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The Elder Scrolls 6

The Elder Scrolls VI più online di ESO, più epico di Skyrim

The Elder Scrolls VI ha scatenato molti sentimenti contrastanti dal suo annuncio ormai molto lontano. Todd Haward durante l’E3 2018 ha confermato a tutti gli appassionati del mondo di Tamriel, che ha grandissime aspettative soprattutto sul suo comparto tecnico, però c’è una brutta notizia: proprio a causa di questa ambizione non abbiamo ancora una data d’uscita dopo tre anni, e sembra che lo sviluppo sarà ancora lungo. Molti però hanno già cominciato a fantasticare su cosa vedremo una volta completati i lavori, noi non siamo da meno e vorremmo aprire una discussione su cosa ci riserverà The Elder Scrolls VI.

Il nostro pensiero è di guardare ciò che effettivamente ci ha offerto finora la saga, ma per ovvi motivi probabilmente i capitoli che potrebbe avvicinarsi di più al sesto sono The Elder Scrolls Online e Skyrim. Questo perché essendo gli ultimi lavori riguardanti questo mondo fantastico, l’ipotesi più gettonata è che potrebbe benissimo diventare una fusione fra i due titoli. La domanda che sorge spontanea però riguarda come può essere effettivamente possibile fondere una coppia di titoli così simili – ma altrettanto così diversi – senza creare un prodotto il cui titolo finisce con il numero 76.

La risposta è più difficile di quanto si pensi, e difatti siamo rimasti molti mesi a pensare a una soluzione, di fronte all’imminente anniversario di The Elder Scrolls V e dopo le tante espansioni di ESO, tra cui le recenti Blackwood e Greymoor.

Magari sarebbe possibile strutturarlo come Skyrim, con una storia principale ben scritta e con risvolti inaspettati, personaggi caratterizzati in modo da non essere uno la fotocopia dell’altro e senza utilizzare cliché che non piacciono ai giocatori. Ma invece di ambientarlo solamente in una regione come il quinto capitolo si potrebbe rendere Tamriel una gigantesca mappa open world, in maniera simile alla controparte online.

The Elder Scrolls VI: come sarebbe con scelte che modificano la trama?

Un’altra aggiunta interessante sarebbe una storia con dei cambiamenti radicali – e concreti – in base alle nostre scelte, che abbiano un impatto reale e non astratto sull’ambientazione, governi, alleanze, guerre e non che portino tutto alla stessa identica conclusione. Il fatto di avere più finali sia per la storia principale che per le secondarie, peraltro, potrà essere un elemento che aumenterà ancor di più il fattore rigiocabilità del titolo.

È vero, a livello tecnico una cosa del genere risulterebbe molto pesante, gravando molto sulle dimensioni tecniche dell’opera: se solo andiamo a unire il peso di Skyrim (senza le mod) e The Elder Scrolls Online avremo circa 100GB di spazio occupato, contando anche che sono titoli di una o due generazioni passate. Questo, però, non sarebbe altro che un piccolo prezzo da pagare per vedere avverarsi il sogno di ogni fan di questo franchise.

Le animazioni dei movimenti dovrebbero essere migliorate, perché quelle del quinto capitolo non erano proprio bellissime da vedere (sembrava che quando il nostro personaggio correva avesse una scopa nel didietro), invece per ESO la situazione è stata leggermente migliore, sebbene non si discosti troppo dal suo predecessore. Anche l’intelligenza artificiale di NPC e nemici andrebbe aggiustata un pochino, se ricordate, i giocatori che amavano fare i ladri in Skyrim potevano rubare indisturbati mettendo una pentola in testa ai proprietari della casa o della taverna.

In ESO questa cosa non si poteva proprio fare, ma comunque limita la tua libertà e non è una soluzione valida, ostacolare l’utente fa calare la qualità del prodotto. Probabilmente però da come i creatori hanno parlato del gioco al suo annuncio sembra che vedremo una produzione di gran lunga migliore di qualsiasi altra pubblicata finora.

The Elder Scrolls Online Greymoor

Le musiche se saranno anche solo simili a quelle che abbiamo sentito durante la presentazione all’E3 2018 di The Elder Scrolls 6, siamo già ad un passo dal dire che già siamo ad un buon punto per creare una colonna sonora di tutto rispetto. Ovviamente, la qualità grafica dovrà essere ineccepibile sotto tutti i punti di vista, con i giochi di luce che dovranno saper valorizzare i diversi e variegati paesaggi che andremo ad esplorare, elemento cui la saga di The Elder Scrolls ha sempre potuto fare grande vanto.

Quindi, Bethesda, non avere fretta di pubblicare The Elder Scrolls VI! Prendi tutto il tempo di cui hai bisogno e fai un capolavoro che verrà ricordato negli anni a venire. Noi crediamo tantissimo nel progetto, adoriamo il mondo di Tamriel e speriamo di poterlo vedere nella sua interezza e nuova bellezza quando uscirà questo inedito capitolo della saga. Voi cosa ne pensate? Acquisterete l’opera? Siete ansiosi di provarlo? Discutiamone qui sotto, siamo molto curiosi anche noi se avete altre idee da aggiungere alle nostre oppure se siete in disaccordo con quello che abbiamo detto finora. Rimanete sintonizzati su MonkeyBit per news e guide sempre fresche ma soprattutto per essere sempre aggiornati sul mondo dei videogiochi.

The Elder Scrolls Online Blackwood

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