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Rajel

Rajel: la nuova webseries che parla di discriminazione

In questo periodo storico si parla tanto di discriminazione razziale e culturale – lo abbiamo fatto anche noi con un articolo d’inchiesta – ma sta per arrivare sulla piattaforma Youtube una breve webseries dedicata totalmente alla prevenzione del radicalismo e, nello specifico, delle difficoltà dei musulmani di seconda generazione: Rajel. Si tratta di una serie che ruota intorno alle problematiche di un gruppo di giovani, con i loro problemi adolescenziali, ma che devono far fronte anche alle vicissitudini legate alle loro stesse identità. Ecco tutte le informazioni che abbiamo in proposito.

Rajel

La realizzazione

Rajel nasce nel contesto di un progetto più ampio sostenuto dalla Commissione Europea, “Oltre l’Orizzonte – Contro-narrazioni dai margini al centro” – che vede la partecipazione di quattro università italiane (La Sapienza, Università di Tor Vergata, Unipal e l’Università di Cagliari) e che collabora con ARCI, il Witness Journal, SociaLab e il CoNNGI. La webseries si sviluppa su quattro episodi di 15 minuti l’uno, girati in dodici giorni prima dello scoppio della pandemia dal regista Andrea Brunetti e scritto da Lorenzo De Marinis. La colonna sonora è Tutto il Mondo è Paese, una canzone composta e interpretata da Maruego, mentre Mahmood figura come ambasciatore dell’iniziativa e, oltre ad aver partecipato al trailer, ha realizzato quattro clip, una per episodio, in cui parla delle tematiche principali affrontate. Nella serie viene sottolineata molto la questione della cittadinanza e le discriminazione nei confronti della fede musulmana, ma nel fare ciò non si tenta mai di dare delle risposte con presunzione, quanto spingere lo spettatore ad una riflessione. I protagonisti sono interpretati da due attori non professionisti e realmente di origine islamica, mentre i personaggi di contorno sono ritratti da interpreti di teatro scelti dal filmaker.

Le tematiche di Rajel

La storia vede protagonista una classe multietnica di un liceo, coinvolta nella creazione di una webseries, proprio come accade nella realtà, che parla di giovani e di integrazione. Fra di loro figura Raf (Ramzi Lafrindi), un ragazzo musulmano che partecipa alla produzione non di sua spontanea volontà e che genererà molti guai per tutto il cast. Così, la vita di questi adolescenti si mescola, dando modo ai vari episodi di parlare di discriminazione, stereotipi, origini e integrazione, ma anche di tutte le problematiche generazionali. In un certo senso, tutti i contenuti sono racchiusi nel titolo; Rajel è infatti una parola di origine marocchina che significa uomo, ma che assume diverse connotazioni: il termine è inteso come umanità, come identità, ma anche come maturazione – quasi come se questa serie fosse un po’ un romanzo di formazione.

Cosa ne pensiamo

Sicuramente la serie sembra avvincente ed il modo in cui è stata realizzata, per il suo focus su certe tematiche, ci piace molto. Trattare questi elementi è sempre complesso, ma sempre più prodotti mediatici si stanno avvicinando a farlo, ognuno con la propria sensibilità (vedi ad esempio l’ultima stagione di Skam Italia). È però molto incoraggiante che un progetto del genere sia sostenuto dall’Unione Europea – già questo, di per sé, è un messaggio di grande speranza per le vecchie e future generazioni e per una migliore integrazione, soprattutto qui nel nostro paese. Detto questo, vi consigliamo vivamente di seguire questa realizzazione, a partire da domani 9 luglio alle 19, con un episodio a settimana, direttamente sul canale Youtube di Oltre.

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