MonkeyBit

Storia delle Parolacce

Storia delle Parolacce Recensione della serie più istruttiva e blasfema di Netflix

Non prendiamoci in giro, tutti dicono le parolacce. In italiano il termine generico indica semplicemente un dispregiativo di “parola” e comprende un’ampia gamma di imprecazioni e sproloqui che fanno ormai parte del nostro linguaggio quotidiano. Dei recenti studi hanno dimostrato che produciamo 2/3 di volgarità in più rispetto agli anni ’90, per un totale di oltre 30 parolacce al giorno; non ci scandalizziamo quindi quando le sentiamo pronunciare da un nostro amico, da un nostro parente, per strada e persino in televisione o nel grande schermo. Ci siamo mai chiesti però quale sia l’origine di questi termini così tanto usati eppure così potenti? Nicolas Cage ci viene in aiuto con Storia delle Parolacce, una nuova serie in uscita su Netflix il 5 gennaio dove vengono svelati i misteri delle più comuni imprecazioni della lingua inglese in sei episodi da circa venti minuti ciascuno.

Le parolacce come non le abbiamo mai viste (o sentite)

In Storia delle Parolacce ogni episodio può essere visto come un mini documentario a sé stante dove viene trattato un distinto termine della lingua inglese; vengono esplorati l’etimologia, i diversi utilizzi, la storia del significato e la sua evoluzione, la frequenza d’uso e le correlazioni con la società contemporanea. A guidarci in questo viaggio nel tortuoso mondo delle imprecazioni c’è Nicolas Cage, il quale funge da host dello show, facendo una piccola introduzione per ognuna delle parole trattate e per ogni sezione dell’analisi e chiudendo la puntata con una riflessione; l’elemento centrale su cui verge l’intera serie è la comicità, tenuta in piedi da Cage stesso e dalla molteplicità di invitati presenti. Nel primo episodio di Storia delle Parolacce vengono infatti proposti svariati personaggi tra cui comici, attori, professori universitari e scienziati operanti nel settore i quali ci accompagnano nel corso di tutti e sei le puntate con commenti, osservazioni, battute e riflessioni su quanto appena detto dalla voce narrante.

Gli invitati, insieme al presentatore, sono la vera essenza dello show e spezzano l’atmosfera didattica che si verrebbe a generare in un documentario classico; lo spettatore si trova quindi a imparare e a ridere genuinamente allo stesso tempo e questo porta a vedere un episodio dopo l’altro fino alla fine. Il bingewatching è facilitato anche dalla durata delle puntate, che sono abbastanza lunghe per permettere di analizzare a fondo le parolacce ma non troppo da rendere il contenuto noioso e creare una voglia di distrazione.

“Tutto sembra essere collocato al posto giusto e al momento giusto, senza risultare eccessivo o ridicolo…”

Netflix ha dato il meglio di sé in Storia delle Parolacce, curandone i dettagli in modo superbo e rendendola un prodotto pulito e gradevole. Dalle animazioni create con lo stile collage di foto reali agli spezzoni di film in cui vengono mostrate le imprecazioni messe all’opera, tutto sembra essere collocato al posto giusto e al momento giusto, senza risultare eccessivo o ridicolo; la carta da parati della stanza in cui si trova Nicolas Cage è uguale allo sfondo delle scene in cui sono presenti video in formato ridotto e questo fa comprendere l’attenzione posta dai produttori nell’estetica e nelle piccolezze.

Un altro elemento interessante dello show è la profondità inaspettata che presenta: lo spettatore prima della visione si aspetta semplicemente di venire a conoscenza degli aspetti lessicologici e semiotici delle parolacce ma, in realtà, è presente molto di più. A partire dalle imprecazioni vengono infatti esplorati temi della società quali il femminismo, il razzismo e l’omosessualità e, nonostante si possano trovare ormai in qualsiasi serie tv e film e quindi sembrino banali, in Storia delle Parolacce vengono visti sotto una prospettiva differente dal solito. Attraverso l’utilizzo delle parole prese in causa e il significato che assumono in questi gruppi viene messo in rilievo l’aspetto di diversità dalla collettività e capiamo che forse siamo noi quelli sbagliati e che abbiamo molto da imparare dagli altri.

Il presentatore che fa lo show

Senza ombra di dubbio, l’elemento che attrae principalmente il pubblico verso questa serie è Nicolas Cage, l’attore statunitense vincitore di un Oscar e un Golden Globe e apparso in oltre ottanta film. Seppure la sua presenza nello schermo sia minore rispetto a quella degli invitati, egli rende il prodotto omogeneo e strappa una risata ad ogni battuta; è da sottolineare il fatto che non è presente un copione per nessuno dei personaggi e questo rende la comicità ancora migliore perché spontanea.

È da sottolineare che le parolacce trattate nei sei episodi sono termini inglesi e che la serie, almeno per il momento, è disponibile solo in lingua originale con la possibilità di utilizzare i sottotitoli in italiano; la scelta di non doppiare lo show è comprensibile perché altrimenti l’aspetto di genuinità sopracitato verrebbe a meno e si sarebbe rischiato di rovinarlo. D’altro canto, sarebbe interessante avere una controparte dello show per quanto riguarda il nostro Bel Paese dato che la gamma di parolacce italiane è molto ampia ma, per ora, possiamo solo sperare di vedere i comici più influenti in un programma del genere su Netflix.

“Le imprecazioni, nonostante siano ancora un tabù in molti contesti, fanno parte di noi, ci fanno sentire meglio e ci permettono di esprimere le nostre emozioni in maniera limpida ed immediata.”

Cosa ci rimane dopo aver visto Storia delle Parolacce? Il fine ultimo dello show non è semplicemente quello di esporre in modo comico l’etimologia e il significato di questi termini di uso così comune; ogni episodio viene accompagnato da una riflessione sul potere che questa parole hanno su di noi e, più in generale, sulla società. Le imprecazioni, nonostante siano ancora un tabù in molti contesti, fanno parte di noi, ci fanno sentire meglio e ci permettono di esprimere le nostre emozioni in maniera limpida ed immediata; è particolarmente azzeccato il discorso finale di Cage nell’ultima puntata (e lascerò a voi il diritto di ascoltarlo senza fare spoiler) e rappresenta la conclusione perfetta per questo show davvero di ottima fattura.

Se questa recensione vi è piaciuta o vi è stata utile per capire se guardare la serie o meno, vi invito a seguirci sui nostri social e su Monkeybit per non perdere le prossime e per rimanere aggiornati sul mondo del cinema, dei videogiochi e molto altro!

Storia delle Parolacce
8.0 / 10 VOTO
PRO
    - Cura nei minimi dettagli da parte di Netflix
    - Comicità assicurata e spensierata
    - Performance eccellente di Nicolas Cage
    - Riflessione che va oltre alle mere parolacce
CONTRO
    - Alcune scene sono un po' esagerate
    - Presenza di Nicolas Cage nello schermo è inferiore a quanto immaginato
VOTO

 

El Camino

What's your reaction?

Post a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Developed by SpawnLab