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Solar Opposites

Solar Opposites: Recensione della prima stagione

Solar Opposites è una serie animata per adulti targata Star che potete trovare su Disney+. Negli Stati Uniti è stata pubblicata la prima stagione su Hulu (una piattaforma streaming che in Italia non esiste) dall’8 maggio 2020, mentre la seconda dal 26 marzo 2021. In Italia invece, sono stati distribuiti settimanalmente dal 23 febbraio gli otto episodi della prima season su Star (la sezione nuova di Disney+), che si è conclusa oggi; la seconda debutterà sempre nello stesso posto dal prossimo 9 aprile. Solar Opposites racconta la storia di una famiglia aliena che si schianta sulla Terra. La famiglia è composta da Korvo, che odia gli umani, Terry, che invece li ama, e i due replicanti Yumyulack e Jesse, i quali si atteggiano nella stessa maniera rispettivamente di Korvo e Terry.

Avevamo realizzato un’anteprima dei primi due episodi dell’opera. In generale, eravamo rimasti entusiasti e ci eravamo contenuti per non elevare subito il prodotto. Ebbene, dopo ben otto puntate dalla durata di 22 minuti ciascuna cosa possiamo dire? Il nuovo lavoro firmato Justin Roiland (il co-creatore di Rick e Morty) è fresco, divertente, sardonico e con due episodi davvero straordinari. Ci aveva convinto in particolare un aspetto narrativo: al contrario di Rick e Morty, questa serie segue due coppie (Korvo-Terry, Yumyulack-Jesse) e gestire due storyline, spesso agli antipodi, in un così breve timing non è cosa facile. Eppure, nelle ultime puntate, nello specifico la 6, la 7 e la 8, si toccano livelli di storytelling veramente alti. Il divertimento è assicurato e, dopo la prima stagione, possiamo dire che Solar Opposites è un degno rivale di Rick e Morty. Nel caso voleste recuperare questo gioiellino vi lasciamo il trailer ufficiale.

Solar Opposites: citazioni pop e tanta inventiva splatter

Solar Opposites è pieno di citazioni. Harry Potter, Star Wars, Mission: Impossible, Terminator e chi ne ha più ne metta. Non è una novità che nell’animazione adulta si destrutturino o si parodizzino i cult o i classici: basti pensare ai Griffin o a Futurama (che trovate entrambe sempre su Star), dove le sequenze più iconiche di queste serie, spesso, provengono da parodie (il “sss ahhh” di dolore di Peter Griffin appartiene all’episodio parodia de La Fabbrica di Cioccolato). La bellezza di Solar Opposites che la contraddistingue dalle sopracitate sta però nell’inventiva splatter. C’è tantissimo sangue, scene “alla Tarantino”, dialoghi grotteschi e molto altro. Fin dal primissimo episodio con il gigantesco Funbucket possiamo godere di una tanto catartica quanto finta ed estrema rappresentazione della violenza che non annoia mai, seppur talvolta eccessiva.

Solar Opposites

Da Tarantino riprende anche il barocchismo dei dialoghi. Alcune scene fanno ridere a crepapelle non tanto per ciò che viene detto o per l’assurdità, quanto piuttosto per il climax che si genera: diventa una gara a chi la spara più grossa. Solar Opposites infatti presenta una scrittura raffinatissima tra dialoghi politicamente scorretti – ma sempre schierati – sequenze d’azione ideate con grande classe e citazionismo “colto” che non guasta mai (negli ultimi secondi del terzo episodio viene citata La Danza dell’espressionista francese Henri Matisse). D’altro canto, il cinema e la serialità popolare devono – almeno per me – istruire attraverso una fruizione leggera; in tempi in cui i parallelismi vengono spammati sui social – o quantomeno il feed di Instagram di chi scrive ne è pieno – anche solo inserire un micro-riferimento ad un così importante Maestro della pittura, permette al pubblico di conoscere le opere del passato. Non dimentichiamo che l’intrattenimento, se fatto bene, è grande tanto quanto l’opera più “d’autore” che esista.

“La ripetitività di certi frangenti rende Solar Opposites più pesante di quello che dovrebbe e vorrebbe essere”

Nella serialità animata adulta spesso le animazioni sono minimaliste e non cercano virtuosismi estetici. Nonostante ciò Solar Opposites, come anche Rick e Morty, ha alcune sequenze sci-fi molto interessanti. Sia perché la fantascienza è un genere che permette di sperimentare, sia perché, diciamoci la verità, vedere degli alieni un po’ scemi che devono distruggere le loro stesse creature è sempre divertente. Uno dei problemi che, molto spesso si genera nel corso dei primi episodi, è il ritmo. Infatti, la ripetitività di certi frangenti rende Solar Opposites più pesante di quello che dovrebbe e vorrebbe essere. Intendiamoci, è un difetto riscontrabile soprattutto nelle prime puntate, mentre le ultime sono quasi intoccabili.

Disney+

Purtroppo vi è una forte discontinuità tra gli iniziali quattro episodi e i restanti. Nei primi ci troviamo di fronte ad un ottimo progetto in potenza, ma in atto molto meno affascinante. Solar Opposites, a conti fatti, ha dovuto metterci tempo per esprimere tutto il proprio potenziale e ci sentiamo di dire che il settimo e l’ottavo episodio sono davvero perfetti. Peccato, perché sarebbe bastata un po’ di costanza in più per definire questa serie come cult istantaneo e nuova frontiera della serialità animata adulta, ma, ahimé, non è stato così.

La sottotrama del muro

Senza spoilerare nulla, c’è una bacheca di Yumyulack dove vengono inseriti esseri umani, che sono stati rimpiccioliti dal piccolo replicante. Essa è gestita da un tiranno che si fa chiamare Duca. Questa sottotrama è forse più bella e interessante della storia al di fuori di essa. Come mai? Per diversi motivi: innanzitutto per il design: uno stuzzicadenti diventa un’arma letale, i Lego corazze, ma non diciamo altro per non rovinarvi la sorpresa. In secundis, per la sopravvivenza descritta (un topo diventa un animale da cui mungere il latte), per l’esplosione grottesca di violenza e soprattutto perché è protagonista dell’episodio più bello della serie, il settimo.

Solar Opposites

C’è poco da fare, la settima puntata è a suo modo un lavoro eccezionale che ingloba tutti i pregi della serie e ne limita i difetti. Le citazioni sono affascinanti; il racconto si sviluppa con un’efficace linearità: non si perde in micro-storyline come succede nei primi episodi; la violenza è dosata e diverte; l’assurdità di alcune scene rasenta la perfezione; il finale è pazzesco; insomma tutto funziona. Se bisogna trovare un (grosso) problema nell’episodio, è assurdo che la puntata più bella e divertente di Solar Opposites sia quella in cui i protagonisti appaiono come se fossero cameo. Dunque, viene spontaneo chiedersi se il più evidente errore della realizzazione stia nella struttura narrativa che, come detto nei paragrafi precedenti, è complicata e spezzetta troppo il ritmo. Se in ogni episodio tocca gestire tre storyline distinte (Korvo-Terry, Yumyulack-Jesse e Pupa) in 22 minuti, è normale che, o vengono risolte troppo in fretta, o troppo lentamente. Fortunatamente però, l’ottavo, che al contrario del settimo presenta le solite tre diramazioni di trama, dimostra che il ritmo della puntata può essere bilanciato e risultare (quasi) altrettanto meraviglioso. Aspettiamo trepidanti la seconda stagione per vedere se riusciranno a giostrare meglio il potenziale di Solar Opposites.

Conclusioni

Solar Opposites è una serie animata che diverte, intrattiene e in alcuni episodi è veramente sorprendente. Purtroppo, è ancora presto per gridare al miracolo e alla nuova frontiera dell’animazione per adulti a causa di ritmi troppo discontinui e un netto dislivello tra i primi e gli ultimi episodi. Il settimo e l’ottavo episodio rasentano la perfezione e, forse, con la seconda stagione in arrivo su Disney Plus dal prossimo 9 aprile, potremo finalmente gioire senza alcuna riserva. Sicuramente, il progetto merita una visione.

Solar Opposites stagione 1
7.3 / 10 VOTO
PRO
    - Il divertimento è assicurato
    - Le scene splatter sono realizzate molto bene
    - La scrittura è molto raffinata
    - La sottotrama del muro è meravigliosa
CONTRO
    - La serie ha un dislivello tra i primi e gli ultimi episodi
    - Il ritmo è troppo discontinuo in alcuni frangenti
    - La struttura narrativa di alcuni episodi è difettosa
VOTO
El Camino

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