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Rip van Winkle

Rip Van Winkle: il tempo secondo Will Vinton

Il potere dell’animazione in stop motion ha da sempre affascinato gli spettatori per la sua imprevedibilità, sempre inserita sul grande schermo per poter sorprendere. Come si è visto in molti articoli di questa rubrica, il passo uno (nella terminologia italiana) ha sempre accompagnato costantemente le evoluzioni della settima arte sin dai tempi della sua nascita e ci sono moltissime tecniche per poter modellare il proprio concetto di arte in stop motion. Proprio come in Rip van Winkle (qui il corto).

Alcuni artisti prediligono la puppet animation, dedicando anima e corpo nella realizzazione dei modellini che più rappresentano il loro concetto artistico, altri invece la claymation. Quest’ultima è sicuramente tra le più utilizzate dagli animatori di questo campo e la sua storia cinematografica comincia negli albori degli anni ’20 con Modeling, un film dei Fleischer Brothers.

In un primo tempo non si riconobbe l’alto potenziale della claymation, troppo grezza per la mente dei produttori sempre alla ricerca di una precisione maniacale, ma dopo anni di buio, alcuni folli artisti l’hanno trasformata in un quella che è oggi. Will Vinton è il pioniere assoluto, un uomo rivoluzionario che ha permesso negli anni ’80 anche di espandere la tecnica anche oltre il suo confine di appartenenza, ossia il cinema. Con lui la plastilina animata ha iniziato ad essere usata per cortometraggi da Oscar, spot pubblicitari e soprattutto videoclip musicali. Ed ecco qui, a parlare nuovamente del genio dietro la creazione di questo Rip Van Winkle!

TRAILER

Rip van Winkle è un cortometraggio della durata di 25 minuti, che adatta sul grande schermo il racconto scritto da Washington Irving nel 1819, che fa parte della raccolta di racconti intitolata The Sketch Book of Geoffrey Crayon. Possiamo definirlo un corto dimenticato, sempre più oscurato dall’inesorabile passare del tempo, eppure lo stesso fu nominato agli Oscar nel 1978. Paradossalmente, l’opera è stata vittima dello stesso tema che tratta nella storia, addormentandosi per molti anni senza che nessuno si ricordasse della sua esistenza.

Oggi si risveglia, perché Rip van Winkle deve essere assolutamente riportato alla luce e fatto conoscere a chi, purtroppo, non ha avuto ancora modo di scoprirlo. Nonostante la sua breve durata, all’interno della storia è possibile scorgere una ricchezza di contenuto molto profonda, che si annida dietro l’apparente leggerezza con cui Vinton costruisce la narrazione. Egli ricalca perfettamente il tono gioioso che caratterizza la forma letteraria del racconto e lo fa attraverso l’uso di colori vivaci che danno vita all’ambientazione di contorno. Quello che ne esce fuori è un’esplosione visiva in stop motion.

Rip Van Winkle: il senso di una metafora in stop motion

Vinton era da sempre un grande estimatore del racconto e nel suo corto ha voluto riproporre fedelmente il senso che si celava dietro la storia. L’eroe eponimo del racconto di Washington Irving , si addormenta magicamente in una foresta prima della Rivoluzione americana e si sveglia vent’anni dopo, a cose fatte. Nel frattempo tutto è cambiato, e Rip è frastornato.

Riconosce a stento il suo villaggio: era piccolo e sonnolento, ma ora è più grande, vivace, caotico. Non conosce più nessuno, e gli abitanti sono diversi persino nel fisico: erano bassi e tondi, flemmatici, dediti a lunghi silenzi, alla lettura oziosa di vecchi giornali, alla discussione inutile di eventi accaduti mesi prima, ora sono alti, magri, nervosi, stizzosi, parlano rapidi di diritti, cittadini, elezioni. Rip ignora il nuovo linguaggio e si dichiara invece un fedele suddito del re. Nella piazza, accanto alla taverna, il ritratto di Giorgio III si è tramutato in quella di un altro Giorgio, il generale Washington.

Rip van Winkle

Rip è dunque un viaggiatore nel tempo, come ce ne sono tanti nella letteratura utopica e fantapolitica o nel cinema. Il tempo saltato è stato piuttosto breve, ma gli effetti del suo trascorrere sono stati profondi. Perché c’è stata una rivoluzione, e la rivoluzione accelera tutti i ritmi della vita. E anche perché è l’America, e l’America è veloce per conto suo. Rip non attraversa questo tempo, non ne vive dall’interno le ragioni e le pene, non lo accompagna, non vi si adatta gradualmente giorno per giorno, magari trasformandosi con esso. Fa un salto. Vede le cose come erano prima, e come sono dopo. Rimane la stessa persona e vede la differenza radicale.

A Irving, ma anche a Will Vinton, serve la scelta di far “addormentare” il protagonista come stratagemma narrativo al fine di fare una analisi comparata diacronica del cambiamento storico, mostrando gli evidenti segni di una trasformazione profonda. Vinton nel suo corto, più che con le parole, mostra con le immagini fatte in plastilina come il tempo gioca un ruolo fondamentale nell’esistenza, ma trasmette anche una sensazione di forte nostalgia nel passato. Rip è un’ideale dimenticato, ancora oggi attualissimo, sul senso di smarrimento di un presente a cui non ci sentiamo appartenere, forse perchè troppo repentino e difficile da digerire.

Il potere della plastilina

Impossibile parlare di Rip van Winkle e non soffermarsi un attimo sulla  tecnica con la quale il tutto è stato realizzato. Premettendo che Will Vinton è stato e resterà per sempre uno dei capostipiti della claymation, il film ha un fascino irresistibile nella sua forma. I personaggi sono modellati come fossero sculture e la tecnica di Vinton è inconfondibile. La cosa straordinaria è che si riconoscono sempre i suoi personaggi, perché hanno le stesse caratteristiche nei loro lineamenti, rotondi e goffi.

Si vede ad occhio la malleabilità con cui sono stati formati dalle mani sapienti di Vinton, quasi se tutti i personaggi fossero stati impastati come in una ricetta. Può sembrare bizzarro, ma la sensazione della claymation è unica, sia che utilizza plastilina o argilla, tutto sembra creazione di una precisa formula da rispettare al millimetro.

Rip van Winkle

Rip van Winkle è il frutto di un lavoro artistico, quello di un uomo che ha dato la sua intera vita al mondo dello stop motion. Egli non ha mai rinunciato alle cose che erano importanti per lui. Ha visto il mondo come un terreno da gioco immaginario pieno di fantasia, gioia e carattere ed ha condiviso con il suo pubblico dei grandi valori di creatività, uniti a forza e orgoglio per il proprio lavoro. Il suo talento gli ha permesso di creare storie e personaggi pieni di risate, musica e potenti lezioni che sono tuttora amate a livello mondiale.

Certo, ad oggi solo una determinata nicchia ricorda questo genio dell’animazione (popolare soprattutto in America), ma con i suoi baffi ha segnato un’epoca, forse per molti ancora da scoprire. Ecco che Rip Van Winkle è un buon inizio per approfondire l’arte della claymation, sempre troppo sfumata da poter essere esaminata in un solo articolo.

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