MonkeyBit

Rainbow Six Siege
Song of Horror

Song of Horror Recensione: un tuffo in un oscuro passato

Song of Horror è un titolo indipendente prodotto da Protocol Games con un grande obbiettivo, riportare in auge gli antichi survival horror. Guardando un semplice teaser, il gioco rimanda molto a Silent HillAlone in the Dark, facendoci fare un salto carpiato indietro nel tempo. Ora però siamo nel 2021 e le cose sono cambiate tantissimo rispetto ad allora: certi fattori che 20 anni fa facevano impallidire ora sono diventati semplici cliché telefonati con largo anticipo. Come nel caso di 30XX, di cui lasciamo la recensione qui, un titolo può essere valido anche se riprende direttamente uno stile ormai superato, buttiamoci quindi in questa epopea dalle tinte molto scure.

Una trama tra le righe

Song of Horror racconta la storia di un investigatore che viene richiamato in una abitazione in cui avvengono fenomeni paranormali per capire che fine abbia fatto la famiglia Husher. Questi vengono causati da un’entità denominata “Presenza” che si potrà manifestare in tantissimi modi diversi. Gli eventi andranno dallo sbattere vigoroso di una porta, fino allo spegnimento delle luci e passando per vere e proprie trappole mortali.

Questa casa avrà un’incredibile e profondissima storia da raccontare, su di essa e su di noi. Il nostro personaggio però non sarà da solo in questa avventura ma potrà contare su una serie di sostituti nel caso succedesse qualcosa di grave. Gli altri ispettori difatti prenderanno il posto del “protagonista” Daniel nel caso dovesse morire per mano di questa strana presenza. Le vite quindi saranno limitate al numero degli ispettori disponibili e dopo queste, game over.

Song of Horror

Gameplay datato e nostalgico

I personaggi che utilizzeremo durante la nostra avventura saranno dotati di abilità e caratteristiche peculiari che non andranno a variare molto la formula del gameplay. Oltre alla loro storia difatti, comunque interessante e piacevole da approfondire, non abbiamo tantissimi motivi per preferirne uno rispetto agli altri. Nonostante questo però sarà difficile vedere questi personaggi come semplici “vite” dato che l’atmosfera e le inquadrature, a volte davvero claustrofobiche, riusciranno a farci condividere con loro la solita paura.

Delle scelte grafiche parleremo più avanti, ora invece concentriamoci sul gameplay, tanto ansiogeno quanto in parte invecchiato. La maggior parte del tempo la passeremo ad esaminare documenti e oggetti sparsi per tutte le varie aree o a scappare dall’entità. Contro di questa non avremo delle vere e proprie armi ma solo il nostro sangue freddo nel valutare le situazioni.

Quando stiamo per aprire una porta non possiamo sapere cosa ci si parerà oltre, quindi è bene dare prima un’origliata, entrare in una stanza completamente buia in cui abbiamo sentito dei passi non sarà mai la scelta migliore. Come vi abbiamo detto poco fa, non avremo nessun arma a nostra disposizione e dovremo nasconderci dentro posti specifici, come armadi o piccoli ripostigli, quando la situazione diventa troppo pericolosa.

Sentendo delle porte sbattere o cercando di mantenere chiusa una porta dal nostro nemico, i nostri battiti aumenteranno, aumentando così il panico del personaggio e la sua possibilità di essere preso. Andare dritti per la tangente quindi renderebbe il titolo molto più veloce e divertente ma anche rischioso e pieno di spaventi terribili. Questo modo di fare horror riesce a creare nel giocatore una vera paura e ansia e riesce a farlo immedesimare incredibilmente con il personaggio giocato.

Song of Horror

Atmosfera cupa e vincente

Per quanto il titolo presenti una grafica tutto sommato mediocre, l’atmosfera che si viene a creare in quella abitazione è qualcosa che fa davvero impressione. Corridoi pieni di porte laterali dalle quali in qualsiasi momento potrebbe uscire qualcosa, stanze minuscole in cui riusciamo a vedere solo il personaggio e degli angoli bui, sono solo alcuni degli ambienti più spaventosi di Song of Horror. Anche un semplice balcone, luogo di collegamento con il mondo esterno e quindi tendenzialmente un posto che ci trasmette sicurezza, riesce a farci fare dei respiri pesantissimi per la perfetta disposizione delle telecamere. A volte queste non aiutano a fornire una visione chiara dell’ambiente ma si riesce a perdonare anche questo quando abbiamo davanti a noi così tante scene diverse.

Nei momenti più critici però ci troveremo davanti a primi piani del nostro personaggio, con tanto di urla di terrore per enfatizzare il momento. Queste scene sono abbastanza prevedibili e facilmente evitabili con qualche accortezza. I modi in cui il nostro personaggio morirà sono interessanti ma avremmo preferito un’apertura delle porte in prima persona, come nei classici Resident Evil, per aumentare la tensione in un momento così delicato. La presenza è un essere terribile e che incuterà tantissimo timore ma manca tutta la parte cruenta che serve a conferirle quella nota macabra e violenta.

Song of Horror

In conclusione…

Su Song of Horror crediamo di aver detto quasi tutto. A livello di ambientazione abbiamo parlato solo del primo episodio per non anticiparvi nulla, ma sappiate che ne avremo ben cinque a disposizione. Ognuno di questi condividerà la stessa formula nel gameplay ma servirà a condire ancora di più il quadro sulla storia avvincente e terrificante del titolo. Cercando di tirare le somme, non possiamo dire che il titolo di Protocol Games sia adatto a tutti. Chi cerca solo il jumpscare o un’esperienza rapida e dolorosa non si riuscirà a godere a pieno il gioco in questione. Se invece volete godervi una storia avvincente condita da una lugubre atmosfera ansiogena e avete la possibilità di dedicare a un titolo tutto il tempo che necessita, Song of Horror è sicuramente l’opera che fa per voi.

Per altre recensioni, contenuti originali e news, continuate a seguirci qui su MonkeyBit e sui nostri social. Il titolo è disponibile per PlayStation 4, Xbox One e Steam nella sua Complete Edition (dove sono racchiusi tutti e cinque gli episodi).

Song of Horror
8.0 / 10 VOTO
PRO
    - Un'esperienza terrificante e ansiogena.
    - Apprese le base dai capisaldi del genere, non sono stati fatti gravi errori
    - Un titolo piacevole da approfondire ed esplorare...
CONTRO
    - ... se però siete disposti a dedicargli molto tempo
    - Comparto grafico e regia migliorabili
VOTO

 

Rainbow Six Siege
El Camino

What's your reaction?

Developed by SpawnLab