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Super Mario Sunshine

Super Mario Sunshine: ritorniamo sull’Isola Delfinia

Super Mario Sunshine venne rilasciato il 19 luglio 2002 in Giappone, il 4 ottobre dalle nostre parti. Dopo l’enorme successo di Super Mario 64, il mondo voleva di più, molto più. L’impatto che la prima avventura di Mario aveva avuto nell’industria dei videogiochi segnò indelebilmente i giocatori, che ora chiedevano un titolo ancora più grande e speciale. L’annuncio arrivò così durante lo Space World 2001, assieme The Legend of Zelda: The Wind Waker, e il pubblico esplose, acclamando la nuova avventura dell’idraulico baffuto. Così come l’avventura di Link in cel-shading, anch’esso venne celatamente rivelato durante una tech demo del Nintendo GameCube: nella presentazione potevamo così vedere decine – se non centinaia – di piccoli Mario che scorrazzavano avanti e indietro; chiara rappresentazione della potenza della console cubica della grande N. Quella demo venne poi sviluppata a parte e con personaggi diversi, che presero poi il nome di Pikmin. Super Mario Sunshine, al contrario di Super Mario Galaxy, anch’esso presente nell’imminente Super Mario 3D All-Stars, ha davvero tantissime differenze con Super Mario 64.

A breve, peraltro, con la collezione dedicata al 35esimo anniversario di Mario potremo finalmente giocare questo glorioso titolo. È un’occasione perfetta per far sì che anche chi non lo ha mai provato possa scoprire una delle avventure dell’idraulico baffuto più famose di sempre.

Prima di tutte è sicuramente l’ambientazione: si abbandona così l’iconico castello della Principessa Peach per andare in vacanza sull’Isola Delfinia. Il cambio di setting è chiaro come mai, tanto che Super Mario Sunshine è ancora oggi uno dei titoli della la cui ambientazione resta pressoché la stessa per tutta la durata del gioco. Abbracciamo così un ambiente tropicale, estivo, balneare, dove per tutta la durata del gameplay ci sembrerà di sentire l’odore della salsedine sotto il naso. Questa linearità del setting permane così tanto che addirittura nel momento in cui entriamo in un livello ci sembrerà di restare sempre sull’Isola Delfinia, hub che porta poi alle varie missioni. Si, proprio come in Super Mario 64.

La linearità dell’ambientazione tropicale di Super Mario Sunshine non è un difetto, ma va apprezzata e compresa

La presenza di una bassa diversificazione delle ambientazioni, tuttavia, potrebbero essere uno dei motivi per cui Super Mario Sunshine non sia così ricordato ai giorni d’oggi. Ciononostante, va anche detto che l’opera riesce a mantenere alta l’immersione in un mondo coeso e quasi plausibile. Se facciamo il confronto con il predecessore, infatti, possiamo ricordare come dal castello della Principessa potevamo accedere a un deserto o anche a un picco innevato. C’era oggettivamente poca staticità nel setting, che ci permetteva però di giocare in mappe sempre differenti. La linearità dell’ambientazione tropicale di Super Mario Sunshine non è un difetto, ma va apprezzata e compresa, così come apprezziamo la diversificazione tematica in Super Mario 64.

Peraltro, la sensazione di star giocando in un ambiente tropicale è accompagnato in modo magistrale da un comparto grafico e sonoro di tutto rispetto. Sunshine è colorato, vivace, acceso come mai prima d’ora; tuttavia, ad essere protagonista è l’eccellente colonna sonora, che accompagna il giocatore con musiche fresche, estive e giocose. Vedere una partita a Super Mario Sunshine è così come guardare a un dipinto o la foto di una vacanza in qualche luogo tropicale. Il comparto audiovisivo rende così omaggio a un setting estivo e colorato, tanto che neanche se avesse avuto una qualunque canzone di Super Mario 64 sarebbe stato così suggestivo.

Una delle più grandi introduzioni è sicuramente lo SPLAC 3000, il simpatico gadget che resta incollato sulla schiena di Mario per tutto il gioco. Basta un’occhiata per capire qual è il suo vero utilizzo: questo accessorio permetterà al protagonista di sparare acqua e risolvere enigmi ambientali o sconfiggere nemici, restare in volo più tempo come se stesse usando un jetpack, o anche muoversi molto più velocemente. Insomma, l’aggiunta dello SPLAC 3000 è sicuramente tra le più importanti di Super Mario Sunshine. Il suo utilizzo era davvero molto semplice con il controller per GameCube: bastava premere un tasto e quello avrebbe cominciato a sparare acqua, con la possibilità di attivare la mira manuale e innaffiare gli avversari con precisione.

Peraltro, è importante sottolineare come questo titolo abbia introdotto alcuni importanti personaggi e impostato degli standard narrativi che sarebbero rimasti saldi negli anni a venire. Tra questi c’è Mario Ombra, Bowser Jr. e il rapporto con suo padre, gli abitanti di Delfinia e molti, tantissimi altri. Peraltro, Super Mario Sunshine è apparentemente un gioco canonico nella storia della saga: ci sono evidenti collegamenti con Luigi’s Mansion, titolo di lancio per Nintendo GameCube, ma anche con il più recente Super Mario Odyssey dato che l’Isola Delfinia è visibile dalla mappa del mondo del gioco per Nintendo Switch. Insomma, se avete giocato quest’ultimo o Luigi’s Mansion 3 vi sentirete sicuramente a casa con la Super Mario 3D All-Stars.

Vivace e sgargiante, luminoso e colorato, Super Mario Sunshine è un titolo senza tempo e tutti devono avere l’occasione di giocarlo almeno una volta, per scoprire com’era capace di regalare agli utenti un’esperienza unica. Ricordiamo ai lettori che il titolo sta finalmente per tornare sugli scaffali con la succitata collezione. Noi di MonkeyBit non vediamo l’ora di metterci le mani su, motivo per cui vi consigliamo di restare connessi sulle nostre pagine per non perdere ulteriori aggiornamenti e novità. Super Mario 3D All-Stars sarà rilasciato in esclusiva su Nintendo Switch il 18 settembre 2020, e resterà in vendita in formato digitale sul Nintendo eShop e fisico fino a marzo 2021.

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