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The Crown

The Crown Recensione: la quarta stagione fra rappresentazione e realtà

È inutile negarlo: già da quando uscì la terza stagione, tutti in realtà agognavano alla quarta parte di The Crown. I motivi sono ovvi: il periodo degli anni 80′ e 90′, qui trattato, è stato forse quello più pieno di fatti e di scandali riguardanti la corona inglese. La nuova stagione arriverà su Netflix il 15 novembre, ma noi, come di consueto, abbiamo avuto la possibilità di vederlo in anteprima. Oggi ve ne parleremo, in una recensione senza spoiler.

Il cast di The Crown

Come sapete, la serie Netflix cambia attori ogni due stagioni, per poter mantenere fede ai salti negli anni. Quindi rivedrete Olivia Colman nei panni della Regina Elisabetta II, Tobias Menzies nel ruolo del consorte reale, Helena Bonham Cartier come la Principessa Margaret e Josh O’Connor nel ruolo del Principe Carlo. Al cast della terza stagione si aggiungono due personaggi chiave, Margareth Thatcher e Lady Diana Spencer, interpretate rispettivamente da Gillian Anderson e Emma Corrin.

Possiamo già dirvi che le due hanno dato prova di grande talento, realizzando delle interpretazioni davvero interessanti e meritevoli.

The Crown

I cardini della stagione

La stagione si apre con Margareth Thatcher appena eletta a primo ministro. Si tratta di un personaggio storico importantissimo – la prima donna ad avere questa carica in Inghilterra – ma tanto enigmatico quanto controverso. Durante questi dieci episodi, la figura della Regina Elisabetta II lascia più volte spazio ai veri protagonisti di quel decennio, ovvero il primo ministro e la Lady Diana, il cui arrivo segnò grandi turbolenze all’interno della famiglia Reale.

La signora Thatcher viene qui mostrata nella sua vita professionale, ma è la sfera personale a destare più interesse. Ammette di avere un figlio preferito, spesso appare misogina e maschilista, ma soprattutto prepotente ed egocentrica: ovviamente è difficile capire quanto questa rappresentazione rispecchi il personaggio reale, ma gli argomenti che il personaggio porta con sé danno un nuovo ritmo e nuove sfumature all’intera serie di The Crown.

Se per la storia la sua elezione abbia significato tantissimo per il movimento femminista, nella sfera privata la signora Thatcher dimostra una certa ripugnanza per il genere femminile (in primis, la figlia), perché le considera più deboli ed emotive. L’unica per cui dimostra (con piacevole stupore) del rispetto è proprio la Regina Elisabetta II, che in un certo senso è la rappresentazione della sua massima aspirazione di vita: una donna potente, ricca, non emotiva e quasi anaffettiva, proprio come gli uomini del tempo.

Una figura enigmatica, che non ci ha annoiato affatto e che speravamo, anzi, di vedere maggiormente rappresentata. A ricoprire un ruolo significativamente maggiore, anche se comunque con un ristretto numero di scene e di battute, è Lady Diana, di cui adesso vi parleremo nel dettaglio.

Lady Diana: tutto ciò che volevamo vedere in The Crown

Tutti conosciamo il triste epilogo di Lady Diana, ancora avvolto nel mistero. Conosciamo bene, però, anche la sua vita, specialmente il suo matrimonio, proprio perché fu lei a raccontarlo in diversi momenti privati, resi poi pubblici postumi alla sua morte. Basti guardare i diversi documentari, o i libri, in cui è possibile per noi ascoltare direttamente la sua voce. Certo, si tratta di uno dei punti di vista sulla vicenda, ma sicuramente si tratta dell’unico conosciuto realmente nella profondità della questione.

È stato molto interessante vedere la nascita di questo matrimonio. Nelle prime puntate, vengono messe tutte le carte in regola perché un matrimonio fosse necessario. Carlo, a trent’anni, era discolo e scapolo, fin troppo libertino per i gusti della Regina Elisabetta II. Con numerose relazioni, ancora interessato all’ormai coniugata Camilla, dopo l’angosciante morte dello zio, cerca di dare alla famiglia quello che da sempre volevano.

Conobbe Lady Diana tramite la sorella – il loro primo incontro, sullo schermo, appare molto romanzato. Un matrimonio forzato, di pura necessità, anche se Lady D, all’inizio, pensava fosse d’amore. Era troppo giovane e immatura per capire che sarebbe diventata solo una moglie di facciata.

Lady Diana disse spesso, nel corso della sua vita, che i giornalisti erano insopportabili. Lo si vede nelle riprese reali: dal sua sguardo fuggitivo, dai suoi tentativi di scappare, il nascondersi il viso. Eppure, The Crown ci mostra una ragazza giovane e furba, amante dello spettacolo e della visibilità, da sempre intenta ad arrivare alla corona. Dal suo sguardo, dal suo atteggiamento, più che un’ingenua ci sembra un’arrivista, una scalatrice sociale, come se avesse pattuito un tacito accordo: tu mi dai la fama, io ti do il matrimonio perfetto.

Eppure, sappiamo tutti che non andò così. Un’immagine iniziale non veritiera, che poi si scontra terribilmente con quella immediatamente successiva. Infatti, successivamente Lady Diana ci appare come nel privato si racconta: fragile, sola, triste e con problemi di anoressia e bulimia. 

E poi, una grande ombra, sempre presente e angosciante, sul matrimonio con Carlo: Camilla Shand, una donna sposata, ma intimamente legata a Carlo. Una relazione iniziata ben prima del matrimonio e mai abbandonata. Camilla cercò spesso Lady Diana, indagando su di lei e sulle sue passioni per meglio organizzare il tempo con Carlo. Agì sempre come se il Principe fosse in co-proprietà, senza interesse per come lei potesse apparire agli occhi degli altri.

Tutto ciò viene mostrato mirabilmente dalla serie The Crown, che però tenta di far vedere il Principe Carlo come un uomo giusto, che si è impegnato nel suo matrimonio e al contempo geloso delle attenzioni per la consorte piuttosto che per lui. Nonostante i tentativi di riequilibrare la visione pubblica del Principe, senza far vedere la maggior parte degli atti vili nei confronti della moglie, già conosciuti, Carlo ne esce comunque molto male.

The Crown

La famiglia reale

Questa stagione di The Crown porta più che mai l’attenzione sul concetto di famiglia. Si parla di figli, la Regina Elisabetta II si mette sempre in dubbio come madre, si parla di altri parenti, spesso abbandonati, e ci riunisce per le feste. Tutto vuole far pensare ai problemi di una famiglia normale, ma è nella frase finale del consorte della Regina che si il vero succo di questa stagione. Tutto, in realtà, ruota intorno alla Regina Elisabetta II.

I personaggi di questa stagione, per quanto cerchino una propria indipendenza, un proprio senso, una propria fama, in realtà vivono intorno alla Regina. Lei è il loro ossigeno, l’obbiettivo più alto, il faro che li guida tutti e a cui tutti si rivolgono, anche quando vengono cacciati malamente. Lei è la madre della Nazione, l’unica che ha il vero potere di risolvere le situazioni: l’elemento senza cui nessuno di loro avrebbe mai avuto importanza.

Cosa pensiamo di The Crown

È stata una stagione ricca di aspettative, per la gran parte soddisfatte. Tutti volevamo vedere in che modo sarebbe stato trattato lo scandalo maggiore, ovvero il matrimonio turbolento di Carlo e Diana. Eppure, la stagione ci dà molto di più, riempiendoci di curiosità su altri personaggi della famiglia reale. Emma Corrin è fantastica nel suo ruolo, piena di phatos e perfettamente capace di bucare l’obbiettivo, trasmettendo sempre esattamente le emozioni desiderate.

Tutto il cast, in realtà, riesce bene nella loro interpretazione: l’unico problema di questa stagione è la regia e le scelte che fa per quanto riguarda la narrazione. Non sempre i fatti raccontati ci sono sembrati veritieri, tante cose sono state tralasciate, non mantenendo completamente fede alle vicende. Vedere Diana trasformata in una giovane, viziata arrivista non ci ha fatto piacere, anche se si tenta più volte di controbilanciare i fatti ammettendo la sua bulimia pubblicamente.

The Crown Recensione
7.8 / 10 VOTO
PRO
    - Ottime interpretazioni
    - Più ritmo e diverse tematiche rispetto alle scorse stagioni
    - Personaggi di grande interesse
    - Buona varietà di argomenti
CONTRO
    - Narrazione non sempre veritiera rispetto ai fatti
    - Focus non sufficiente su alcuni personaggi
VOTO

El Camino

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