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Superman: Il giorno in cui si spense il sole

Superman: The Man of Steel era una delle testate a fumetti di maggior successo al finire del secolo scorso. Qui, così come sulle pagine di Action Comics, The Adventures of Superman e Superman, era possibile leggere delle straordinarie gesta dell’Uomo d’Acciaio, il supereroe per eccellenza nato nel lontano 1938 dalle menti di Jerry Seigel e Joe Shuster. “Rinato” nel 1986 grazie ai testi di John Byrne, a seguito del collasso del multiverso DC avvenuto inCrisi sulle Terre infinite, Superman aveva attraversato gli anni ’80 affrontando minacce di ogni genere, riuscendo sempre, seppur all’ultimo momento, a risolvere la situazione e salvare il mondo. Ma oggi non siamo qui per parlare di come il nostro boyscout sia giunto sulla Terra da un pianeta lontano, o di come abbia imparato a servirsi delle proprie capacità per aiutare il prossimo, né di come sia entrato fra le fila della Justice League of America. Oggi parleremo del triste giorno in cui l’invincibile figlio adottivo della Terra venne spezzato da una creatura dissennata, dall’inestinguibile sete di sangue fomentata da un intrinseco odio per ogni forma di vita. Oggi parleremo del giorno in cui Superman morì.

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La storia in questione (snodandosi su ben cinque testate e team creativi) è, in linea generale, molto reminiscente della Silver Age del fumetto supereroistico; le tavole sono ricolme di balloon e didascalie che spiegano per filo e per segno quanto sta accadendo. Anche i dialoghi sono elementari e pregni dell’ingenuità che caratterizzava le storie di supereroi negli anni ’60, un trend portato avanti fino ai tardi anni ’80 dai grandi scrittori dell’Epoca d’Argento, fra i quali spicca il sopracitato John Byrne. Questo stile può risultare pesante da digerire per un lettore moderno, ma ad ogni modo l’ingenuità e la leggerezza non sono destinate a durare a lungo. Correva l’anno 1992, sulle pagine di Superman: The Man of Steel vediamo l’Uomo d’Acciaio salvare Metropolis da una banda di criminali provenienti dal sottosuolo che avevano preso in ostaggio la centrale elettrica della città e (per non farsi mancare niente) rapito Lois Lane. Sembra andare tutto per il meglio, ma la calma è solo apparente. In lontananza un mostro è appena emerso dalla capsula che lo imprigionava, facendosi strada attraverso il metallo con i soli pugni della sua mano sinistra. La creatura inizia così a vagare per la Terra seminando morte e distruzione ovunque vada. Comincia così il Giorno del Giudizio, Doomsday è libero!

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La Justice League International è la prima a dover fare i conti con la creatura, dopo che questa aveva causato numerosi incidenti nello Stato dell’Ohio. Ma neanche lo sforzo congiunto di tutti gli eroi, fra i quali l’ex-Lanterna Verde Guy Gardner, Blue Beetle, Booster Gold, Maxima e Bloodwind, riesce a frenare la creatura, che sbaraglia le file della Justice League senza battere ciglio (e con ancora un braccio bloccato dietro la schiena). Percepito il pericolo, Superman si precipita sul luogo dello scontro, determinato a fermare il mostro che Booster Gold aveva battezzato “Doomsday“. Contrariamente alle aspettative di tutti, Doomsday sferra un poderoso calcio nello stomaco del kryptoniano, scaraventandolo a metri di distanza senza nessuno sforzo. Questo gesto superficialmente semplice è in realtà perfetto a livello di narrazione, e catapulta Doomsday ad un livello di minaccia neanche sfiorato dai precedenti nemici dell’Uomo d’Acciaio. Non c’è kryptonite nei paraggi, Doomsday non possiede armi o potenziamenti, eppure con la sua sola forza bruta è riuscito ad assestare un colpo poderoso ad un Superman nel pieno delle sue forze. Neppure un attacco congiunto di Superman ed i membri della Justice League rimasti riesce a scalfire il mostro, e anzi, ne libera il braccio destro e lacera parte della tuta contenitiva, rivelando un volto umanoide dalla pelle grigia, lunghi capelli bianchi ed escrescenze facciali più dure dell’acciaio.

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Nei numeri successivi lo scontro sarà principalmente fra Doomsday e Superman (seppur con qualche sporadico intervento di Maxima, Guardian e Bloodwind), dove il primo continuerà ad avanzare imperterrito seminando dolore e distruzione fino a giungere a Metropolis, mentre l’ultimo tenterà invano di fermare l’avanzata del mostro. Ed è in questa sezione che si concentra il vivo della battaglia, dove si trova il cuore pulsante della storia. Il ritmo narrativo accelera vertiginosamente, i dialoghi ingenui alla Silver Age lasciano il posto al chaos e alla devastazione, le tavole si trasformano in un continuo susseguirsi di combattimenti e distruzione dove Superman riesce con fatica a salvare le persone che Doomsday mette in pericolo nella sua dissennata frenesia omicida. La battaglia infuria in cielo e terra mentre l’elicottero del Daily Planet, con a bordo Lois Lane ed il giovane Jimmy Olsen, segue con orrore lo scontro fra Doomsday ed il protettore di Metropolis, dove questo viene ferito fino a sanguinare. La telecronaca della battaglia raggiunge sia Supergirl (in questa storia è un’aliena mutaforma proveniente da una realtà in cui Superman è stato ucciso), convinta a non intervenire dal suo consorte Lex Luthor, omonimo figlio del criminale che tutti noi conosciamo, sia i coniugi Kent, in apprensione per il loro unico figlio che il mondo intero crede essere invincibile.

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Quando, infine, lo scontro si sposta a Metropolis, la storia giunge al suo climax. Superman è ferito e stremato, mentre Doomsday non sembra aver accusato nessuno dei colpi sferrati dall’Uomo d’Acciaio. La battaglia imperversa radendo al suolo interi quartieri, ma per quanto l’Uomo del Domani si sforzi, fermare Doomsday sembra impossibile. L’unico modo per proteggere la sua città parrebbe sia compiere il sacrificio estremo, dare il tutto per tutto a quell’umanità che lo aveva accolto anni prima, naufrago di un remoto pianeta defunto. Dopo aver dato un appassionato bacio d’addio a Lois, Superman si getta a tutta forza contro Doomsday. I pugni che i due si sferrano sono talmente forti da rompere i vetri e far tremare i palazzi. Le escrescenze ossee di Doomsday lacerano la carne del kryptoniano, ma questo non intende cedere finché la sua città è in pericolo. I due si scambiano un ultimo vigoroso colpo, talmente potente da lasciare un cratere nel terreno, fatale per il mostro ma anche per Superman stesso che, insanguinato ed esausto, si spegne fra le braccia di Lois Lane.

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Tirando le somme, La Morte di Superman è una storia in cui tutto il fascino dell’Uomo d’Acciaio risplende di una luce fortissima, grazie alla quale possiamo mettere a fuoco tutti i pregi ed i punti di forza di uno dei personaggi più celebri della cultura popolare moderna. In queste pagine ci rendiamo conto di come l’eroismo di Superman non derivi dalla super-forza o dal volo, bensì dal coraggio e dall’integrità morale che l’hanno portato a sacrificare ogni cosa per il bene degli altri. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la figura di Doomsday, l’unica creatura che riesce a fare dove tutti nell’universo DC avevano fallito, un mostro inarrestabile che anche in futuro si sarebbe dimostrato un avversario temibile. La Morte di Superman è uno dei più importanti prodotti della re-immaginazione della figura del supereroe iniziata negli anni ’80, una storia la cui l’importanza storica si somma alla qualità effettiva del racconto dando vita ad una vera e propria gemma che ha cambiato per sempre la figura dell’invulnerabile Uomo del Domani.

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