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ROG Chakram

ROG Chakram Recensione del mouse con la levetta analogica

Rivoluzionare nel settore degli accessori per il PC gaming è davvero difficile. Molti hanno provato a portare il loro tocco di innovazione cercando in tutti i modi di agevolare in modo smart le periferiche che utilizziamo tutti i giorni per giocare. Mentre da una parte il PC gamer sa essere estremamente esigente, dall’altra fin troppo spesso vuole evitare di cambiare in modo troppo radicale le sue abitudini. Per questo motivo, i grandi produttori hanno sempre avuto difficoltà nel proporre prodotti differenti, innovativi. ASUS ha quindi portato sul mercato il ROG Chakram, un mouse da gaming del tutto tradizionale ma con una grandissima novità: parliamo ovviamente della levetta analogica, montata sul lato sinistro del dispositivo. Noi di MonkeyBit siamo rimasti a dir poco sorpresi con l’annuncio di questo mouse, dato che ci dava la netta sensazione di poter essere utilizzato per fare moltissime cose. Tuttavia, tenendolo nel palmo della nostra mano, ci siamo cominciati a chiedere quali sarebbero potuti essere gli usi effettivi.

Escludendo la levetta analogica, il ROG Chakram rimane un mouse wireless con illuminazione RGB, ricarica Qi e un sensore da 16 mila dpi. Presenta anche i soliti due pulsanti laterali, una levetta cliccabile e degli interruttori sotto di esso che permettono di cambiare il tipo di connessione al PC tra quella cablata con un cavo USB-C in nylon, 2.4GHz e la classica con bluetooth. Insomma, senza questo particolare inedito il ROG Chakram è un mouse che potremmo trovare nelle case di un qualunque giocatore PC medio.

“Nella teoria il ROG Chakram è tra i mouse più innovativi degli ultimi anni, ma nella pratica si perde davvero tanto.”

A cambiare le carte in tavola è proprio questa nuova aggiunta, che dà a questo dispositivo quel tocco di unicità che serviva per regalare al settore degli accessori per PC una maggiore originalità. Ma non solo, dato che a nostro avviso offre anche più scelta all’utente, dato che fin troppo spesso veniva ridotta al valore dei dpi o dal fattore ergonomia. Pensiamo anche a Razer, che ha realizzato qualcosa di simile con il suo Naga Trinity ha voluto puntare ai giocatori di MOBA e MMO tre pannelli intercambiabili con fino a 12 pulsanti programmabili. ASUS, con il ROG Chakram, ha seguito una scelta progettuale molto simile: infatti, la levetta analogia presenta una superficie dritta – senza alcuna incanalatura – ricoperta di piccoli puntini gommati atti a rendere più salda la presa. Lo spazio di movimento con essa, peraltro, non è né troppo elevato e né eccessivamente ridotto. Anzi, riteniamo che le dimensioni e l’area in cui possiamo muoverla è perfettamente adatto sia allo spazio a disposizione sul lato che per l’utilizzo con il pollice che si trova in una posizione verticale, piuttosto che orizzontale come su un controller tradizionale.

ROG Chakram

Le possibilità di utilizzo sono davvero tantissime: la sola presenza di questa levetta analogica premette non solo di poterle affidare un movimento ma anche per l’assegnazione di tasti, comandi, combinazioni e macro. Ma è proprio qui che sono giunti i primi dubbi. Dopo esserci arrivata noi l’abbiamo cominciata a studiare, con mille idee in mente. “Sfruttiamola per muoverci nel gioco” dicevano alcuni, “affidiamola alla visuale” dicevano altri. Il problema principale di questa levetta, a nostro avviso, è proprio il motivo della sua stessa esistenza. Il giocatore PC affida il movimento dei personaggi nel gioco alla combinazione WASD, così come muove la visuale spostando il mouse sul tappetino. Ma è stato proprio di fronte a tutte queste basilari limitazioni che abbiamo cominciato a pensare più in piccolo.

Una prima applicazione che abbiamo voluto provare è stata con DOOM Eternal: non potevamo muovere lo Slayer con essa dato che sarebbe stato troppo difficile (seppur non impossibile e sicuramente ci si potrebbe comodamente abituare), ma potevamo fare in modo che il movimento della levetta avrebbe potuto cambiare rapidamente le armi. Nell’opera di id Software, infatti, possiamo alternare equipaggiamento con i numeri oppure premendo Q e muovendo il mouse nella direzione della ruota che appare su schermo. Semplificare così tanto questo passaggio è stato a dir poco sfiancante, dato che Armoury II e Steam avrebbero dovuto cooperare alla perfezione, ed è un processo che non abbiamo affatto apprezzato. Tuttavia, il risultato finale è stato abbozzato e mediamente riuscito.

Come avrete potuto immaginare, il settaggio della levetta è a dir poco noioso, per nulla semplice e la poca chiarezza di Armoury II non ha affatto aiutato a semplificare tutto questo processo. Ci riteniamo grandi sostenitori del programma di ASUS, sia ben chiaro. Poter regolare i livelli di dpi, le luci e mappare i tasti tutto da un’unica interfaccia è decisamente comodo e intuitivo. Tuttavia, con il ROG Chakram abbiamo avuto qualche difficoltà a capire subito in che modo il software riconosceva e gestiva gli utilizzi della levetta.

Ma pensiamo più in grande: così come abbiamo fatto con DOOM Eternal, possiamo assegnare i lati dell’analogico per cambiare arma in altri FPS o per usare delle abilità in MMO come The Elder Scrolls Online o League of Legends. Anche qui arriva una limitazione, dato che possiamo assegnare comandi ai quattro lati dell’asse X e Y del movimento. Insomma, nella teoria il ROG Chakram è tra i mouse più innovativi degli ultimi anni, ma nella pratica si perde davvero tanto.

ROG Chakram

Interessante è però la possibilità di cambiare gli switch dei pulsanti frontali con la massima semplicità. Potremo alzare il coperchio frontale semplicemente spostandolo grazie all’aggancio magnetico e rimuovere allo stesso modo i due tasti. A questo punto, avrete completo accesso agli interruttori, per cambiarli come preferite. Infatti, un tocco di classe è l’inclusione non solo di un case morbido in cui riporre il mouse, un cavo in nylon USB-C per ricaricarlo e un adattatore per questo tipo di uscita, ma anche di un piccolo astuccio in cui troviamo diversi accessori: due switch ASUS grigi, una levetta analogica più alta e delle pinze per cambiare i componenti con estrema facilità. All’utente viene così data la possibilità di personalizzare come vuole il ROG Chakram alternando i componenti che sono collegati tra di loro in modo intelligente ed accessibili con semplicità.

La presenza di un singolo magnete sul pannello frontale lo rende però troppo facile da rimuovere dato che, oltre a non dare mai una sensazione di affidabilità – come se stesse per staccarsi tra un momento e l’altro – nelle fasi più concitate nel Crogiolo di Destiny 2 ce lo siamo addirittura ritrovati in mano. Altra nota di demerito va fatta ai materiali: l’assenza di una copertura in gomma ai lati del dispositivo e la plastica translucida che ASUS continua ad utilizzare nei suoi mouse, che rischia di rovinarsi molto con il tempo e che troviamo anche nel ROG Strix Impact II, danno una sensazione di bassa qualità che non ci aspetteremmo di trovare in un dispositivo da 169,90 euro.

Avete letto bene, purtroppo. Crediamo davvero che l’introduzione di una levetta analogica comoda ma difficile da programmare e assolutamente innaturale possa giustificare un innalzamento di prezzo così elevato? Il ROG Chakram come mouse si fa sicuramente rispettare, va detto: gli switch facilmente intercambiabili, l’elevato fattore ergonomico che offre e la possibilità di ricaricarlo con un cavo USB-C in nylon o con connessione wireless sono decisamente un plus da non sottovalutare, ma per un costo del genere ci aspetteremmo davvero un mouse di fascia elevatissima. Avevamo aspettative decisamente alte per questo dispositivo, ma non tutte sono state rispettate mentre in altri casi siamo rimasti più che sorpresi. L’innovazione c’è ed è più che palpabile, ma ASUS dovrebbe curare maggiormente il supporto tramite software e puntare di più sulla scelta dei materiali costruttivi che utilizza nei suoi prodotti. Se siete interessati al ROG Chakram, trovate maggiori informazioni sul sito ufficiale e sulla pagina di Amazon.

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