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Sex Education

Sex Education 3 Recensione: il teen drama migliore di sempre

Sex Education tornerà ufficialmente sui nostri schermi dal 17 settembre, su Netflix. Questa produzione britannica ci aveva già fatto appassionare nelle scorse due stagioni grazie al suo stile unico e alle tematiche particolarmente interessanti e coinvolgenti; ve lo assicuriamo, le promesse sono state non solo mantenute, ma superate.

In questo spettacolare show firmato Laurie Nunn, le emozioni sono tante e i temi particolarmente ben trattati. Noi abbiamo avuto modo di vedere questa stagione in anteprima e con nostro grande stupore non solo abbiamo ritrovato i tratti artistici a cui ormai ci eravamo affezionati, ma abbiamo riscontrato un grande miglioramento qualitativo su più fronti.

Ma dove eravamo rimasti? Dopo i problemi creati da Otis durante l’ultima festa, quest’ultimo ha provato a chiedere scusa a Maeve, confessando anche il suo amore per lei. Peccato che l’abbia fatto con un messaggio in segreteria, prontamente cancellato da Isaac per gelosia. Sex Educations 3 non riprende esattamente da questo punto, ma passata l’estate. Otis e Maeve sono rimasti lontani, tutti sono andati avanti con le loro vite e tutti hanno dimenticato la clinica del sesso… o quasi.

Sex Education: una scuola progressista

La stagione si apre con l’arrivo di Hope, la nuova preside della scuola. Dall’apparenza giovanile e conviviale, col tempo la nuova preside si scopre essere una sottospecie di despota, ignorante del mondo adolescenziale e non solo. Restrinzioni dopo restrinzioni, nel tentativo di riportare in auge il liceo Moordale, non fa altro che mettersi contro l’intera scuola. Le ingiustizie subite sono tante, innumerevoli, specie verso le sfumature LGBTQ+.

La tematica, in questo caso, è affrontata nel modo migliore e più approfondito possibile. I non binary vengono finalmente rappresentati nel modo giusto, anche in rapporto ad una relazione Queer, che coinvolge uno dei personaggi più amati. Tutti gli studenti si riuniscono per opporsi a questo dominio pieno di pregiudizi, portando con onore e orgoglio il nome di “scuola del sesso”.

Sex Education

Al tempo stesso, le discriminazioni della Preside Hope si dispiegano in più di un senso: contro le forme d’arte, le particolarità e qualsiasi stravaganza considerata fuori dal normale. Ad esserne vittima è anche la nostra appassionata di alieni preferita, Lily Iglehart. Il suo sentirsi diversa e in un certo modo esclusa è mostrato bene all’interno di tutta la serie, ma specie in questa stagione.

A soffrire di discriminazione è anche, fra gli altri, Jean Milburn. La sua gravidanza in tarda età è sì un possibile rischio, ma anche un continuo promemoria di quanto la giovinezza possa essere un bene di lusso. Jean vive praticamente da sola la sua maternità, senza aiuto da parte di nessuno, e il sistema non fa altro che sbatterle in faccia quanto una donna sola possa essere inutile e in difficoltà senza un uomo al suo fianco.

“Sex Education non è solo l’esaltazione dell’adolescenza, ma dell’essere umano”

È l’amore ad essere il filo conduttore di questo magico viaggio. Quello fra Otis e Meave, fra Otis e (in qualche strano modo) Ruby, fra Adam ed Eric, fra Ola e Lily, fra Jean e Jakob. Ma c’è anche l’amore amicale, quello di una madre per la propria figlia e la propria famiglia e, sopratutto, quello per se stessi.

Sex Education non è solo l’esaltazione dell’adolescenza, ma dell’essere umano. In questa stagione assolutamente stupefacente, è l’orgoglio e l’amore per se stessi e per la propria libertà ad essere la spinta promotrice di ogni singola azione. Più di ogni altra cosa, è bellissimo vedere tutti i personaggi, anche quelli che prima si odiavano fra loro, unirsi per dimostrare il proprio essere, la propria identità.

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La trama è davvero ben costruita: l’allontanamento momentaneo di Otis e Maeve permette di dare più spazio non solo ai due protagonisti come singoli, ma anche a tutti gli altri personaggi di coro. Otis è più duro, non ha più voglia di spendere il suo tempo per aiutare gli altri, anche se in fondo ne sente il richiamo. Maeve si occupa finalmente di sé stessa e della sua famiglia, scegliendo di migliorare la propria vita piuttosto che quella degli altri.

Anche i personaggi laterali vengono quindi approfonditi, portando con sé tante tematiche delicate. Ola fa ancora i conti con la perdita della madre; Aimee comprende finalmente che non è stata colpa della sua gentilezza se è stata molestata su un pulman; Eric espande la sua visione del mondo ampliando i suoi orizzonti tramite un viaggio in Nigeria; persino gli adulti fanno un viaggio nella consapevolezza, riscoprendo nuove forti emozioni e lati di sé inaspettati.

L’importanza di un tema ben affrontato

Ormai ci siamo abituati alla stravaganza di questa serie televisiva, ai suoi eccessi e ai lati peccaminosi. Questa comedy un po’ grottesca è il teen drama perfetto per gli adolescenti, grazie al modo in cui le sue tematiche vengono affrontate. Il modo in cui è stato approfondito il tema LGBTQ+ è sicuramente fra le cose che abbiamo apprezzato di più: finalmente, esiste una buona rappresentanza nel mondo televisivo.

Il sesso viene mostrato ancora in nuove accezioni, andando a coinvolgere però una sfera più ampia: quella emotiva. L’importanza del sesso nella vita di ogni essere umano è profondamente legata alla sua sfera emozionale, all’identità dell’essere umano stesso. Non può e non deve essere un taboo: parlarne è tanto importante, per l’informazione la prevenzione di ognuno di noi, senza rendere chi lo pratica un mostro ossessionato dal sadomaso.

Sex Education

Ogni singolo episodio è ben scritto e ben diretto, sempre coerente con gli altri, mostrando una linearità della narrazione che si ritrova in ben poche altre serie tv. Certo, ha ancora dei difetti e dei momenti di debolezza, ma così è la vita: tutto, anche i momenti più bui e più vuoti, servono per riunire le fila e trarre i più grandi insegnamenti.

Da un lato c’è la commedia e l’intrattenimento, ma dall’altro Sex Education porta il dramma, perché nulla è mai così semplice, specie nella vita di un adolescente. Sex Education è davvero una scuola, ma non solo per i ragazzi del Moordale: il coinvolgimento e le forti, grandi emozioni di questa serie tv insegnano davvero qualcosa allo spettatore, senza neanche badare alla sua età. E, soprattutto, senza pregiudizi di alcun genere.

The Review

8
Sex Education 3

Conclusione

La nuova stagione di Sex Education è di molto superiore alle sue precedenti, e questo granzie alla grande cura per i suoi dettagli e le sue tematiche, ma anche per l'armonia e l'equilibrio stesso fra le varie puntate e il modo eccezionale con cui sono state scritte. Ci ha fatto emozionare? Sì. Ci ha insegnato qualcosa? Tanto.
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