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The Elder Scrolls Online Greymoor

The Elder Scrolls Online Greymoor Recensione: nelle profondità di Skyrim

Tempo fa venne chiesto a Todd Howard come mai Bethesda avesse la tendenza di rilasciare Skyrim su tutte le piattaforme esistenti. The Elder Scrolls V di fatti, era disponibile su così tante console che cominciarono a renderlo giocabile su dispositivi come Amazon Echo, seppur in versione ridotta. La risposta di Howard fu semplice e sottile: “venderemo Skyrim finché ci sarà gente per giocarci”. Le motivazioni delle continue riedizioni del quinto capitolo di The Elder Scrolls risiedono quindi nella costante domanda da parte dei giocatori e indovinate? Anche il sottoscritto ha Skyrim su più di una piattaforma. L’introduzione della Skyrim Occidentale come parte della mappa di The Elder Scrolls Online assume così una valenza ben diversa rispetto la motivazione per cui fossero stati i giocatori a volerla. Non che non sia vero, sia chiaro. Tuttavia, in qualche modo siamo tornati a Solitude, sulle montagne che collegano Skyrim a Wrothgar e Bangkorai. Eppure, non potremmo essere più felici di così. O forse si?

L’introduzione di Skyrim nella mappa Tamriel comporta un’importante novità per i giocatori di The Elder Scrolls Online. I nuovi espedienti narrativi, il ritorno di volti già conosciuti ma anche di anche di zone, strutture, biomi e fauna stuzzicano il palato dei più nostalgici. Abbiamo così modo di riscoprire una porzione di una delle zone più famose e memorabili dei videogiochi ma che appare come sensibilmente diversa. Ricordiamo che gli eventi di ESO prendono luogo circa 800 anni prima di quelli di The Elder Scrolls V, e di conseguenza il setting, la narrazione e i personaggi divergono in molti aspetti. Tuttavia, Greymoor strizza continuamente l’occhio ai giocatori di Skyrim, riportando strutture, luoghi e biomi riconoscibili e a tratti nostalgici. La sensazione che si prova nel rivedere l’altura di Solitude, le immense lande spoglie di Skyrim, addirittura i giganti che ci uccidevano con un colpo, è qualcosa di unico che in poche occasioni The Elder Scrolls Online ha potuto offrire.

Le tematiche trattate e lo stile narrativo, molto investigativo, sono prettamente di fantapolitica, con importanti e profondi accenni al dark fantasy più puro. Veniamo così gettati sulle rive di Solitude, alla scoperta di una faida tra i due regni di Skyrim, allora divisi, i cui sovrani vivono in una pace effimera pronta a scoppiare in una guerra da un momento all’altro. Un drammatico evento getta le basi della storia di Greymoor, portandoci quindi a immergerci in quello che è – quasi in senso letterale – il Cuore Oscuro di Skyrim. Questo è il nome dell’arco narrativo che accompagnerà i giocatori di The Elder Scrolls per tutto il 2020, di cui Greymoor non è che il secondo, ma grande, capitolo.

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Peccato per il doppiaggio dei personaggi, non proprio eccelso soprattutto in quello di Lyris Titanborn. La fantastica Jennifer Hale – voce di Ashe di Overwatch e Naomi Hunter da Metal Gear Solid, per fare degli esempi – stavolta non riesce a brillare e a rendere omaggio a uno dei volti più amati di The Elder Scrolls Online. Per quanto riguarda la loro caratterizzazione, tuttavia, non possiamo che elogiare il grande lavoro di differenziazione tra essi. Eccellente, certo, ma purtroppo non possiamo dire che abbiamo trovato il Character Design di Greymoor allo stesso livello del precedente Elsweyr.

Piatti anche molti dialoghi, che non riescono a spiccare per originalità. Tuttavia, continuando un’operazione di confronto con la scorsa espansione, è doveroso citare come i testi in generale siano decisamente più accessibili. Ci spieghiamo meglio: mentre i Khajiiti hanno un linguaggio che sacrificano la comprensibilità a favore di una maggiore particolarità dei dialoghi, i Nord sono di gran lunga più semplici e immediati. Da notare anche che stiamo parlando di razze che vivono in terre letteralmente opposte, rispettivamente nell’area più a sud e a nord di Tamriel. Anche questo è un elemento che evidenzia come il mondo di The Elder Scrolls Online sia estremamente vasto, variegato e soprattutto curato. Essere trasportati in una regione già conosciuta, ma dopo aver giocato in una completamente diversa, riporta in noi una sensazione unica. 

“Dove la luce non potrà mai arrivare si cela il nascondiglio dei vampiri”

Ma proprio quando iniziamo a pensare che l’espansione voglia solo far leva sul fattore nostalgia, ecco la prima sorpresa. Accompagnati da Lyris e un altro compagno, raggiungeremo le terre di Blackreach, il luogo sotterraneo che avevamo scoperto in The Elder Scrolls V. Le profondità di Skyrim sono ora esplorabili nella loro interezza, più estesa di quanto avevamo già visto, fino ad arrivare all’oscura torre di Greymoor. Questa introduzione comporta un’importante risvolto sia narrativo che di gameplay: in un luogo dove nessuno va mai a guardare, dove la luce non potrà mai arrivare, si cela il nascondiglio dei vampiri. L’antica razza, guidata dal Lord Vampiro, ha così un ruolo di primaria importanza nella storia dell’espansione, ed è probabile che ne continuerà ad avere per tutta la durata de Il Cuore Oscuro di Skyrim.

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Sono moltissime le novità che riguardano il culto vampirico, a partire da un albero delle abilità profondamente ampliato e sistemato nel dettaglio. Citiamo anche come la breve quest, quella che permette di trasformarvi in uno di loro, sia stata rielaborata per introdurre ancor meglio le skill. Il compimento di un’attività da vampiro, come l’uccisione di un personaggio in una città, comporterà l’innalzamento del livello da ricercato. A rendere il tutto ancora più verosimile è l’introduzione di nuove animazioni, nonché il rifacimento di quelle già presenti. Insomma, è il momento perfetto per diventare un vampiro in The Elder Scrolls Online. Siamo rimasti più che sorpresi nel vedere quanto Bethesda e Zenimax Media si siano impegnate per rielaborare quanto fatto finora per dare una maggiore qualità alla sua opera.

Alla scoperta di Skyrim in The Elder Scrolls Online

La mappa della Skyrim Occidentale è stata – quasi esageratamente – riempita di quest e punti di interesse. Si, proprio come accadeva in The Elder Scrolls V. Abbiamo apprezzato molto la quantità di esse, perfetta per far salire di livello velocemente il nostro personaggio. Tuttavia, la mole di missioni va a gravare spesso sulla loro varietà, perdendosi in una sottile e frequente ripetitività. Non ci hanno convinto appieno neanche le ricompense delle quest, talvolta lontane dalla tipologia di equipaggiamento e skill tree che abbiamo deciso di seguire. Per fortuna che la possibilità di scegliere il premio ci viene posta molto spesso, dato che siamo stati felici di poter mettere le mani sul costume dei vampiri.

Un grosso buco nell’acqua sono i nuovi eventi pubblici, delle tempeste di un forte color sangue che appaiono lontane, le “harrowstorm” per vari motivi. Primo di tutti, è la distanza cui appaiono, spesso eccessiva; in secondo luogo, la difficoltà di essi non è sempre proporzionale alla qualità (e quantità) delle ricompense. Peraltro questi eventi non sono affatto differenti dagli originali portali che apparivano in cielo, cosa che rende la loro introduzione ancora più difficile da motivare. A giustificare le harrowstorm è proprio la narrazione, che le mette in una posizione di rilievo in quanto dovrebbero rappresentare un pericolo per le popolazioni delle terre della Skyrim Occidentale.

The Elder Scrolls Online

The Review

7.5
7.5
The Elder Scrolls Online Greymoor Recensione

Summary

Greymoor riesce a portare il giocatore in una Skyrim tanto riconoscibile quanto misteriosamente sconosciuta. A rendere questo è soprattutto l’area di Blackreach, che riesce benissimo a partorire un contrasto perfetto tra nostalgia e novità, regalando all’utente un mondo inedito. Abbiamo apprezzato moltissimo le vicende di fantapolitica e l’avvicinamento al dark fantasy. Tuttavia, gli omaggi più importanti li facciamo alla sorprendente introduzione di moltissime novità riguardanti il vampirismo e all’ottimo lavoro di la differenziazione dei biomi. Staremo a vedere in che modo l’universo di The Elder Scrolls Online continuerà ad evolversi dopo Greymoor, con le fasi successive de Il Cuore Oscuro di Skyrim.
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