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Squid Game

Squid Game: i manga e i fumetti da leggere se avete apprezzato la serie

Dalla sua aggiunta ufficiale sul catalogo di Netflix, la nuova serie televisiva sudcoreana Squid Game è riuscita a raggiungere dei risultati impressionanti, conquistando gli spettatori in ogni parte del mondo. Lo show ideato da Hwang Dong-hyuk (The Fortress, Miss Granny, Silenced) ha rapidamente e sorprendentemente raggiunto la vetta della piattaforma streaming, superando anche alcune produzioni già consolidate e molto attese dal pubblico (come ad esempio la terza stagione di Sex Education, precedentemente al primo posto tra le opere più viste).

Questo incredibile successo, rafforzato dal costante incremento della popolarità globale della cultura sudcoreana, è dovuto anche una storia emozionante e coinvolgente, che sfrutta sapientemente le caratteristiche tradizionali delle opere survival e battle royale per raccontare le debolezze di una società profondamente colpita dalle disparità socio-economiche. Nonostante la sua particolarità, Squid Game si avvicina spiritualmente a molti fumetti e manga che, nel corso degli anni, hanno lasciato la loro inconfondibile impronta nel panorama dell’intrattenimento.

Queste opere, esattamente come Squid Game, sono contraddistinte da una profonda violenza fisica e psicologica. La maggior parte di queste, inoltre, utilizza la brutalità e un’incredibile caratterizzazione dei protagonisti principali per dipingere la disperazione di un gruppo di personaggi disposto a fare qualsiasi cosa pur di migliorare la propria condizione, anche a costo di perdere la propria vita. Andiamo quindi a vedere alcuni manga e fumetti da recuperare se avete apprezzato la serie sudcoreana di Hwang Dong-hyuk.

Battle Royale

All’origine di Squid Game: Battle Royale

Libro, manga e successivamente film. Per parlare di Squid Game e degli altri titoli simili è impossibile non nominare Battle Royale, una delle opere più influenti degli ultimi anni e uno dei pilastro di questo genere. Scritta da Koushun Takami e illustrata da Masayuki Taguchi, la serie seinen nasce come adattamento al romanzo dello stesso autore, pubblicato nel 1999. Quest’ultima, nata ad un solo anno di differenza, è ambientata nell’immaginaria Repubblica della grande Asia, che si trova -ipoteticamente- al posto del reale Giappone contemporaneo.

In questa realtà alternativa vige il BR act. e, secondo questa legge, ogni anno è sorteggiata una classe di terza media per partecipare ad un brutale e sconvolgente Programma. In questo caso è la 3-B dell’istituto Shiroiwa a doversi destreggiare con un gioco mortale in cui nessuno è al sicuro, uccidendosi a vicenda con le armi che gli sono state fornite con criteri assolutamente casuali, tra mitragliatrici, forchette e ventagli di carta. Uccidere per sopravvivere o morire sotto i colpi dei propri compagni?

Battle Royale

L’obiettivo è quello di sopravvivere fino alla fine, quando ci sarà un solo superstite rimasto in piedi. Come capostipite del genere, Battle Royale, espressione oggi usata per categorizzare il fenomeno delle battaglie uno contro tutti, ha influenzato pesantemente libri, fumetti, videogiochi, film e serie televisive. Un approccio brutale ed estremamente violento, in cui il sangue macchia continuamente le pagine e lo scopo principale è sconvolgere i lettori.

La lealtà e l’amicizia sono costantemente messe alla prova e il gruppo di giovani e innocenti studenti non ha altra scelta che pensare come adulti. Non esiste metodo migliore di approcciarsi al genere se non partire dalle sue vere e proprie origini. E questo è il caso del manga di Koushun Takami, un’opera che ha lasciato la sua inconfondibile impronta nel vasto panorama dei fumetti giapponesi.

As the Gods Will, il “fratello” spirituale di Squid Game

A seguito del grandissimo successo ottenuto da Squid Game su Netflix, non sono sicuramente mancate le polemiche da parte degli spettatori. Alcune di queste hanno accusato la serie di plagio, considerando che l’opera di presenta una trama sostanzialmente simile a quella di As the Gods Will, un manga scritto da Muneyuki Kaneshiro e disegnato da Akeji Fujimura. Questo ha anche ricevuto un adattamento cinematografico live action nel 2014, in cui le sanguinolenti tavole sono state trasportate sul grande schermo dalle sapienti mani dell’eclettico regista giapponese Takashi Miike.

La storia si apre presentandoci Shun Takahata, un normale studente delle superiori la cui vita prende improvvisamente una piega inaspettata. Infatti, mentre è a lezione, la testa del suo insegnante esplode, lasciando il suo posto ad una bambola daruma che conquista rapidamente il controllo della situazione. Questa costringe la classe a giocare a Daruma ga koronda (il Daruma è caduto, che corrisponde al nostro “uno, due, tre stella”), uccidendo brutalmente chi si muove quando non dovrebbe.

As The Gods Will

Questa è solo una delle similitudini presenti tra la serie Netflix e l’opera di Kaneshiro che, da questo momento in poi, inizia a mettere in scena una gran numero di terribili carneficine mentre i concorrenti provano a sopravvivere alla crudele rivisitazione di alcuni giochi della loro infanzia. Le somiglianze tra le due produzioni, tuttavia, terminano qui. Nonostante As the Gods Will segua una storia molto interessante e coinvolgente, il manga non raggiunge la profondità dello show televisivo.

Mentre la competizione di Squid Game è organizzata per compiacere il divertimento di alcuni ricchi annoiati, quella di As The Gods Will segue il volere di una misteriosa divinità che gioca con le vite umane e decide a proposito della sopravvivenza dei concorrenti. Due approcci completamente differenti per un genere che si è espanso attraverso uno spropositato numero di produzioni.

Alice in Borderland

Tra le serie attualmente in risalto sulla piattaforma streaming Netflix, proprio al fianco di Squid Game, è possibile notare Alice in Borderland, rilasciata solo qualche mese prima dello show sudcoreano. Diretta da Shinsuke Sato, quest’ultima si basa sull’omonimo manga di Haro Aso, serializzato dal 2010 al 2016. I protagonisti sono Ryouhei ArisuDaikichi Karube e Chouta Segawa, tre studenti delle superiori legati da un profondo legame d’amicizia, nonostante i caratteri e i modi di fare completamente differenti.

Ciò che li lega, oltre a uno scarso interesse per lo studio, è una grande incertezza riguardo al futuro. I ragazzi arrivano al punto di desiderare una nuova possibilità per ricominciare, lontana dalle opprimenti aspettative sociali che li colpiscono ogni giorno. Quando questo accade, tuttavia, il trio di protagonisti si trova di fronte un qualcosa di molto diverso da quello che avevano sognato, una realtà dove la vita e la morte si giocano a colpi di brutali sfide mortalis21.

Alice in Borderland

I tre sono improvvisamente trasportati in una città completamente deserta e silenziosa, nella quale riescono finalmente a trovare quel senso di libertà che cercavano di conquistare da tempo. Il clima cambia velocemente quando si trovano in una piazza allestita con delle bancarelle, dove una misteriosa donna li mette in guardia sulla nuova realtà che li circonda. Un mondo dove il denaro è sostituito dalla vita umana e in cui è necessario mettere in gioco tutto per poter continuare a sopravvivere.

Anche in questo caso, il manga diventa il modo per analizzare, criticare e riflettere sullo stato della società, utilizzando la violenza (fisica o psicologica che sia) delle sfide mortali per rappresentare un sistema individualista in cui si è disposti a fare di tutto pur di essere migliori degli altri. Una problematica sempre più attuale, rafforzata dal contesto apocalittico che fa da sfondo alla narrazione.

Doubt 

Allontanandoci leggermente dal vasto panorama dei battle royale, anche Doubt richiama parzialmente le caratteristiche che hanno permesso a Squid Game di conquistare il pubblico. Il breve manga shonen ideato da Yoshiki Tonoga ci porta in un thriller psicologico intenso e adrenalinico, dove i protagonisti prendono parte ad una versione distorta di una competizione che ricorda molto Lupus In Tabula. Questi, infatti, partecipano ad un gioco virtuale chiamato Rabbit Doubt, in cui tutti i giocatori tranne uno sono i conigli di una colonia.

Quello restante interpreta il lupo, e ha lo scopo di infiltrarsi all’interno della colonia per uccidere tutti i conigli senza farsi scoprire. Dopo aver terminato la partita, Yuu, Mitsuki, Rei, Hajime, Eiji e Haruka decidono di incontrarsi nella vita reale per conoscersi in maniera approfondita.  Uno di loro, tuttavia, decide di  vestire i panni dell’assassino anche fuori dal gioco virtuale, trasportando i ragazzi in manicomio abbandonato dove nessuno è al sicuro.

Doubt Squid Game

Un manga che trae grande ispirazione dal cinema horror per quanto riguarda ambientazioni e nel suo giusto equilibrio tra suspense e inquietudine e che, in soli quattro volumi, riesce a regalare al pubblico una storia semplice, ma sicuramente d’impatto. Anche in questo caso i protagonisti si trovano inspiegabilmente a lottare per la propria vita in una folle e disumana competizione. Come nel gioco, tra i conigli si nasconde un lupo: se riusciranno a scoprirlo, saranno salvi; altrimenti, moriranno tutti.

Suicide Island

Torniamo a parlare di survival con Suicide Island, un manga scritto e disegnato da Kōji Mori, pubblicato sulla rivista Young Animal dal novembre 2008 all’agosto 2016. Dopo aver tentato di togliersi la vita, Sei si risveglia in una stanza di ospedale e si rende subito conto di non esserci riuscito, di nuovo. Il numero di tentati suicidi in Giappone ha raggiunto livelli mai registrati i precedenza e, per questo motivo, la sanità pubblica fatica a trovare fondi per fronteggiare l’emergenza.

Per riuscire a gestire la situazione senza creare problemi nella quotidianità dei cittadini “normali”, il governo giapponese ha deciso di confinare tutti gli aspiranti suicidi del paese su un’isola remota, dove non esistono regole e leggi. In questo luogo, questi avranno la possibilità di decidere se terminare quello che hanno iniziato lontani da occhi indiscreti  oppure concedersi l’opportunità di ricominciare da zero in un ambiente che non li tiene più legati a quelle opprimenti convenzioni sociali.

Suicide Island

Arrivato sull’isola, anche le convinzioni di Sei riguardo il togliersi la vita vacillano. Qui, insieme a tanti altri, si scontrerà con la difficoltà di sopravvivere in un ambiente estremamente ostile in cui lo spirito di sopravvivenza si è risvegliato nei modi più disperati. Se, come il nostro protagonista, alcuni degli aspiranti suicidi proseguono con le proprie vite cooperando con tutti, altri decidono di dare libero sfogo ai propri istinti animaleschi, sfruttando la completa anarchia dell’isola per sfogare la propria frustrazione.

Suicide Island si sofferma sul triste primato dei suicidi giapponesi e sul valore di ciò che ci circonda, regalandoci un survival drammaticamente intenso e ricco di colpi di scena. Questo affronta con una sorprendente lucidità tematiche fondamentali, raccontando la storia dei protagonisti principali, ora bisognosi di andare avanti con la loro vita e alla disperata ricerca di un modo per sopravvivere alla brutalità umana.

Snowpiercer

Con quest’ultima opera ci spostiamo in un terreno completamente differente da quelli esplorati fino ad adesso. Prima di essere un film (che ha raggiunto il successo grazie alle sapienti mani del regista sudcoreano Bong Joon-ho) e una serie televisiva, Snowpiercer nasce come Transperceneige, una graphic novel post apocalittica creata dagli autori belgi Jacques Lob e Jean-Marc Rochette. In un futuro distopico che mostra la Terra trasformata in un inferno di ghiaccio, i pochi sopravvissuti sono costretti a vivere a bordo di un treno ipertecnologico a causa delle inospitali temperature esterne.

Lo Snowpiercer, formato da 1.001 vagoni, rappresenta perfettamente la vita e la società umana ed è diviso in classi sociali. I ricchi, posizionati nel lato anteriore del mezzo, hanno in mano la situazione e vivono nell’agio, mentre i poveri sono stipati a forza nella zona posteriore costantemente oppressi dalla milizia di coloro che risiedono nella testa del treno. Una realtà ancora molto attuale, nonostante la graphic novel sia stata rilasciata per la prima volta nel 1982.

Snowpiercer Squid Game

La profonda distinzione causa molto frequentemente delle feroci rivolte sociali, in cui gli abitanti della zona posteriore sono disposti a fare qualsiasi cosa pur di migliorare la propria condizione sociale. Ed è proprio sotto questo punto di vista che Snowpiercer richiama le atmosfere di Squid Game i cui protagonisti, presi dei margini della società sudcoreana, arrivano a mettere in gioco la propria vita pur di riuscire a raggiungere “la parte anteriore del treno”. Due facce della stessa medaglia, se così possiamo definirle.

Queste sono le opere che vi consigliamo di recuperare se avete apprezzato Squid Game. Siete pronti a tornare a vivere le atmosfere della serie battle royale? Continuate a seguirci su MonkeyBit per rimanere aggiornati sulle novità e per scoprire altre informazioni e approfondimenti per quanto riguarda videogiochi, film, serie televisive e fumetti!

El Camino

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