MonkeyBit

Pokémon

Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente Recensione: non è tutto oro quel che luccica

Nelle nostre vite ci sono poche sicurezze per quanto riguarda il mondo videoludico, ed una di queste è sicuramente Nintendo. Questa grande compagnia nipponica ha portato nelle nostre case titoli del calibro di Zelda, Super Mario, Metroid e l’immancabile Pokémon, di cui parleremo oggi.

Diamante Lucente e Perla Splendente sono le ultime creazioni di Game Freak, studio diventando incredibilmente famoso proprio grazie ai mostriciattoli tascabili. L’ultimo dei loro titoli è stato richiesto per tantissimo tempo e, ora che è qui, ha riscosso un successo grandissimo, ma forse non totalmente meritato.

Un ritorno tanto atteso quanto deludente

Da anni ormai tutti i fan di Pokémon chiedevano a gran voce virtuale la possibilità di rivivere le avventure della mo\ntuosa Sinnoh, ricevendo eventualmente una risposta chiara e tonda: il remake si farà!

Col senno di poi, moltissimi di questi fan sono rimasti delusi, lasciandosi andare ad imprecazioni varie sotto i trailer del gioco in questione. Grafica troppo chibi, non abbastanza innovazioni, HUD che lascia a desiderare… Insomma, non era proprio sfavillante questa perla.

Per fortuna, Nintendo ha deciso di dedicarci un altro po’ di tempo, rendendo il titolo leggermente più appetibile, devo ammettere, ma non abbastanza.

La peculiarità di quest’opera quindi possiamo raggrupparla in un’unica categoria: la nostalgia. Tutti quanti abbiamo avuto l’amaro in bocca finendo un gioco pokémon, l’uscita di un nuovo capitolo della saga era quindi allettante per ricominciare da zero il nostro viaggio da allenatori. Beh, questo è quello che offre davvero Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente.

Pokémon

Chiunque abbia amato la saga sin da piccolo ricorderà la quarta generazione con molto affetto: l’arrivo su Nintendo DS, le prime funzioni touch, i primi scambi facilitati dal Wi-Fi e molto altro. Innovazione era quindi la parola chiave per Diamante e Perla.

Per le loro controparti futuristiche tuttavia non è così. A dirla tutta, alcune delle modifiche apportate alla classica formula pokémon le ho amate alla follia, come le MN. Per usarle infatti, non avremo bisogno di insegnarle ad un pokémon, ci basterà averle insieme alla medaglia di cui necessitano.

Altre meccaniche invece le vediamo tornare a gamba tesa nel gioco, rovinandolo e rendendolo ancora più facile. L’amicizia, ad esempio, ci darà la possibilità di sferrare un critico al 100%, di evitare una mossa infallibile, di rimanere con 1 PV nonostante il pokémon fosse già ad 1 PV.

Formula che vince non si cambia?

Non si può dire che il brand rappresentato dal topino giallo sia nuovo di zecca, ma nemmeno che non può portare delle modifiche alla trama.

Tuffiamoci in questo mare di nostalgia già alimentato a valanga dall’argomento principale di questa recensione e andiamo a scavare nei meandri di Rosso e Blu: un ragazzino che parte per coronare il suo sogno, sgomina il Team Rocket, sconfigge i capipalestra e cattura pokémon leggendari.

Con Spada e Scudo invece abbiamo visto come questo titolo possa letteralmente essere la cosa più vicina ad una graphic novel. Personaggi infantili e stantii, trama insulsa e praticamente non giocata dal protagonista, a causa del suo sviluppo anonimo fino al “boss finale”.

Diamante Lucente e Perla Splendente invece per fortuna non sono ancora a questo livello, cercando di sviluppare una trama leggera ma coinvolgente, riuscendoci egregiamente. Non ai livelli di Rubino e Zaffiro ovviamente, ma quasi.

Pokémon

Parlando della terza generazione, possiamo inoltre affermare con certezza che Game Freak abbia perso colpi. Il motivo di questa affermazione si chiama Omega Rubino e Alfa Zaffiro.

Questi due titoli sono stati incredibili per il franchise, riportando ai fasti una delle generazioni più belle. Diamante e Perla non hanno nulla da invidiare a quest’ultima, perché quindi peggiorarla con uno stile grafico così “azzardato”?

Le novità nel Grande Sottosuolo e per l’endgame tuttavia sono abbastanza interessanti, ma non arrivano alle avventure Dynamax del cugino più recente targato Pokémon. Cugino decisamente migliore anche per quanto riguarda la relazione con i personaggi.

Nel nostro ritorno a Sinnoh infatti, moltissimi dei capipalestra sembreranno più degli sconosciuti che degli allenatori. Nessuna sfida, nessuna sidequest ma molta delusione.

“Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente hanno uno stile grafico completamente nuovo”

Ironicamente – ma non troppo – molte persone hanno malvisto il nuovo stile grafico adottato da Game Freak. La compagnia ha scelto un look chibi, quasi infantile, che all’occorrenza cambia con i modelli 3D a cui siamo stati abituati da poco tempo.

Personalmente, ho apprezzato abbastanza questo “esperimento”, poiché quello che ha fatto davvero quest’opera è stato ripercorrere per filo e per segno quello che erano Diamante e Perla, donandogli la possibilità di diventare moderni ma nei limiti della personalità.

Questo significa cercare di raffinare un carisma leggendario che abbiamo visto solo nella quarta generazione di pokémon: è difficile fare di meglio.

Come abbiamo già visto precedentemente in questa recensione però, ORAS sarebbe stato un ottimo esempio da emulare, se non addirittura da copiare. Tuttavia, rispettiamo anche la scelta adoperata da Nintendo di non voler riprendere in mano il fallimentare progetto visivo di Spada e Scudo. Kudos.

Pokémon

Parliamo adesso del lato tecnico, ovvero le lotte pokémon. Sicuramente mantenere lo stile classico è stata la scelta giusta, con la possibilità di vedere le info delle mosse direttamente nel menù di battaglia. Forse un po’ esagerata l’accessibilità che ci dice quale mossa sia superefficace e quale no, ma questi sono dettagli su cui si può sorvolare.

In una recensione precedente – quella di New Pokémon Snap – fui rimasto colpito dalla bellezza e l’accuratezza dei modelli delle creature da fotografare: dettagliati, lucenti, vivaci e soprattutto consistenti!

In questo remake, purtroppo, i modelli non sono ancora arrivati allo stesso livello, ricevendo comunque un upgrade dai titoli precedenti. Che nei prossimi ritorni a Johto o Unima siano di livello superiore? Lo speriamo vivamente.

I VFX invece – gli effetti visivi – sono stati ritoccati e sembrano davvero qualcosa di nuovo e fresco, dando vita alla battaglia. Accompagnati poi da nuovi effetti sonori per attacchi superefficaci, cambi pokémon, e per le mosse. Un dettaglio davvero apprezzatissimo.

Anche le musiche non sono da meno: le canzoni originali di Diamante e Perla riarrangiate in chiave moderna e più dolce. Una delle peculiarità dei vecchi giochi Pokémon infatti era proprio il loro audio prettamente a 8-bit, con l’arrivo su Switch abbiamo visto un ringiovanimento molto apprezzato.

L’endgame di Pokémon DLPS cerca di riprendersi un po’

C’è da dire però che il gioco, dopo aver finito la storia principale, riesce a portarci in un’altra spettacolare avventura, costellata di pokémon leggendari.

Già dalla Lega Pokémon possiamo vedere quanta enfasi gli sviluppatori abbiano messo nel potenziare i migliori allenatori di Sinnoh. Fatto sta che questo impegno sarebbe stato apprezzato di più se fosse stato esteso anche a tutti gli altri NPC.

Sfortuna vuole che, dopo un’avventura abbastanza semplice, andremo ad affrontare qualcosa di inaspettatamente forte, che non deve essere per forza una cosa negativa.

Dopo aver battuto Camilla ed il suo odioso Milotic, sbloccheremo la vera missione del gioco: completare il Pokédex. Sarà possibile farlo anche solo vedendo i 150 pokémon di Sinnoh, ma sarà necessario per catturare i pokémon leggendari.

Pokémon Perla Splendente e Pokémon Diamante LucenteLa meccanica per farlo è molto simpatica: Game Freak ha messo a disposizione – nei sotterranei – delle cartucce di GBC e GBA che contengono dei pokémon leggendari in base alla loro generazione. Peccato per la limitatissima scelta di creature, a questo punto tanto varrebbe cercare le rarissime bestie su Pokémon Spada e Scudo.

Infatti, a mio parere, questi ultimi giochi hanno un endgame decisamente migliore rispetto alla loro controparte più recente, ciò non toglie la bellezza di riscoprire le aree fantastiche che ci hanno accompagnato nella nostra infanzia/adolescenza.

Parte integrante del post-game di un gioco pokémon è ovviamente la caccia agli shiny, e Diamante Lucente/Perla Splendente lo realizzano in modo classico con il Poké Radar. Qualcosa che ho amato davvero, è che GF ha deciso volontariamente di raddoppiare le possibilità di trovare pokémon cromatici, dandoci la possibilità di trovarne qualcuno anche durante la nostra avventura.

Senza pokémon shiny in mano, però, sono riuscito comunque a godermi molte parti del gioco, anche prima di finirlo, ragion per cui lo reputo un elemento abbastanza valido, ma non troppo se comparato agli altri titoli.

 

Vi ringraziamo di cuore per aver letto la nostra recensione, vi consigliamo di restare su MonkeyBit e di consultare le nostre guide su Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente.

The Review

7.5
7.5
Pokémon Diamante Lucente

In conclusione

Pokémon sarà sempre un caposaldo del videogame e della sua storia. Diamante Lucente e Perla Splendente sono due remastered che vengono da pietre miliari del genere, che hanno segnato la storia del brand con molte novità e sfaccettature. Le controparti del 2021 non sono da meno, creando sicuramente qualcosa di interessante e carino. Tuttavia, non sono lontanamente paragonabili ai vecchi fasti, ne tanto meno a titoli del calibro di Omega Rubino e Alpha Zaffiro e viene surclassato dallo stile grafico incantevole di Let's Go. Con un po' di impegno in più, qualche aggiunta per colmare la lacuna delle battaglie online e, perché no, qualche leggendario in più quest'opera sarebbe stata un tocco di classe, ma purtroppo non è stato così.
El Camino

What's your reaction?

Post a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Developed by SpawnLab