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Remothered: Broken Porcelain Recensione

Remothered: Broken Porcelain, il nuovo titolo di Stormind Games, è arrivato su Nintendo Switch, PS4, Xbox One e Windows il 13 di ottobre. Noi abbiamo avuto la possibilità di provare la versione per PC e in questo articolo vi spiegheremo tutti i pro e i contro del seguito di Remothered: Tormented Fathers.

Remothered: Broken Porcelain è, come il suo predecessore, un titolo horror con parecchi spunti interessanti. Dopo i sorprendenti avvenimenti narrati nella prima operaro, Broken Porcelain comincia la sua storia focalizzandosi immediatamente sul personaggio di Jennifer. La quindicenne, da poco espulsa da un collegio femminile, si ritrova a lavorare nell’hotel Ashmann Inn. Tra un guaio e l’altro conosce una coetanea, Linn, con cui finisce per progettare una fuga. Entrambe scopriranno che gli esseri umani di quel posto sono corrotti da qualcosa di molto più complesso di quanto potrebbero immaginare.

Nel frattempo, Rosemary Reed, protagonista del titolo precedente, è alla ricerca di notizie sulla figlia dei Felton: Celeste. Proprio in questo ambiente, carico di mistero e di domande a cui trovare una risposta, si sviluppa la storia di Remothered: Broken Porcelain.

La narrazione: una storia che si fa ricordare

Partiamo sicuramente da uno dei punti più forti non solo di Broken Porcelain ma anche di Tormented Fathers, ovvero una narrazione che ha veramente poco da invidiare ad altri titoli. La storia, anche in questo caso, ha tantissimo da dare ai fruitori e sicuramente non è nulla di scontato, nulla di semplice o intuibile nei primi battenti dell’opera. Chi ha giocato Tormented Fathers si ricorderà sicuramente dei tanti momenti di sorpresa pura che hanno cosparso il titolo e lo hanno reso un horror meritevole di questo nome. In Broken Porcelain, da metà della storia in poi, succede lo stesso. Per questo possiamo dire di considerarci più che soddisfatti del lato narrativo di questo prodotto, che era uno di quelli che ci aveva incuriosito maggiormente.

 

 

Da questo punto di vista Broken Porcelain è un horror in tutto e per tutto: carico di terrore e mistero, entrambi creati dalla storia e non solo da jumpscare, ma di personaggi interessanti e ben caratterizzati e un’ambientazione da brividi. L’hotel, in una località in piena montagna, fa paura fin dai primi minuti di gioco: buio, ancora in piena sistemazione, vuoto e silenzioso; si avverte immediatamente che sarà il luogo perfetto per gli spaventi peggiori.

La narrazione di Broken Porcelain viene poi aiutata da una colonna sonora perfetta, profondamente drammatica e horror. In molti casi sarà proprio essa a creare la maggior parte dell’ansia e della paura durante le nostre disavventure.

 

Il gameplay, tra glitch e bug

Se nella sezione precedente siamo andati a sottolineare i punti di forza di questo titolo di Stormind Games, in questo paragrafo risulta necessario cominciare ad analizzare uno dei punti dolenti di Broken Porcelain. Purtroppo parlare di un gameplay in modo negativo è probabilmente uno dei dolori peggiori per chi tratta di videogiochi nei propri articoli, ma, in questo caso, risulta necessario spiegare perché il lavoro svolto sulla parte tecnica dell’opera sia una nota dolente.

Remothered nasce come horror che implementa la meccanica tipica dello “scappa-nasconditi” e dello stealth alla meccanica dell’ingegno, ovvero utilizzare e craftare oggetti da poter scegliere per stunnare o danneggiare i nemici inferociti che ci seguono e ci cercano in tutto l’hotel. Non è un tipo di meccanica innovativa, ma riusciva a funzionare, almeno in Tormented Fathers. In Broken Porcelain qualcosa deve essere evidentemente andato storto.

Il problema che si riscontra maggiormente all’interno del gameplay, almeno per il momento, non è solo una profonda mancanza di dinamicità e una lentezza estenuante, ma anche un quantitativo spaventoso di glitch e bug. Per quanto riguarda la mancanza di dinamicità, mi riferisco a movimenti dei personaggi profondamente flemmatici, o al fatto che cercare di aprire porte o sfiorare dei mobili quando si sta correndo sia veramente tra le cose più difficili da gestire; il che la dice lunga. Craftare oggetti e decidere quali usare nei momenti di difficoltà, quando si è attaccati dai nemici, è scomodo e si finisce quasi sempre per morire nel tentativo di scegliere qualcosa dall’inventario.

Per quanto riguarda glitch e bug, c’è purtroppo tanto da dire, molto di più quanto ci saremmo aspettati calcolando che sarebbe dovuto uscire due mesi fa e che sono uscite già diverse patch dal day one. I bordi dei mobili creano spesso un muro invisibile che nel migliore dei casi ci rallenta, nel peggiore dei casi ci stoppa o ci fa compenetrare (spesso bloccando il gioco, del tutto). A volte, dal nulla, l’applicazione si freeza in momenti cruciali costringendo a ritornare nella schermata dei salvataggi e a riprendere da momenti precedenti. Purtroppo, da questo punto di vista, il lavoro non è risultato soddisfacente.

 

Intelligenza artificiale, molto su cui lavorare

Un altro tasto dolente, che intacca proprio il gameplay, è l’intelligenza artificiale del gioco. Purtroppo anche da questo punto di vista il risultato finale è stato molto deludente perché questa, nei nostri nemici, tende ad essere profondamente instabile. In alcuni casi noteremo che gli stessi ci rincorrono per brevi periodi, senza metterci troppo in difficoltà e senza cercarci con troppa convinzione.

In altri casi invece il problema è nettamente l’opposto, i personaggi non solo ci rincorreranno quasi all’infinito ma finiranno per trovarci pur non avendo alcun indizio da cui ricavare la nostra posizione per prenderci e ucciderci. Purtroppo questa dinamica, in momenti più avanzati di Broken Porcelain, causano un disagio piuttosto evidente. Non si riusciranno a fare dei calcoli per essere completamente al sicuro, neanche quando ci saremo nascosti nel bagno di una stanza in cui il nemico non ci ha nemmeno visti entrare.

Proseguendo con il problema dell’intelligenza artificiale, non è raro che i personaggi, pur avendoci di fronte, decidano di uscire dalla stanza o, al contrario, decidano di voltarsi anche quando siamo in modalità stealth e non hanno avuto un vero motivo per sentirci.

Con grande dispiacere è necessario sottolineare che da un punto di vista tecnico, escludendo la grafica, ci siano molti difetti da dover necessariamente sistemare il prima possibile. L’aspetto tecnico non è allo stesso livello qualitativo dello storytelling, il che è un vero peccato perché Remothered è veramente un prodotto horror che merita. Speriamo fortemente che a breve le patch riescano a sistemare le problematiche di questo titolo. Detto questo, noi di MonkeyBit vi invitiamo a dirci la vostra su quest’opera non appena la avrete tra le mani, e di continuare a seguirci per non perdere future recensioni da parte nostra.

Remothered: Broken Porcelain
5.8 / 10 VOTO
PRO
    - Narrazione e storia di alta qualità
    - Colonna sonora travolgente
CONTRO
    - Gameplay lento e pieno di bug e glitch
    - Intelligenza artificiale carente
VOTO

The Review

In poche parole

Un titolo horror che aveva molto da poter dare ma che ha espresso il suo potenziale solamente da un punto di vista narrativo e non da un punto di vista tecnico.
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