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6 fumetti LGBTQ

Pride Month: 6 fumetti a tema LGBTQ+ da recuperare

Fin dalla sua nascita e nei momenti di maggiore diffusione del medium, la storia del fumetto è intrinsecamente legata ai movimenti per i diritti delle minoranze. In tantissime occasioni, infatti, gli autori hanno espresso le difficoltà di svariate comunità (tra cui anche quella LGBTQ+), utilizzando le loro opere per raccontare le storie, le battaglie e le vite di tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, non vengono rappresentati nelle produzioni più mainstream e conosciute.  

In occasione del mese del Pride vogliamo consigliarvi i titoli di alcuni fumetti a tema LGBTQ+. Ognuno di questi si appresta a raccontare le storie delle persone facenti parti della comunità, analizzandone la vita (tra difficoltà e successi) in modo da combattere e contrastare la diffusione dei tabù e pregiudizi. Ecco i nostri consigli!

6 fumetti LGBTQ

I consigli di Lorenzo Sederini

Laura Dean continua a lasciarmi – Mariko Tamaki (2019)

L’adolescenza è un’età affascinante, che purtroppo viene spesso raccontata in modo estremamente superficiale dai media che sperano di ingraziarsi la fetta di pubblico estremamente redditizia dei teenager propinando loro storielle semplici e situazioni a loro familiari.

Non è questo il caso per la graphic novel qui trattata. Laura Dean continua a lasciarmi (Laura Dean keeps breaking up with me) nasce dalla mente della scrittrice canadese Mariko Tamaki e dai disegni dell’americana Rosemary Valero-O’Connell, che nel 2019 pubblicano questa meravigliosa storia di crescita e maturazione dai risvolti inaspettati. In Italia è edito da Bao Publishing.

laura dean continua a lasciarmi

Freddy Riley è una diciassettenne di origini asiatiche, perfettamente a suo agio con la propria omosessualità e nel pieno di una relazione con una delle ragazze più popolari della scuola, tale Laura Dean. Durante un ballo scolastico in occasione di San Valentino, Freddy scorge Laura in atteggiamenti molto intimi con un’altra ragazza e, col cuore spezzato, termina la serata assieme ai propri amici vomitando da ubriaca sul bancone di un bar.

Questa è la terza volta che la relazione fra Freddy e Laura giunge ad una brusca fine per mano di quest’ultima, per poi riprendere dopo pochi giorni. Starà alla nostra protagonista decidere nel corso del racconto, affiancata da uno stupendo e memorabilissimo cast di supporto, se e come interrompere questo ciclo di continue rotture che ogni volta la lascia a pezzi.

“Tamaki riesce a presentare un ritratto chiarissimo dell’attuale generazione di ragazzi in procinto di diventare adulti”

Pur strutturando la storia come un classico teen drama, Tamaki riesce a presentare un ritratto chiarissimo dell’attuale generazione di ragazzi in procinto di diventare adulti, scrivendo una storia popolata da personaggi profondi e ricchi di personalità.

Questo dimostra la capacità di capire i giovani del mondo di oggi, non del tutto diversi da quelli della sua gioventù, forse. L’autrice vi si rivolge come persone in una fase critica della crescita, non come un’omogenea fascia di consumatori. Non fate mancare questa storia sui vostri scaffali.

Laura Dean continua a lasciarmi

Lumberjanes – Shannon Watters, Grace Ellis, Brooklyn A. Allen e Noealle Stevenson (2014-2020)

Probabilmente una delle migliori serie regolari pubblicate nello scorso decennio, Lumberjanes racconta la storia di cinque ragazze e delle loro disavventure al Campo di Miss Quinzella Thiskwin Penniquiqul Thistle Crumpet per “Tipe Toste”.

L’estate delle nostre protagoniste sarà costellata di mortali pericoli ed incontri con creature misteriose, che affronteranno tutte quante insieme fortificando la loro amicizia di volta in volta. Il cast è estremamente diverso ed eccelle nel portare rappresentazioni non stereotipate delle minoranze in questione, come quella LGBTQ+.

Lumberjanes

Jo, leader del gruppo e scout modello, April, la scout più forte nonché migliore amica di Jo da tutta la vita, Ripley, la più giovane ed energetica del gruppo, Molly e Mal, l’abile arciera amante dei libri e la cauta punk dal cuore tenero che condivideranno più di una semplice amicizia.

Alle nostre protagoniste si affiancheranno numerosissimi personaggi secondari, tutti indimenticabili a modo loro e che renderanno ogni numero ed ogni arco narrativo unico e diverso dal precedente. Complice anche il cambio di artisti e conseguentemente lo stile di disegno da un arco all’altro.

“Ogni numero vi terrà incollati alle pagine come il precedente, se non di più”

Le rocambolesche avventure delle nostre eroine nascono dalle menti di Noelle Stevenson, Grace Ellis, Shannon Watters e Brooklyn A. Allen. Quest’ultime hanno lavorato a stretto contatto fra loro e con altri scrittori per dare vita a ben 75 volume divertenti, dinamici ed appassionanti. In Italia è edito da Bao Publishing.

Ogni numero vi terrà incollati alle pagine come il precedente, se non di più, e se riuscite a tollerare i bruschi cambi di stile dovuti al passaggio della matita in mano ad un altro disegnatore, allora potrete vivere una delle migliori avventure a fumetti pubblicate negli ultimi anni.

Lumberjanes

I consigli di Elisa Farina

Il principe e la sarta – Jen Weng (2018)

Tra i titoli più importanti e rappresentativi da ricordare in occasione del mese del Pride, è impossibile non citare Il principe e la sarta. Il fumetto, scritto e illustrato da Jen Weng, è stato pubblicato nel 2018 ed ha rapidamente conquistato il pubblico. Quest’ultimo ha ricevuto un numero incredibile di premi e riconoscimenti, dimostrandosi una delle opere più interessanti della scena moderna del romanzo grafico americano.

Piuttosto che soffermarsi su una tradizionale (o non) storia d’amore, l’opera di Jen Weng racconta qualcosa di più profondo, complesso e personale. Prima di imparare ad apprezzare e a conoscere gli altri, infatti, è necessario accettare se stessi, indipendentemente dai propri problemi, paure e difficoltà.

Il principe e la sarta LGBT

I protagonisti della storia, per l’appunto, sono proprio un principe e una sarta. Il primo, tuttavia, non sembra incarnare tutte le caratteristiche tipiche del suo titolo nobiliare. Sebastian, infatti, nasconde un profondo segreto e sarà proprio Frances ad aiutarlo ad accettarsi per quello che è, vivendo lo stesso processo in maniera estremamente personale.

Il principe ha delle idee chiare sugli abiti che vuole, anche se questi non sono quelli che un futuro re può permettersi di indossare in pubblico. Frances, infatti, sarà incaricata di creare degli sgargianti e sontuosi vestiti femminili. Sebastian è un cross-dresser, e si presenta pubblicamente “celandosi” dietro l’identità della misteriosa Lady Crystallia.

“Prima di imparare ad apprezzare e a conoscere gli altri, infatti, è necessario accettare se stessi, indipendentemente dai propri problemi, paure e difficoltà”

Jen Weng ci regala un’avventura meravigliosa, che mostra la nascita di un’amicizia profonda. Un rapporto che va aldilà dei pregiudizi e delle incomprensioni, che ci racconta l’importanza di accettare se stessi e gli altri. Tutto questo è fondamentale per riuscire a trovare il proprio posto nel mondo, ed entrambi i nostri protagonisti saranno costretti a lasciarsi alle spalle le proprie preoccupazioni per andare avanti.

Il principe e la sarta affronta questa tematica con una incredibile leggerezza ma, allo stesso tempo, non cade mai in stereotipi o semplificazioni. Una lettura adatta a tutti, che ci mostra la nascita di un’amicizia profonda e preziosa tra due persone che decidono di percorrere insieme un cammino particolarmente difficile, utilizzando l’accettazione e la complicità per superare problemi, paure e preoccupazioni.

Il principe e la sarta

La mia prima volta: My lesbian experience with loneliness – Kabi Nagata (2016)

La mia prima volta: My lesbian experience with loneliness è una storia autobiografica toccante e ricca di emozioni, all’interno della quale l’autrice ha deciso di raccontare il suo percorso travagliato per raggiungere l’accettazione personale. Una lotta contro quella più che spiacevole sensazione di inadeguatezza che circonda le nostre vite e che si pone come una vera barriera per il nostro futuro.

Dopo 28 anni di una vita difficile e travagliata, tra disturbi alimentari, autolesionismo e un “corridoio” puntato verso l’autodistruzione, Kabi Nagata decide di provare a percorrere quel percorso che, almeno nella sua testa, potrebbe idealmente portarla a far parte di una società da cui non si sente accettata. E il volume si apre proprio così, mostrandoci la ragazza pronta a fare il grande passo, a disagio e in difficoltà a letto con una escort.

La mia prima volta

A differenza degli altri titoli, dai toni decisamente più leggeri, l’opera racconta senza mezzi termini una storia profondamente complessa e toccante. Il corpo della protagonista, coperto di cicatrici fisiche ed emotive, è costretto a sopportare un peso non indifferente, tra complessi interiori instabili, responsabilità e autocommiserazione.

Il tutto viene raccontato con una ironia altalenante ed inaspettata, che riesce comunque a dimostrare la difficoltà del suo percorso senza sminuirlo. Una narrazione pesante che ci fa sorridere ma che, soprattutto, fa riflettere. Anche in questo caso lo scopo principale è uno: imparare ad accettarsi, anche quando gli altri non sono disposti a farlo.

“L’opera racconta senza mezzi termini una storia profondamente complessa e toccante”

In La mia prima volta: My lesbian experience with loneliness, l’autrice ha messo a nudo le sue personali esperienze, tra fragilità, errori, dubbi e scelte. Sebbene particolarmente drammatica, la vita di Kabi è quella di una persona normale, costretta a farsi spazio in un mondo saturo e claustrofobico, in cui è fin troppo semplice sentirsi di troppo.

Ma sarà proprio attraverso la sessualità, considerata un vero e proprio tabù per gran parte della sua vita, che la protagonista troverà alcune delle risposte che cerca. Un volume ricco di ironia e di drammaticità, che ci mostra i diversi passaggi e le difficoltà di un processo di accettazione durato più di dieci anni. Una storia unica, che sicuramente sarà in grado di farvi emozionare.

La mia prima volta

I consigli di Matteo Sorrentino

Cinzia – Leo Ortolani (2018)

Cinzia di Leo Ortolani è una graphic novel troppo spesso sottovalutata. Il personaggio è noto per essere nato come caricatura e Leo Ortolani è da sempre un fumettista dalla forte vena comica. Oltre all’umorismo, però, l’autore ha voluto approfondire l’aspetto emotivo di una donna transessuale, criticando fortemente la società estremamente discriminatoria e pregiudizievole nei confronti delle persone che non si identificano nel proprio sesso biologico.

Tra una battuta e l’altra vengono esplorate diverse tematiche come quella dei fanatici della famiglia tradizionale con le loro ideologie antiquate e decisamente sbagliate. Questo tipo di narrazione permette anche ai più giovani e a chi semplicemente non ha mai pensato troppo al tema di riflettere attentamente, interessandosi a Cinzia e alla sua vita, cercando di capire cosa provano le donne transgender e sensibilizzando i lettori.

Cinzia

È una delle poche opere fumettistiche ad affrontare questo argomento con leggerezza, ma dandogli comunque la giusta importanza. Se non l’avete ancora letto vi consigliamo assolutamente di farlo il prima possibile. Cinzia, tra l’altro, vive male anche il rapporto all’interno della comunità LGBTQ+, sentendosi perennemente fuori posto.

Ortolani ci ha presentato una donna alla continua ricerca di sé stessa. Non è una semplice rappresentazione piatta di una “minoranza”, bensì l’analisi in chiave più umoristica che comica di una ragazza perennemente a disagio col mondo che la circonda.

“Ma questo albo è un piccolo passo verso la comprensione, la tolleranza e la presa di posizione verso quello che noi sappiamo essere il lato giusto”

Non si tratta di auto accettazione o della ricerca di una comunità di appartenenza: la nostra protagonista viene schiacciata da una realtà ingiusta che viviamo e osserviamo con i nostri occhi tutti i giorni, eppure resta impunita. Non sappiamo quale sia il modo migliore per combattere questa guerra contro l’ignoranza e la violenza ingiustificata.

Ma questo albo è un piccolo passo verso la comprensione, la tolleranza e la presa di posizione verso quello che noi sappiamo essere il lato giusto. Se l’avete già letto potete iniziare Bedelia, il suo seguito, non ne sarete delusi. Inoltre, vi consigliamo di recuperare il nostro approfondimento sul personaggio, oltre alla nostra intervista al maestro del fumetto italiano Leo Ortolani.

Cinzia

P. La mia adolescenza trans – Fumettibrutti (2019)

Al contrario di Cinzia, P. La mia adolescenza trans, è un’opera molto più profonda e drammatica. Va anche sottolineato che Leo Ortolani si è semplicemente schierato dalla parte della comunità LGBTQ+. Yole Signorinelli, invece, conosciuta da tutti come Fumettibrutti, è probabilmente la persona più adatta a trattare questo tema.

In quanto donna trans, l’autrice ha voluto raccontare la sua storia attraverso le tavole, il tutto senza addolcimenti o battute superflue. Questa è la vita di una ragazza che ha sofferto tanto. È stata vittima di bullismo a scuola e di discriminazioni di ogni tipo nel quotidiano semplicemente perché veniva vista come uno sbaglio.

P. La mia adolescenza trans

Nonostante questo, la protagonista non ha mai rinnegato la sua natura ma, al contrario, si è sempre mostrata per ciò che è realmente. Anche questa si aggiunge alla lista delle opere da recuperare se ancora non l’avete fatto, trattenere le lacrime sarà impossibile.

In questo, che ricordiamo essere solo il secondo lavoro per Fumettibrutti, l’autrice si racconta senza filtri o limiti di alcun tipo. La graphic novel in questione è di grande conforto e tornerà molto utile a chi ancora non ha avuto il coraggio di rivelare la propria natura. Non si tratta, infatti, di un frutto della fantasia, ma di una autobiografia. Yole Signorinelli racconta la sua transizione da un corpo maschile che non le apparteneva ad uno femminile che sente finalmente suo.

“Non si tratta, infatti, di un frutto della fantasia, ma di una autobiografia”

Ovviamente il percorso non è privo di ostacoli, ma anche in questo caso l’opera ci torna utile. Tutti hanno subito e subiranno discriminazioni di questo genere e leggere questa testimonianza attraverso le tavole potrà dare conforto a molte persone che vivono la stessa situazione.

Il linguaggio schietto, lo stile semplice e d’impatto, la scelta in cui la narrazione avviene, sono solo alcune delle caratteristiche che rendono irresistibile P. La mia adolescenza trans. Anche la scelta dei colori di sfondo delle vignette non è lasciato al caso.

P. La mia adolescenza trans

Questi sono i fumetti a tema LGBTQ+ che vi proponiamo. Ma, naturalmente, ce ne sono molti altri da poter leggere e consultare per avvicinarsi all’argomento o per trovare conforto. E voi, avete già letto altri albi di questo tipo? Continuate a seguirci su MonkeyBit per rimanere aggiornati sulle novità e per scoprire altre interessanti informazioni e approfondimenti per quanto riguarda videogiochi, film, serie televisive e fumetti!

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