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Snowpiercer Jennifer Connelly

Snowpiercer Anteprima dei primi 5 episodi

Abbiamo avuto l’occasione di vedere in anteprima i primi 5 episodi di Snowpiercer, la nuova serie originale Netflix ispirata all’omonimo film di Bong Joon-ho disponibile dal 25 maggio. Il film era tratto a sua volta dal fumetto francese Le Transperceneige. La serie ha avuto una produzione travagliata: ha infatti cambiato showrunner e regista mentre era in fase avanzata. Probabilmente ne ha risentito la qualità della serie visto che non è una serie riuscita completamente. Di seguito trovate anche il trailer ufficiale.

Lo Snowpiercer è magnifico

Partiamo subito col dire che il treno che dà il titolo alla serie, lo Snowpiercer, è splendido e le quattro macroaree di esso (il Fondo, la terza classe, la seconda e la prima) sono tutte curate da scenografie perfette per il mood che devono rappresentare. Abbiamo apprezzato in particolare la Carrozza Notturna, la “Svizzera” delle tre classi dove tutti i passeggeri possono salire senza problemi. La serie, al contrario del film, ci presenta subito tutte le aree del treno in quanto i personaggi, per scoprire l’assassino, si spostano da una carrozza all’altra.

Se nel film avveniva una vera e propria scalata sociale dal Fondo alla testa, nella serie, al contrario di ciò che ci era parso dal trailer, nella prima metà è interamente dedicata all’investigazione del protagonista, un ex detective della squadra omicidi. Questa tinta crime, seppur non esente da difetti, è stata una gradita sorpresa. Infine, un’altra distinzione importante tra i due media audiovisivi è la struttura della narrazione: quella della serie è corale, mentre quella del film seguiva passo passo la rivoluzione del protagonista Curtis, interpretato da Chris Evans.

Una sceneggiatura deludente

La sceneggiatura della pellicola di Bong Joon-ho era meravigliosa e raccontava la lotta di classe attraverso un film di genere splendido, mentre la serie è scritta in maniera completamente differente. Molti personaggi, tra cui il protagonista Andre Clayton, hanno poco approfondimento, sembrano abbozzati e privi di un reale spessore che possa incidere nei successivi cinque episodi. Inoltre, la recitazione di alcuni attori lascia molto a desiderare specialmente quella di Daveed Diggs, che interpreta Andre Clayton.

L’evoluzione crime dell’omicidio di terza classe è più che godibile anche se talvolta casca in stereotipi del genere e, in una serie ambientata in un treno così particolare che poteva dare largo spazio all’immaginazione, avremmo preferito non ce ne fossero. Infine, molti dialoghi sono superficiali. I personaggi dicono infatti frasi stereotipiche e/o di circostanza scadendo nel banale in più frangenti. Per quanto riguarda la già citata componente investigativa, i dialoghi in questo campo sono molto classici, fin troppo talvolta.

Snowpiercer

Jennifer Connelly in uno stato di grazia

Come già detto, i personaggi del film, a causa del poco spessore che hanno e della recitazione pessima di alcuni, non sono certamente memorabili. Tutto questo però non si può dire di Melanie Calvill, la donna interpretata da Jennifer Connelly. L’attrice è in una forma smagliante, recita divinamente dando la giusta freddezza al personaggio e dandole un carisma incredibile, necessario per il ruolo che copre all’interno del treno. Inoltre, il cliffhanger finale del primo episodio amplierà notevolmente l’importanza di Melanie e vi spingerà a scoprirne ogni sfaccettatura. Nel film di Bong un ruolo simile era quello di Tilda Swinton; eppure i due personaggi sono estremamente differenti: Swinton è decisamente sopra le righe, mentre Connelly è fredda, cinica e ha una responsabilità enorme nel treno dalle 1001 carrozze.

La tematica della gestione del potere

Abbiamo già detto che il tema del film del premio Oscar Bong Joon-ho (Parasite) è la lotta di classe e la sua correlazione intrinseca con la natura umana: egoista e senza scrupoli. La serie non abbandona questa tematica – anche se finora è stata messa in secondo piano – ma ne aggiunge un’altra: la gestione del potere. Parlare di responsabilità verrà naturale dopo aver assistito ai diversi colpi di scena. Infatti, tutto all’interno dello Snowpiercer funziona grazie alla comunicazione tra il signor Wilford e i suoi passeggeri, e se questa viene meno si rischia l’estinzione. Il montaggio aiuta molto a comprendere al meglio le meccaniche di interconnessione del treno: si passa costantemente da una classe all’altra con i relativi abitanti e i loro lavori. La terza in particolare è la più importante perché è lì che viene svolta la manutenzione del treno.

Purtroppo abbiamo riscontrato un troppo scarso approfondimento della seconda classe, ma siamo fiduciosi che le verrà dato più spazio nella seconda metà della stagione. Infatti, essendo in mezzo alle altre due potrebbe ribaltare le sorti della rivoluzione imminente. Alle altre tre aree è invece dedicato il giusto tempo all’interno della narrazione: nessuna prevarica l’altra.

Snowpiercer

Cosa ci aspettiamo dai prossimi episodi di Snowpiercer

Dopo l’interessante idea crime ci aspettiamo (e speriamo) che venga sviluppata la tematica della lotta di classe senza però sfociare in un mero action. Le potenzialità per diventare un’ottima serie di intrattenimento le ha tutte; e speriamo vivamente che non vengano scemate nel tempo. Infine, vi consigliamo di recuperare Snowpiercer di Bong Joon-ho per comprendere meglio le differenze tra la serie e il film. Restate sintonizzati su MonkeyBit per altre news su cinema, serie TV e videogiochi.

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