MonkeyBit

Rainbow Six Siege
The Legend of Zelda Skyward Sword HD

Skyward Sword è il miglior Zelda, superando Breath of the Wild

Io amo Skyward Sword, e lo dico mandando in frantumi le regole del buonsenso editoriale. Uno strappo alla regola voluto, emblema della necessità – quasi morbosa – di gettare le premesse per un’opinione tristemente impopolare. The Legend of Zelda Skyward Sword è quello che più posso rilegare come “gioco preferito di tutti i tempi”, ancor più di Metal Gear Solid 3: Snake Eater. Ripetere questa frase dopo quasi dieci anni dal rilascio originale su Wii è diventato inevitabilmente ridondante e a tratti la potenza emotiva di questo presupposto perde quell’epicità che ne evidenziava le capacità ludiche e narrative dell’opera.

Sarà stato l’annuncio di Skyward Sword HD, che qualcuno qui aspettava dai tempi di Wind Waker HD su Wii U (sono passati 8 anni), a riaccendere quella fiamma, ricordi di giorni in cui la scoperta era all’ordine del giorno e si percepiva il dolce sapore della varietà di design che si avvicinava pericolosamente al concetto di perfezione. Skyward Sword è perfetto, alla faccia di chi punta il dito verso dei controlli poco convincenti e pensa che l’esplorazione non sia qualitativamente valida quanto quella dei precedenti capitoli.

La verità è che Skyward Sword potrebbe essere senza troppi problemi il miglior Zelda mai realizzato, superando anche il più recente Breath of the Wild. Tuttavia, è bene anche considerare che ciò che rende tale un capitolo di Zelda è un concetto altamente soggettivo ormai. La formula della serie ideata dal genio di Miyamoto ha subito negli anni numerose rielaborazioni, trovando nel più recente Breath of the Wild la sua forma definitiva, come una promessa per un futuro differente. Skyward Sword è, come Eiji Aonuma stesso ricorda nel video promozionali della versione HD, il capitolo che seguiva ancora le convenzioni della serie prima del netto distacco del 2017.

Skyward Sword contro Breath of the Wild, il classico contro il nuovo

Possiamo quindi considerare l’esistenza di due modelli, quello classico e quello moderno, di Breath of the Wild. Quando affermiamo che Skyward Sword è il miglior titolo della saga lo facciamo tenendo a mente gli elementi che componevano quella “convenzione”, di cui parlava Aonuma: le componentistiche ludiche e narrative che fanno parte dell’opera non possono che essere descritte come perfette, il plus ultra di ciò che dovrebbe essere un gioco di Zelda. Prima di ricordare il gameplay del titolo, è bene partire da un aspetto fondamentale di Skyward Sword, con cui riesce a superare addirittura il suo successore.

The Legend of Zelda Skyward Sword HD

L’opera presentava un comparto narrativo complesso fatto di emozioni, espressioni facciali elaborate, colpi di scena e addirittura lunghe cinematiche che arricchiscono la trama. Al contrario di Breath of the Wild, che unisce la storia al gameplay con l’interessantissimo stratagemma dei ricordi di Link, Skyward Sword resta ancorato agli standard narrativi classici, e lo fa condendo le vicende con personaggi incredibilmente carismatici, luoghi sempre differenti e ben caratterizzati, e soprattutto un fine definito. Link deve salvare Zelda che non è una principessa, sua sorella o una persona incontrata una singola volta, bensì è la ragazza che lui ama.

Link come collegamento definitivo con il giocatore

The Legend of Zelda Skyward Sword parla di amore, di nascita e di scoperte, e lo fa sorprendentemente bene, toccando le corde emotive giuste ed elaborando nel giocatore un’incredibile quantità spropositata di differenti sensazioni, raggiungendo con facilità la punta di diamante dell’epica zeldiana. Di fatti il level design, altamente variegato e studiato nei minimi dettagli, contribuisce a creare un’avventura molto più diversificata di quella che possiamo interpretare in Breath of the Wild, seppur brutalmente più lineare.

Potremmo puntare il dito anche contro dei controlli poco adatti a un pubblico più mainstream, ma che donano un livello di immersività unico nel suo genere, e che poche volte abbiamo potuto provare con un videogioco. In Skyward Sword vestiamo i panni di Link quasi letteralmente, e la possibilità di muovere la spada e lo scudo rendeva l’esperienza complessiva decisamente peculiare.

The Legend of Zelda Skyward Sword HD

Doversi letteralmente muovere per combattere i nemici o per risolvere enigmi ambientali ha contribuito a tramutare le diverse situazioni del gioco in uno sforzo reale, ricreando in noi una forte riconduzione tra ciò che avviene su schermo e l’impatto emotivo che percepiamo: durante gli scontri, dover colpire i nemici da una specifica direzione o mettere davanti a noi lo scudo in un preciso momento faceva sentire come se gli attacchi andavano davvero a segno, come se un lizalfos stava davvero per colpirci.

Skyward Sword, uno “Zelda semplice” ma perfetto

Così come Skyward Sword, però, non possiamo neanche dire che Breath of the Wild sia perfetto nel modo più assoluto del suo termine. Trattandosi di un gioco progettato tenendo a mente la necessità di rompere alcuni dogmi, è più che lecito che alcuni elementi ludici non siano stati coesi correttamente tra gli altri. Bilanciare un’opera di tali dimensioni e dalla così elevata ambizione è estremamente arduo, e comprendiamo come alcune piccolezze possano essere sfuggite.

Andare contro le convenzioni di Zelda ha reso inevitabile l’abbandono di tante componentistiche, come i dungeon per come li abbiamo conosciuti prima o anche per lo stile narrativo. Per quanto la scelta di quale formula sia la migliore derivi soprattutto dai gusti personali dei singoli, è innegabile che Skyward Sword rappresenta la magnum opus della classicità zeldiana in quanto Breath of the Wild non può ricoprire quel ruolo per sua stessa natura. 

The Legend of Zelda Skyward Sword HD

Specifichiamo che non vogliamo criticare negativamente l’ultimo capitolo della serie, dato che riconosciamo – con oggettività – che stiamo comunque di un gioco groundbreaking ai livelli di Skyrim e Ocarina of Time. Skyward Sword non è uno di questi, non possiamo negarlo, ma è riuscito a imporsi come il capitolo della serie perfetto, che meglio rappresentava gli elementi che rendevano tale la leggenda di Zelda.

La soggettività dell’opinione è evidente, ma provate a ricordare la maestosa varietà dell’avventura, le emozioni che la Spada Suprema ha infuso in noi, l’epicità che trasudava anche dalla boxart del gioco. Siamo sicuri che possiamo far pesare così tanto quei piccoli difetti? Ma magari questa è la semplice opinione di un giocatore qualunque, che si è messo le mani tra i capelli quando sullo schermo a 480p è apparso il logo di Skyward Sword dopo ore di avventure, gioia, rabbia, paura, colori, odori e sapori. Sapete che vi dico? Va bene così. Non vedo l’ora di tornare a estrarre la spada dalla statua della Dea, e dare il via alla saga di The Legend of Zelda ancora una volta.

Rainbow Six Siege
El Camino

What's your reaction?

Developed by SpawnLab