile dire che stiamo parlando proprio dei controlli di movimento, che soffrono inevitabilmente della mancanza del sensore infrarossi della Wii, proprio quello che cadeva in continuazione dalla TV. Dovendosi affidare unicamente al giroscopio, il sistema di movimento della spada e di oggetti come la giara magica, l’arco, la fionda e quasi tutti gli altri (incluso il volo con il solcanubi) fornisce quasi sempre segnali incorretti e richiede continuamente la ricalibrazione.

Fortunatamente, questo passaggio è molto semplice in quanto richiede solo la pressione di Y per centrare il giroscopio. Non si tratta nulla di impeditivo o di scomodo, anzi, ci si può abituare senza problemi, soprattutto nelle fasi avanzate. Purtroppo, però, si tratta di un discorso che avremmo potuto fare anche nella versione per Wii, peraltro molto meno accentuato. Risolvere il problema con la levetta sinistra, soluzione necessaria per giocare con un Pro Controller o in modalità portatile, è sicuramente efficace. Sebbene crediamo sia pura follia dover costringere il giocatore a tenere premuto il tasto L per muovere la visuale, The Legend of Zelda Skyward Sword HD risulta molto più naturale se giocato senza i controlli di movimento. Ma vi diremo la cruda verità: non è la stessa cosa.

“The Legend of Zelda Skyward Sword HD ci riesce a immergere in Hyrule come pochi altri giochi della serie riescono a fare, addirittura più di Breath of the Wild”

Uno degli elementi che più ho apprezzato di Skyward Sword nel 2011, così come l’ho amato oggi su Nintendo Switch, è l’incredibile immersività che traspare dai comandi. Tenere i Joy-Con nei palmi delle mani ci fa ancora sentire come se fossimo davvero Link, e l’impatto emotivo è sensazionale. Gettandoci nei panni dell’eroe che ha dato il via alla più leggendaria serie del medium abbiamo la costante sensazione di trovarci davvero di fronte al nemico e dietro lo schermo a muovere un personaggio.

In questo modo siamo indirettamente costretti a dover stare  attenti al modo in cui combattiamo, in cui ci muoviamo nel mondo di gioco, a come utilizziamo lo scudo e quanto. The Legend of Zelda Skyward Sword HD ci riesce a immergere in Hyrule come pochi altri giochi della serie riescono a fare, addirittura più di Breath of the Wild, proprio per questo motivo.

Ad avvalorare questo pregio c’è un comparto narrativo la cui staticità fa paradossalmente impallidire quello del capitolo del 2017. Oltre a poter godere di una longevità narrativa più elevata, Skyward Sword vanta di moltissimi personaggi principali e secondari sempre caratterizzati alla perfezione e mai neanche simili tra di loro. Nel complesso, poterlo rigiocare su Nintendo Switch ci ha fatto ricordare quanto incredibile fosse la storia che ha dato inizio alla serie: mai troppo epica o lontanamente forzata per combaciare con la sacra e intoccabile timeline, ma neanche scontata come sarebbe potuta essere.

Il comparto narrativo di The Legend of Zelda Skyward Sword HD è un mix di epicità e varietà, un connubio tra il vecchio e il nuovo, sebbene sia tremendamente lineare. La struttura della trama è di fatti una diretta ripresa di quanto fatto in Ocarina of Time: raccogli tre oggetti in altrettanti dungeon, raggiungi un punto chiave della storia, diventa più potente, e ripeti. Skyward Sword raffigura lo stile classico di Zelda proprio in questo modo, portando il giocatore a maturare una crescita sempre maggiore dove il completamento di un dungeon richiede di imparare a utilizzare correttamente lo strumento trovato al suo interno.

Ricordiamo quando sconfiggere un boss ricompensava con un portacuori, quando dopo aver ottenuto tre oggetti (ricordiamo le pietre spiriturali di Ocarina of Time) pensiamo di esser ormai vicino alla fine del gioco per poi scoprire che l’avventura è soltanto iniziata. Ecco la parola chiave che meglio di tutte altre può definire Skyward Sword: avventura, semplice e classica, variegata e quasi standardizzata, perfetta.

Skyward Sword è il glorioso preludio all’epica zeldiana

Tenetevi forte, perché quello che vi staremo per dire potrebbe farvi saltare e gridare alla blasfemia: i protagonisti di Skyward Sword sono qualitativamente anni luce avanti a quelli di Breath of the Wild. Se da una parte il personaggio più caratterizzato del capitolo del 2017 era proprio Zelda, che è paradossalmente uno dei meno presenti, dall’altra abbiamo un Link inspiegabilmente spento, dall’emotività quasi assente, anche nelle sequenze animate.

In Skyward Sword questo non esiste, tanto che già nella prima ora di gioco possiamo vedere ben 5 differenti emozioni di Link con altrettante espressioni facciali e motorie: il risveglio mostra la sua stanchezza, con delle occhiaie sul volto; la visione di Zelda gli porta felicità con un grande sorriso, mentre la sua perdita scatena la rabbia; l’accettazione di non essere riuscito ad aiutarla gli causa tristezza, ma la scoperta della Spada della Dea e del suo destino gli porta un grande stupore, portandolo a prepararsi per il compiersi del suo destino. Fato che diverrà poi l’inizio della saga di Zelda. Ditemi se non è questa perfezione.

Va però detto che la già citata linearità di The Legend of Zelda Skyward Sword HD non è necessariamente da considerare un pregio, sebbene il sottoscritto la pensa in questo modo. Come abbiamo specificato prima, il distacco ludico tra Breath of the Wild e Skyward Sword HD è abissale e si percepisce davvero molto quanto le “vecchie convenzioni di Zelda” siano ormai un mix di elementi ancorati al passato.

Ammetto di esser rimasto sorpreso nel ricordare quanto lineare fosse non solo il comparto narrativo e la progressione nell’avventura, ma anche la struttura delle aree percorribili. Onestamente, è anche difficile dover ammettere che un giocatore alle prime armi potrebbe non riconoscere la differenza tra un dungeon e l’area di mappa che lo procede: in Breath of the Wild, muoversi da un punto A a un punto B può richiedere infiniti percorsi, decisi in modo definito dal giocatore oppure raggiunti casualmente.

In Skyward Sword, al contrario, arrivare a un labirinto richiede semplicemente il superamento di una zona dopo l’altra, e non ci sono scorciatoie o percorsi secondari. Riconosciamo che a molti questa dinamica potrebbe non piacere, e sarebbe più che lecito data la soggettività di opinioni, ma da un’altra parte dobbiamo riconoscere che si tratta di una chiara scelta di design degli sviluppatori. Dopotutto, anche Twilight Princess era molto più aperto di Skyward Sword.

“The Legend of Zelda Skyward Sword HD è un’avventura unica, capace di poterci sempre sorprendere e appassionare”

Come abbiamo già detto in fase di apertura di questa recensione, poter rigiocare a un’opera che considero la mia preferita mi ha concesso la possibilità di rivalutarla con punto di vista decisamente più critico, maturato dopo anni di analisi di titoli di ogni genere. Quel pensiero mi ha permesso oggi di comprendere non solo che la linearità di The Legend of Zelda Skyward Sword HD è molto più estesa di quanto la ricordavo, ma anche che si tratta di una precisa scelta di design. Ogni macro-area che si connette ad un’altra permette di esplorare parti di mappa sempre differenti, sia in struttura che in estensione, in colori, luci e musiche, diversificando anche i nemici, talvolta gli odori e i sapori, addirittura la flora e la fauna.

Nintendo alzò l’asticella della diversità ambientale nel 2011, raggiungendo degli livelli di varietà che raramente ha ottenuto nelle sue altre produzioni, includendo anche l’ottimo Super Mario Galaxy e superando ampiamente, ribadiamo ancora una volta, Breath of the Wild. Questo perché The Legend of Zelda Skyward Sword HD è un’avventura unica, capace di poterci sempre sorprendere e appassionare, mettendoci in situazioni sempre differenti e mostrandoci scene dal fortissimo impatto emotivo, che va dalla rabbia alla gioia, dalla tristezza allo stupore.

Skyward Sword HD non fa fatica nel raggiungere quel livello di perfezione, ma non possiamo neppure negare che la possibilità di avvalorarsi di un hardware più performante ha fatto del suo. Nintendo Switch permette al titolo di mettere in mostra i suoi colori vivaci non solo grazie a una risoluzione e un frame rate migliorati, che sono indubbiamente un grande tocco di classe, ma anche con delle texture molto più pulite.

Abbiamo scoperto, di fatti, molti elementi scenici che prima non avremmo mai notato, e che di fatti regalano un valore aggiuntivo alla definizione di buona parte delle aree e scene. Ora l’effetto acquerello può mettere in mostra i colori sgargianti delle differenti ambientazioni, raggiungendo ora più che mai l’obiettivo artistico ricercato nel 2011. Peccato che la migliore risoluzione e le texture più pulite abbiano finito per evidenziare non poco dei modelli non sempre moderni e anzi spesso tristemente datati, che in alcune situazioni non fanno onore al comparto visivo.

Nel cercare di raggiungere quanto possibile l’oggettività è stato doveroso ammettere che il comparto tecnico non può di certo brillare e che, anzi, talvolta può risultare addirittura più macchinoso della versione originale. Tuttavia, poter rigiocare a questo titolo in HD ci ha riportato alla mente che Skyward Sword non è solo epicità e narrazione, ma un connubio di esperienze e sensazioni diverse, che fuoriescono dallo schermo per raggiungere le nostre corde emotive, carezzandole come fossero il manto di un solcanubi.

Rainbow Six Siege

The Review

9.2
The Legend of Zelda Skyward Sword HD

Conclusione

Dopo molte ore passate a guardare quelle nuvole così morbide da poterle quasi toccare, siamo giunti a un verdetto: The Legend of Zelda Skyward Sword HD è uno dei più grandi capolavori della serie, un maestoso coronamento di diversità e colori, massima rappresentazione dell’epica zeldiana e formula di una narrazione perfetta sotto quasi ogni punto di vista. Ribadiamo che questa edizione in alta definizione non è perfetta per via dei controlli spesso incerti. Tuttavia, ciò non significa che non potreste innamorarvi anche voi come è successo a me dieci anni fa, e chissà, magari riscoprire quali erano gli elementi che rendevano davvero leggendaria la serie di Zelda.
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