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Sonic Adventure

Sonic Adventure è ciò che manca alla serie, ma che non possiamo avere

Durante la celebrazione orchestrale dei trent’anni di Sonic the Hedgehog è parso innegabile come il porcospino blu si sia perso nel corso degli anni. Nel rivivere gli ultimi tre decenni con una lunga serie di canzoni, remix e medley – tutto di eccellente fattura – abbiamo capito che alcune casistiche sono purtroppo indifendibili: Shadow ha una pistola? Sonic con una spada? Tutto bene, SEGA? Due dei pochi titoli che davvero riescono a salvarsi da questa dinastia di incertezze sono probabilmente uno dei lasciti più importanti della serie. C’è davvero bisogno di dire che parliamo di Sonic Adventure e Sonic Adventure 2?

 

30 anni di confusione

Il franchise di Sonic, per quanto possa sembrare strano, può vantare di una notevole varietà di gameplay. Questo perché SEGA e i diversi team di sviluppo hanno sempre cercato di ottenere un livello di giocabilità che permettesse di rispettare il personaggio, con dinamiche e controlli veloci per necessità, ma al contempo anche di rendere i titoli accessibili alle grandi masse. L’obiettivo era (ed è) incredibilmente difficile da raggiungere dato che SEGA voleva che il gameplay dei giochi di Sonic fosse abbastanza equilibrato da piacere sia a dei giocatori più generici che agli appassionati, che fanno parte di una nicchia particolarmente grande.

Per riassumere, un gioco di Sonic dovrebbe godere di un’elevata dinamicità, risultando al contempo visivamente comprensibile e apprezzabile anche da chi non è amante di questa tipologia di titoli. Un traguardo lontano, che dimostra perché nel corso degli anni SEGA non è mai riuscita ad accontentare nessuno: di fatti, pensiamo a quanto siano differenti giochi come Sonic Unleashed e Sonic Lost World, due titoli completamente differenti ma che condividono protagonista e alcune dinamiche. Nessuno dei due è riuscito a piacere sia agli appassionati che ai giocatori più generici, non a caso.

Dopo oltre 20 anni di tentativi fallimentari, alcuni anche molto emblematici come Sonic 2006 o il più giovane Sonic Boom: Rise of Lyric, rivedere al passato ci ha fatto capire (o forse “ricordare”) perché Sonic Adventure e Sonic Adventure 2 sono ancora oggi ricordati con grande nostalgia e come i titoli migliori della serie pubblicati finora. Torniamo quindi indietro di più di venti anni ed effettuiamo un processo di retro-ingegneria su questi giochi, cercando di capire cosa è andato bene e cosa, da quel momento in poi, è cominciato a mancare.

Sonic Adventure

Sonic Adventure, la formula del successo

Partiamo da un concetto molto basilare, l’ingrediente segreto che ha reso il modello “Adventure” così perfetto allora, e anche oggi di fronte alle attuali produzioni: il trucco sta nel gameplay. Sonic non può essere un prodotto di nicchia, né può esser ridimensionato per piacere esclusivamente alle grandi masse, quindi bisogna necessariamente bilanciare l’alta velocità a un buon level design e a un altrettanto efficace feedback visivo di ciò che avviene su schermo. Ciò significa che il giocatore deve avere una chiara cognizione di ciò che avviene su schermo, assaporando al contempo la velocità di Sonic.

Questo funziona particolarmente bene con Sonic Adventure e Sonic Adventure 2 perché i titoli presentano una struttura molto lineare di progressione nei livelli, lasciando al giocatore la possibilità di muoversi anche in micro-sezioni dove possono trovare diversi nemici, scorciatoie o oggetti speciali, tutti elementi di gameplay che non rallentano mai l’azione ma anzi mantengono sempre alta la giocabilità e, al contrario, che mancano nei titoli più recenti.

Le aree in cui dobbiamo unicamente correre sono poi spesso condite dalla presenza di rampe, zone più in alto che permettono di accorciare i tempi, nemici, elementi ambientali unici per ogni livello che donano più varietà al gameplay. Senza poi dimenticare che tutti i livelli sono differenziati in struttura, ambientazione e comparto sonoro, oltre che a diversificarsi in base ai personaggi giocabili. Uno degli elementi che più ha caratterizzato i due Sonic Adventure è infatti la possibilità di vestire i panni di Tails, Knuckles, Amy Rose, poi anche Shadow the Hedgehog, Rouge e addirittura il Dr. Eggman in persona.

Sonic Adventure 2

Il risultato finale è un comparto ludico variegato come non se ne sono mai visti nella serie, che offriva così tanta diversità di gameplay che chiunque si sarebbe potuto divertire. Alcune sezioni, come quelle di Knuckles e Rouge in Sonic Adventure 2, o i terribili livelli di Big the Cat, rischiano fin troppo spesso di cadere nell’errore della ripetitività, ma riescono comunque a diversificare l’intera offerta ludica. Questo risultato è poi stato ripreso nel sequel Sonic Heroes, che puntava proprio sul valorizzare le diverse capacità dei personaggi in relazione a un level design strutturato tenendo proprio questo aspetto in mente.

Ciò che ne è venuto fuori non è poi così male, soprattutto se consideriamo i titoli che ne sono succeduti, ma con i due Sonic Adventure il risultato è stato ampiamente superiore proprio perché i livelli erano progettati tenendo a mente il gameplay di ogni singolo personaggio. Unisci questa formula a tantissima varietà scenica e un pizzico di ambizione – che a inizi 2000 era pane per i denti degli sviluppatori – ed ecco come risultato un mix di innovazione, tradizione, divertimento e stile. Perché si, i due titoli mantengono come pochissimi altri la personalità caratteristica dei personaggi, segno di una grande cura anche nel character design.

Sonic Adventure è ciò che tutti vogliamo, ma che non possiamo avere proprio perché non è più possibile ottenere un risultato così tanto equilibrato. Gli standard ludici attuali difficilmente permetterebbero di ottenere un gameplay così bilanciato e difficilmente SEGA punterà verso quella direzione. Proprio per questo motivo non nutriamo grandi speranze in Sonic Rangers (anche SEGA, per sbaglio, lo ha chiamato così ormai), a meno che non si riesca davvero a creare un comparto ludico che faccia coesistere controlli, level design ed esplorazione come lo facevano i due Sonic Adventure. Tuttavia, la speranza è sempre l’ultima a morire. Magari crediamo ancora nell’arrivo di Sonic Adventure 3.

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