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Project Warlock Recensione

Il panorama videoludico mondiale negli ultimi anni dà in pasto diversi generi di titoli al pubblico degli appassionati, spaziando e rivoluzionandosi sempre di più. Si passa dalla scena delle grandi produzioni su vasta scala, ai piccoli studi indipendenti che cercano di tirare fuori il loro primo gioiello, fino ad arrivare a nuove e autentiche perle che riescono a coinvolgere il videogiocatore fino dai primi istanti dell’esperienza. Proprio qui entra in gioco Project Warlock.

A due anni dal suo lancio su PC, Project Warlock sbarca anche su console, e in questa recensione lo testiamo, precisamente su PlayStation 4 Pro, quindi mettetevi comodi, facciamo un salto in uno sparatutto ma ben diverso da come possiate immaginarlo nei vostri sogni più reconditi. La storia, dietro questo progetti, parte dagli albori, e noi non possiamo non raccontarla nel miglior modo possibile. Il diciottenne Jakub Cislo ha compiuto un vero e proprio miracolo se si pensa che ha portato avanti tutto questo da solo, o almeno fin che non ha fondato Buckshot Software.

All’inizio era semplicemente un piccolo gioco che cercava di nascere, ma Jakub non ha tirato i remi in barca, anzi ha continuato a migliorarlo sempre di più fino al momento in cui si decise di organizzare una raccolta fondi Kickstarter per supportare la sua causa. La campagna ebbe risultato positivo con un notevole numero di donazioni e, con lo scorrere naturale del tempo, Gaming Company, leader nel settore della distribuzione, scelse di proporre una collaborazione con il giovane, e da quel momento nacque una solida partnership che si consolidò ulteriormente nel 2018 con il lancio di Project Warlock su PC.

La pubblicazione di questo particolare FPS ricevette l’applauso della critica, confermando quanto di buono avesse fatto il ragazzo e il suo team di sviluppo a continuare questo progetto, ma ora finalmente Project Warlock è disponibile dal 9 giugno 2020 su PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch, abbracciando il mondo delle console.

Un FPS vecchio stile che strizza l’occhio al passato

Facciamo subito una premessa doverosa: se cercate una storia indimenticabile in un gioco del genere sappiate che non esiste, o meglio è solo leggermente abbozzata. Dovremo impersonare i panni di un eroe senza nome, chiamato a far piazza pulita di creature terribili che popolano varie dimensioni temporali in cui ci troveremo a vivere. Il punto di forza in produzioni del genere è senz’altro l’accessibilità immediata e il divertimento che ne scaturisce, nell’avanzare sfida dopo sfida in queste mappe labirintiche pronte ad ostacolarci con ogni mezzo.

Il gameplay è infatti divertentissimo oltre ad essere molto semplice: il nostro reale obiettivo, oltre ad eliminare qualsiasi avversario ci troveremo davanti, sarà quello di ottenere le chiavi necessarie per avanzare e concludere il livello. Avremo un ottimo set di armi per questa emozionante missione, ciascuna potrà essere potenziata, scegliendo tra due varianti di upgrade per renderla ancora di più devastante per i nostri nemici.

Il gioco quindi nel complesso prosegue molto bene, con buoni ritmi e una varietà niente male di location che spaziano dall’iniziale castello medievale arrivando addirittura a vagare per l’Egitto, dimostrando come il team di sviluppo abbia cercato di assicurare a tutti i videogiocatori un’esperienza degna di nota.

Il sistema di combattimento è ben strutturato, di certo non ci troviamo di fronte a qualcosa di rivoluzionario ma possiamo dire che questo funziona bene. Il nostro eroe avrà le sue classiche statistiche che sono: vita, forza, capacità e, infine, la meno scontata magia. Non mancheranno, come precedentemente detto, le boss fight verso la fine di ogni livello, con una buona varietà di nemici anche se dopo un paio di ore noterete senz’altro la ripetitività in alcune aree seppur ben fatte.

La longevità del gioco si assesta intorno 8 – 10 ore circa, ma tutto dipenderà da come giocherete e da che livello di difficoltà setterete la vostra partita. Nel complesso, non è affatto male se si pensa al tipo di sviluppo che ha portato alla luce questo titolo. Soffermandoci un attimo sul comparto grafico, dove spicca l’uso sapiente e ben realizzato della pixel art, non possiamo non costatare l’amore che aveva il creatore per gli anni 90, ma anche per progetti del calibro di DOOM.

Project Warlock: divertimento assicurato anche per i neofiti del genere

Nota di merito anche per l’azzeccatissima colonna sonora a tema heavy metal, che si cala perfettamente all’ambiente e al tipo di gioco che stiamo vivendo, rendendolo a tutti gli effetti una vera e propria piccola perla nel panorama indie videoludico globale. Tornando un attimo a parlare del livello di difficoltà del gioco, sarà molto affascinate provare a concludere l’esperienza con livelli di sfida sempre più elevati per rendere la nostra avventura ancora più avvincente.

Parlando invece del comparto esclusivamente tecnico, Project Warlock si comporta benissimo. In fase di recensione abbiamo testato il gioco su PlayStation 4 Pro e non abbiamo trovato problemi di bug o caricamenti lenti, non che un progetto del genere sia pesante da far girare ma comunque meglio sottolinearlo.

In conclusione…

Arrivando alla fine del nostro viaggio non possiamo non promuovere quasi completamente Project Warlock. Ovviamente bisogna mettere dei paletti: non è un titolo per tutti, dovete per prima cosa essere amanti del genere, ma grazie alla sua enorme accessibilità non è detto che non lo diventate proprio in questo caso, quindi noi di MonkeyBit vi abbiamo avvertito.

Project Warlock Recensione
7 / 10 VOTO
PRO
    - Ottimo comparto sonoro
    - Divertimento assicurato
    - Titolo aperto a tutti i giocatori
CONTRO
    - Scarsa longevità
    - A molti potrebbe annoiare
    - Graficamente datato
VOTO

El Camino

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