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Anya e il suo Fantasma

Spookomics: Anya e il suo Fantasma

L’adolescenza è un’età critica. Alla pressione e lo stress di mantenere dei buoni voti si aggiungono quelle di far bella figura davanti ai propri coetanei. Ma per quanto ci si sforzi, il rischio di diventare lo zimbello di tutta la scuola anche per un solo passo falso è sempre dietro l’angolo. Nel 2011, Vera Brosgol scrive una storia che parla proprio di questo, e lo fa talmente bene che Anya e il suo Fantasma riceve ben due prestigiosi premi l’anno successivo.

Dalla Russia con furore

Vera Brosgol, in arte Verabee, nasce a Mosca nel 1984 e la sua famiglia si trasferisce negli States quando lei ha cinque anni. Consegue una laurea in Animazione Classica presso il canadese Sheridian College e pianta le sue radici a Portland, Oregon nel 2005. Verso la fine degli anni 2000 lavora presso lo studio d’animazione Laika, curando gli storyboard ed il comparto artistico di Coraline e ParaNorman. Contemporaneamente, fra il 2006 e il 2009 lavora alla stesura di Anya e il suo Fantasma.

Come accennato precedentemente, la graphic novel viene pubblicata solo nel 2011 ma riscuote un successo tale da venire premiata ai Cybils Awards di quello stesso anno. Successivamente, nel 2012, l’opera della Brosgol si aggiudica un Harvey Award ed un Premio Eisner, due riconoscimenti fra i più prestigiosi in assoluto nell’ambito del fumetto made-in-USA. Ma di cosa parla esattamente questa storia?

Anya e il suo Fantasma

Anya e il suo Fantasma: una strana “amicizia”

Annushka Borzakovskaya, per gli amici Anya, è un’adolescente russa che vive con la madre ed il fratellino in uno Stato del New England. Pur abitando negli Stati Uniti da anni, la ragazza ha difficoltà ad integrarsi fra i propri coetanei che, nonostante tutti i suoi sforzi, sembrano non accorgersi della sua presenza. Gli unici momenti in cui le rivolgono la parola è per schernirla a causa della sua goffaggine o per il suo cognome impronunciabile.

Una mattina, dirigendosi a scuola attraverso il bosco, Anya precipita inavvertitamente in una buca. Fortunatamente riesce a cavarsela solo con una lieve ferita alla mano, ma adesso è bloccata sul fondo di un vecchio pozzo nel bel mezzo della foresta, con la sola compagnia di un vecchio scheletro umano. Le grida d’aiuto di Anya si perdono fra gli alberi.

Anya e il suo Fantasma

Il tempo passa ma nessuno è ancora capitato nelle vicinanze del pozzo. Dopo ore di grida disperate e fiato sprecato, Anya fa un incontro quantomeno inusuale. Le si palesa davanti un fantasma, lo spettro di una ragazzina che sembra avere più o meno i suoi anni e che si presenta col nome di Emily Reilly. Le ossa nel pozzo appartengono a lei e vi sono rimaste per oltre novant’anni.

L’indomani due persone capitate fortuitamente in quella parte del bosco traggono in salvo Anya, che saluta bruscamente lo spettro pensando di non doverla rivedere mai più e di potersi presto scordare di questa macabra e surreale esperienza. Tre giorni dopo il salvataggio, la ragazza è costretta da sua madre a tornare a scuola ed affrontare di nuovo quell’agghiacciante senso d’inadeguatezza.

Durante le lezioni, la giovane scopre di aver inavvertitamente raccolto una falange dello scheletro trovato nel pozzo, permettendo così allo spettro di poterla seguire al di fuori di quella buca infernale. Emily si rivela presto un prezioso alleato, aiutando Anya a copiare durante i compiti in classe ed a chiedere di uscire al ragazzo che le piace.

Anya e il suo Fantasma

Tutto sembra filare per il meglio, se non che la nuova amicizia col fantasma porta Anya a trascurare Siobhan, l’unica amica vera che aveva in favore della cerchia dei ragazzi più “cool” della scuola. Curiosamente, Emily sembra nutrire un interesse quasi morboso per la vita sociale di Anya e per il suo status, ed è determinata a far sì che la ragazza si metta insieme al ragazzo per il quale ha una cotta, anche dopo che questo si rivela essere un vero e proprio verme.

Con il riassunto intendiamo fermarci qui, anche perché vista la brevità del racconto stesso finiremmo per rovinarvi la lettura nel caso in cui ancora non abbiate potuto recuperarla. Nella sua interezza la graphic novel si può tranquillamente consumare nell’arco di mezz’ora, rendendola una storia leggera e dotata di quell’elemento sovrannaturale che calza come un guanto in questo periodo dell’anno.

I fantasmi del passato

Approcciandosi a questa graphic novel si può avere il sospetto di trovarsi davanti ad una banalissima commedia sovrannaturale mischiata con del teen drama pieno di cliché. Tuttavia, pur iniziando con la stessa premessa di un buddy film, Anya e il suo Fantasma finisce presto per prendere una piega inaspettata e straordinariamente matura. Ma andiamo con ordine.

La protagonista, ad esempio, è scritta benissimo. Pur risultando facile immedesimarsi in lei, soprattutto per una ragazzina della stessa età, non si ha mai l’idea che sia stata “progettata a tavolino” per abbindolare i teenager in cerca di una storiella che li rappresenti. Anya si sente grassa, imbranata e fuori posto, come molte sue coetanee, ma possiede abbastanza personalità da non risultare mai soltanto uno stereotipo.

Anya e il suo Fantasma

Ad arricchire il suo personaggio troviamo un background fortemente autobiografico che la Brosgol ha utilizzato per dare alla protagonista quel tocco di realisticità in più. Anya è una ragazza russa cresciuta fra le braccia dello Zio Sam, additata dai suoi coetanei come la bambina grassa e strana, che parla strano, si veste strano e che la domenica va in una chiesa strana. Maturando, Anya cerca di discostarsi il più possibile da quell’immagine di sé sperando di venire così accettata, con scarsi risultati.

Anche i temi trattati possono risuonare con gli adolescenti di qualsiasi generazione. Sentirsi esclusi e sbagliati è tremendo, soprattutto se per tutta la vita si è stati trattati come degli estranei. Tuttavia, basta guardarsi attorno per accorgersi che, forse, le cose non sono disastrose come sembrano. Quei pochi amici che abbiamo tengono a noi più di quanto non lo farebbero i ragazzini snob che tanto vogliamo impressionare. La nostra famiglia, per quanto imbarazzante e fastidiosa, farebbe di tutto pur di vederci felici.

Anya e il suo Fantasma

In Anya e il suo Fantasma la protagonista vede realizzarsi tutti i suoi desideri, ottenendo ottimi voti con il minimo sforzo e riuscendo ad interagire con le persone più popolari della scuola senza ricoprirsi di ridicolo. Allo stesso tempo finisce per perdere, senza neanche realizzarlo all’inizio, tutto ciò che già aveva. Dagli amici alla famiglia fin quasi alla sua identità (ricordando per certi versi Coraline, al quale Vera Brosgol stessa aveva lavorato).

In tutto questo il tratto della Brosgol è perfetto per raccontare le vicende narrate. Poche linee, forme semplici, volti espressivi e dagli occhi grandi. Sulle tavole le illustrazioni respirano grazie a pochissimi balloon ed alla (quasi) totale assenza di didascalie. Non mancano inoltre pagine completamente mute in cui sono solo i disegni a parlare. Si percepisce il background da storyboarder dell’autrice, che si serve di inquadrature costruite ad arte per impreziosire la narrazione.

Anya e il suo Fantasma

Anya e il suo Fantasma è un racconto fantastico e per certi versi spaventoso, incentrato su un’età critica che in molti, anche dopo averla superata, ricordano con orrore. L’autrice fa un lavoro eccellente nel mettere in scena le vicende narrate senza sminuire o esagerare le sofferenze dei suoi personaggi, invischiati in un periodo cruciale della crescita pieno di difficoltà. Eppure, è proprio affrontando quelle difficoltà che si imparano lezioni fondamentali su ciò che sarà la vita adulta fuori dai corridoi della scuola.

Avevate mai letto questa storia? Vi piacciono i racconti sui fantasmi? Se vi è piaciuto questo articolo potete recuperare l’episodio precedente di Spookomics su Batman Vampiro. Continuate a seguirci su MonkeyBit per rimanere aggiornati sulle novità e per scoprire altre interessanti informazioni e approfondimenti per quanto riguarda videogiochi, film, serie televisive e fumetti!

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