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Superliminal

Superliminal Recensione

“Se vuoi essere un vero cercatore della verità, è necessario che almeno una volta nella tua vita tu dubiti, per quanto possibile, di tutte le cose.”. Con questa affermazione Cartesio ci lancia una sfida, e allo stesso tempo cerca di metterci in guardia. Con ogni probabilità, se fosse nato ai giorni nostri avrebbe sicuramente platinato Superliminal. L’opera del team di sei persone di Pillow Castle getta le basi sui concetti di percezione della realtà di Locke e Cartesio, riproponendo enigmi sensoriali in modo a dir poco sublimi. Di fronte alla possibilità di impostarsi come uno dei puzzle game più interessanti e unici del gaming, Superliminal tenta continuamente di stupire, riuscendoci però solo nelle fasi iniziali e finali.

Risulta quasi difficile spiegare il concetto fondamentale del titolo, che muove poi tutto il comparto ludico. La percezione del mondo che ci circonda è il nostro unico mezzo per la soluzione degli enigmi. Immaginate di prendere un qualunque oggetto nel mondo reale, come una penna. Vedendola da vicino avete la cognizione delle dimensioni e del peso di essa. Prendetela e fate finta di posizionarla sul tetto di un edificio lontano: sembrerebbe quasi come se la penna fosse gigante. In Superliminal, quest’ultima sarebbe stata davvero enorme.

Nasce così un gameplay unico nel suo genere, seppur questa base rimandi a titoli molto simili in termini di ambizioni, di cui parleremo più avanti. L’opera è strutturata in capitoli, a loro volta divisi da stanze in cui potremo muoverci liberamente, in prima persona. Assente un vero e proprio tutorial testuale, dato che il titolo ci insegna i semplici comandi semplicemente gettandoci in gioco. Un ottimo esempio sono proprio le primissime aree: dopo aver premuto su “nuova partita” ci troveremo davanti due disegni di levette analogiche, per farci capire che sono quelli i comandi. Una volta mosse, scopriamo che in realtà eravamo già in gioco, il primo vero esempio di come Superliminal usa la percezione come base portante del gameplay.

Nelle prossime stanze impareremo quasi come per sorpresa che possiamo alterare la posizione e dimensione degli oggetti, semplicemente provando a raccogliere alcuni scacchi da un tavolo. La progressione del titolo continua sempre in questo modo, avanzando nella storia e imparando continuamente a sfruttare le nostre capacità in modi diversi, seppur non sempre.

Superliminal

La percezione è soggettiva, è vero, ma è proprio come i singoli individui riescono ad aprirsi mentalmente alle diverse possibilità che comporta l’alterazione di essa a determinare il livello di difficoltà di Superliminal. Se siete abituati a questo tipo di giochi, potrete finirlo anche in tre ore; ma se invece siete più lenti a capire come muovervi nelle varie stanze, potreste impiegare molto di più. Proprio per questo motivo è sbagliato affermare che Superliminal è un titolo dalla breve durata, perché dipende dalla vostra velocità di ragionamento. Il post-game peraltro, può essere affrontato come una sfida per completarlo di nuovo nel minor tempo possibile, cosa che vi aiuterebbe anche a sbloccare un trofeo d’oro su PlayStation 4. O anche potete affrontare una terza volta il titolo per compiere alcune azioni con il fine di platinarlo. Insomma, sicuramente avrete molto da fare anche dopo aver concluso la storia.

Le vere problematiche di Superliminal sorgono quando il fattore “wow” cessa di essere una costante ad ogni capitolo. Non parliamo della parola che in molti usano per affermare la scarsa originalità di un determinato elemento, dinamica o meccanica di un gioco. Non diremo che “Superliminal” è ripetitivo, anzi. Il problema dell’opera di Pillow Castle è la mancanza di ulteriore profondità alle meccaniche. Sebbene verso la metà della storia perderemo completamente il potere – passatemi il termine – del cambio di prospettiva, a favore di un altro che non citiamo per lasciarvi a quel breve brivido della sorpresa, la soluzione degli enigmi rimane sempre la stessa.

Sin dai primi minuti, Superliminal comincerà a stupirvi senza fermarsi (quasi) mai.

Personalmente, ho sempre avuto un senso di mancanza, pad alla mano, che non mi ha fatto godere appieno del titolo. Come se qualcosa di importante mancasse all’appello. Giocando e ragionando, sono infine giunto alla conclusione che paradossalmente Superliminal non è stato sempre capace di farmi esprimere al massimo delle mie capacità intellettive e di problem solving. Non sto dicendo di essere un genio, ma alcune fasi intermedie del gameplay sono risultate essere fin troppo scontate e banali, tanto che ho potuto portare a termine gli enigmi in pochi minuti.

Superliminal

Perché non possiamo raccogliere tutti gli oggetti? Perché il peso di essi non cambia in base a come cambiamo le loro dimensioni? Sono queste le domande che mi sono posto mentre cercavo di capire la motivazione per cui sentivo che mi mancasse la libertà. Infatti, i momenti più elevati della produzione sono senza dubbio i primi e gli ultimi. Sin dai primi minuti, Superliminal comincerà a stupirvi senza fermarsi mai, mentre alla conclusione della storia l’opera da il meglio di se costringendovi a vedere con occhi diversi il mondo che vi circonda.

Un epilogo che si sposa alla perfezione con le tematiche riguardanti l’alterazione e modellazione dei sogni, e così anche con il comparto narrativo che prende spunto addirittura da. Ancora una volta, i rimandi a Portal sono palesi, sebbene sia ancora più chiaro il messaggio che gli autori hanno voluto lasciare. Non lasciatevi ingannare da come vi appare la vostra vita. Quando vi trovate davanti un problema dovete lottare e ragionare per superarlo, indipendentemente da quanto tempo necessitate per trovare la soluzione al grande enigma dell’esistenza. Superliminal è stato così un’esperienza, un’insegnamento. Ci ha dato un piccolo, semplice consiglio su come superare le avversità di ogni giorno.

Peccato invece per i personaggi e il comparto narrativo, dato che risultano spesso essere fin troppo piatti e poco profondi. Anche da questa occasione mancata capiamo cosa aveva tra le mani Pillow Castle: un titolo ambiziosissimo, che poteva dare testa addirittura ai due Portal. Superliminal pecca là dove poteva brillare, ed è un peccato, perché poteva illuminare l’intero genere dei puzzle game.

Da Cartesio a Freud, fino ad arrivare al cospirazionismo dei due Portal di Valve. Superliminal è un’opera indubbiamente più unica che rara. Ha avuto modo di sorprenderci e ci è riuscito, ha voluto insegnarci qualcosa e lo ha fatto. Non possiamo dire che i difetti dovuti a delle scelte di design rendano l’esperienza ripetitiva, ma certamente potevano far sì che fosse più complessa (e completa). Ci fa mettere in dubbio tutto ciò che vediamo, insegnandoci col tempo ad analizzare il mondo che ci circonda ed a guardarlo con occhi diversi. Cartesio diceva che “quel che ci appare nel sogno richiama alcune immagini dipinte, che non hanno potuto essere rappresentate se non ad immagine delle cose vere e reali”. Siete sicuri che quello che vi circonda non è un mondo onirico?

Superliminal Recensione
7.9 / 10 VOTO
PRO
    - Un puzzle game unico
    - Un'esperienza da provare
    - Meccaniche comprensibili e accessibili...
CONTRO
    -...seppur non proprio complesse
    - Frame rate altalenante su PS4 Slim
    - Poteva essere molto, tanto di più
VOTO

El Camino

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