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All Star Superman Recensione: la storia definitiva sull’Uomo del domani

È una delle icone moderne più famose, è un personaggio che nei decenni della sua storia editoriale ha appassionato centinaia di migliaia di lettori, è il capostipite di quell’esercito di figuri in costume che l’umanità ha imparato a chiamare “supereroi”, è il figlio adottivo della Terra che protegge l’umanità dal suo più grande nemico: sé stessa. È un uccello, è un aereo, è Superman!
Il personaggio creato da Jerry Siegel e Joe Shuster oramai elevatosi ad un livello di rilevanza culturale paragonabile a quello di una figura mitologica, è questo e molto altro. Infatti, tante sono le sue reinterpretazioni e riscritture che rispondere alla domanda “Chi è Superman?” sembra quasi impossibile. Innumerevoli sono state, inoltre, le parodie del personaggio e dell’archetipo che rappresenta, dove al posto del benevolo boy-scout che tutti amiamo si trova uno squilibrato e violento narcisista (come l’Homelander di Garth Ennis) oppure uno spietato conquistatore (come l’Omni-Man di Robert Kirkman). Riuscire a mettere a fuoco l’essenza del personaggio, cosa egli rappresenti, ciò per cui combatte e cosa la sua esistenza abbia significato per la razza umana, è quindi estremamente complicato. Talmente complicato che lo scrittore Grant Morrison ha impiegato ben 12 numeri di non meno di 20 pagine l’uno per poter rispondere alla domanda di qui sopra. Il risultato è una delle storie più acclamate della lunghissima vita editoriale del Kryptoniano, che qui si presenta privo di quella cupezza forzata che avvolge l’Uomo d’Acciaio di Snyder così come della tragicità che lo appesantisce nella saga di Injustice. Niente retoriche su come il suo immenso potere lo rendano una minaccia incalcolabile, niente Johnatan Kent che riempie la testa del figlio di discorsi su come egli sia una specie di messia, niente governo degli Stati Uniti che assembla una squadra di super-criminali per tenergli testa in caso diventasse malvagio, c’è soltanto Superman.

Superman

La morte dà senso alla vita

All-Star Superman decolla nel 2006, primo progetto di una nuova collana targata DC Comics che avrebbe dovuto presentare una graphic novel “definitiva” per ognuno dei suoi eroi di punta. Il progetto si è arenato a seguito del flop di All-Star Batman&Robin, rendendo All-Star Superman l’unico elemento di successo di questa breve realtà editoriale.

La nostra storia inizia nel sole, dove il piano definitivo di Lex Luthor per liberarsi di Superman una volta per tutte è messo in moto. Grazie a Lex, la missione solare capitanata dal Dottor Quintum sta per concludersi in tragedia, che viene evitata proprio grazie all’intervento dell’Uomo d’Acciaio. Avvicinandosi al sole per così tanto tempo, però, le cellule del kryptoniano si sovraccaricano di radiazioni causando l’insorgere di nuovi superpoteri, che costeranno al nostro eroe un prezzo altissimo. L’energia solare accumulata infatti è tale da causare la lenta esplosione delle cellule dell’eroe, una per una, condannando Superman a morte nel giro di un anno.

Per la prima volta, Superman si trova a fare i conti con l’inevitabilità della morte che tutti gli umani prima o poi dovranno affrontare ed alla quale lui per troppo tempo era sfuggito. Con questo pretesto, Morrison ci porterà per mano in un racconto epico ed a tratti aulico grazie al quale impareremo a comprendere Superman come mai avevamo fatto prima. Pagina dopo pagina, tutti i “nodi” della mitologia dell’Uomo del Domani vengono al pettine, dall’identità segreta al rapporto stesso con Lois Lane, dai tesori e le armi nascosti nella Fortezza della Solitudine al cavillo mai risolto di Kandor, dalla resa dei conti con Bizarro alla risoluzione dell’Enigma della Sfinge.

Ma cos’hanno queste storie che le rende così uniche rispetto al resto delle avventure dell’Uomo d’Acciaio? Parte del fascino di questo racconto risiede nella decisione di abbandonare quasi del tutto il “realismo” e la “cupezza” con le quali molti registi e scrittori sono soliti tingere il personaggio di Superman per renderlo appetibile allo zoccolo duro di lettori abituati a temi e scenari più maturi. Non in All-Star Superman.

Qui tutto risplende di quel senso di meraviglia proprio delle storie di Supereroi della Golden Age, le pagine pullulano di macchinari futuristici capaci di immergersi nel sole, titani in grado di esplorare le profondità del cosmo per millenni, robot senzienti di ogni forma e dimensione, intere squadre di Supermen dal futuro e da dimensioni parallele, eppure il tutto viene trattato con una delicatezza ed una maturità disarmanti. Morrison è perfettamente riuscito ad incapsulare in ogni numero la meraviglia e lo stupore di un mondo abitato da un uomo in grado di volare, dove ogni minaccia per Metropolis deve scontrarsi con il potere sconfinato del suo difensore che mai ne esce sconfitto. Persino adesso che il nostro eroe ha le ore contate, ogni secondo del suo tempo viene impiegato per mettere l’umanità in salvo e prepararla ad un prossimo futuro nel quale questa dovrà camminare da sola.

Superman
Il fatto di dover presto affrontare la morte non cambia Superman né ciò che egli rappresenta, ma pone un senso ed un obbiettivo al suo viaggio, dando allo stesso tempo modo al lettore di interrogarsi sull’importanza -seppur circoscritta- di un’icona che troppo spesso diamo per scontata. Morrison ha scritto una Graphic Novel di Superman per un pubblico maturo, senza però alterare niente di ciò che rende il personaggio una figura magnetica per ogni tipo di spettatore sin dalla tenera età, permettendo anche ad una mente cresciuta di vedere Superman come i suoi stessi creatori lo avevano sognato.

Superman, Kal-El o qualsiasi sia il suo nome, è più che intrattenimento, è più di un alieno piombato sulla Terra e cresciuto dagli umani, c’è più dell’essere fortissimo, velocissimo ed indistruttibile che salva la bella ragazza dallo scienziato malvagio. È speranza, è la certezza che per quanto le cose si mettano male non esistono ostacoli invalicabili, grazie anche all’aiuto di chi abbiamo accanto, è un raggio di sole che ha guidato ed ispirato generazioni di bambini, uomini e donne, ad essere nella loro vita quella persona che non si sarebbe arresa per quanto buia la situazione possa sembrare, è quella voce che ti dice che nonostante tu non sia altro che un piccolo granello di sabbia in un mondo caotico, devastato dalle guerre e dai disastri, la tua vita vale quanto il mondo intero e vale la pena viverne ogni secondo.

Superman

Lex Luthor

Mancherei di rispetto a Lex se non spendessi almeno un piccolo paragrafo a parlare di lui, che possiamo considerare come il vero artefice degli eventi narrati in All-Star Superman. Come ogni altro personaggio nella Graphic Novel, anche in questo caso ciò che lo rende memorabile è proprio il fatto di presentarsi senza veli, ma semplicemente come il vile e dispotico villain che tutti noi immaginiamo quando sentiamo il nome “Lex Luthor”.

Il malvagio imprenditore non manca, nel corso della serie, di rimarcare il suo disprezzo per Superman e per il suo operato, ai suoi occhi solo una pacchiana dimostrazione di potere di un pallone gonfiato venuto dallo spazio che tanto si crede superiore ai terrestri. Per Luthor non esiste altruismo nelle azioni di Superman, non concepisce l’idea di combattere una battaglia che non abbia come ricompensa un tornaconto personale. La perfezione inarrivabile e la bontà disinteressata che il kryptoniano incarna non sono lì per essere raggiunte dall’essere umano, piuttosto per guidarlo verso un domani migliore, ma Lex questo non riesce a comprenderlo e ciò gli provoca un profondo senso di disagio. Disagio che si tramuta in disprezzo ed il disprezzo fa presto posto all’odio.

Almeno una volta ci sarà capitato di chiederci come mai Luthor detesti così tanto Superman, quali siano le ragioni per le quali sente di doverlo cancellare dall’esistenza, cosa ci sia nell’esistenza stessa dell’Uomo d’Acciaio che lo infastidisce così tanto? Parafrasando le parole di Lex stesso, semplicemente lo odia perché non fa che mettergli i bastoni fra le ruote e se non fosse per lui il mondo intero sarebbe in mano all’unica persona abbastanza intelligente, saggia e lungimirante da poter guidare l’umanità stessa. Una persona che casualmente risponde al nome di Lex Luthor, intenzionato a distruggere Superman perché infastidito dalla sua mera esistenza. Il supereroe, dal canto suo, non intende rassegnarsi al fatto che Luthor sia malvagio fino all’osso e spera che un giorno egli potrà mettere la sua brillante mente a servizio del genere umano.

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Forme e colori

Le tavole di All-Star Superman sono realizzate dal celebre ma controverso Frank Quitely. Egli è un artista estremamente talentuoso con una cura maniacale per il dettaglio, capace di costruire pose ed espressioni limpide e comunicative. Di contro, la sua fissa per i dettagli lo portano ad aggiungere talmente tante rughe e pieghe sui volti ed i vestiti dei suoi personaggi da creare situazioni piuttosto disturbanti e nel pieno dell’Uncanny Valley.

Il suo operato in All-Star Superman è, nonostante tutto, veramente encomiabile, sia nella rappresentazione delle scene d’azione, sia nel design dei personaggi, sia per essere riuscito a rendere la dualità Superman-Clark Kent più subdola rispetto a quella a cui siamo abituati. Il Clark Kent di Quitely sembra una persona completamente diversa dal suo alter-ego col mantello, il tutto grazie ad un artificio ottenuto con un semplice cambio di pettinatura e di postura. Non è difficile credere che persino Lois Lane non si sia mai accorta della somiglianza fra il suo goffo collega ed il potentissimo protettore di Metropolis.

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Il design dei personaggi non è il solo pregio del comparto artistico di questa Graphic Novel. Le vignette alternano primi e primissimi piani, carichi di tensione, ad ampissime inquadrature piene di quel senso di magnificenza e meraviglia che impregnano tutta l’opera. L’immensità della Fortezza della Solitudine non è mai stata tanto spiazzante così come sono misteriosi ed inquietanti i suoi corridoi popolati da ogni genere di stranezza.

Infine un piccolo appunto sui colori, firmati da Jamie Grant. Come abbiamo già detto, in All-Star Superman si era deciso di abbandonare ogni tipo di cupezza e seriosità per mostrare un Superman nel pieno delle forze e consapevole di poter affrontare ogni minaccia. Per i colori, questo si traduce con la scelta di tinte chiare e luminose per quasi tutta la durata del racconto, ad eccezione del secondo capitolo e dei due dedicati a Bizarro con gli abitanti del suo pianeta natale. Su Metropolis splende sempre il sole, le luci ed i colori sgargianti dominano le atmosfere dell’intera opera trasmettendo, a braccetto con la narrazione, quel senso di sicurezza e tranquillità proprie del mondo su cui veglia senza sosta l’Uomo del Domani.

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In conclusione

Se non avete mai letto niente sull’Uomo d’Acciaio, se vi siete sempre chiesti cosa ci trovino di speciale così tante persone nel leggere delle gesta di un essere talmente potente da risultare virtualmente invincibile, All-Star Superman è un perfetto punto d’inizio ed allo stesso tempo un punto d’arrivo. Non è sicuramente l’unica storia del kryptoniano degna di nota, ma senza dubbio offre una delle prospettive più interessanti e complete su di un’icona moderna che rappresenta ben più che il capostipite di un genere di intrattenimento popolarissimo ai giorni nostri. All-Star Superman è un capolavoro che restituisce alla figura di Superman quel senso di meravigliosa magnificenza sepolto sotto anni di reinterpretazioni ma mai assopitosi del tutto, è una storia che fa della sua relativa semplicità il punto di forza per rispondere ad una domanda sorprendentemente complessa come “Chi è Superman?.

Voi avete mai avuto modo di leggere questa Graphic Novel? Cosa ne pensate? Se volete approfondire un’altra storia dedicata a Superman, qui potete trovare un editoriale dedicato a “La morte di Superman” del 1992. Continuate a seguirci su MonkeyBit per rimanere aggiornati sulle novità e per scoprire altre interessanti informazioni e approfondimenti per quanto riguarda videogiochi, film, serie televisive e fumetti!

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