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Paradise Killer

Paradise Killer Recensione

Paradise Killer è un gioco investigativo a a metà fra Danganronpa e Ace Attorney in salsa anni 80. Pubblicato da Kaizen Game Works e pubblicato Fellow Traveller ci presentano un’opera che ci consente di investigare liberamente su un caso di omicidio secondo i nostri modi di fare. Questa è la novità maggiore di questo titolo ed anche la più interessante, visto che nessun giallo ci dà questa libertà. Possiamo decidere chi incolpare del crimine in base alle prove che abbiamo senza essere spinti in particolari direzioni.

Quindi ragionate bene prima di prendere decisioni, altrimenti potreste incolpare qualcuno che non c’entra niente. Nelle ultime ore di gameplay dobbiamo anche fungere da pubblico ministero utilizzando le prove a nostre prove per incriminare il colpevole. Come già detto, questo titolo unisce le fasi investigative di Danganronpa e quelle da pubblico ministero similmente a Ace Attorney, ma con la libertà di incriminare chiunque. Questo rende il gioco oltre che molto innovativo anche realistico, perché c’è anche la possibilità di sbagliare durante delle indagini, a differenza di molti altri titoli che ti indirizzano verso il vero colpevole. Quindi bisogna analizzare bene le scene del crimine, facendo attenzione a non perdere nessuna prova che potrebbe aiutarci a ribaltare la situazione. Anche l’analisi delle prove è importantissima, dato che un fraintendimento di una di esse potrebbe portarci sulla via sbagliata.

Una storia intrigante e un’ambientazione retrò

Interessante vedere come in Paradise Killer ci sia un caso principale e altri minori da risolvere come missioni secondarie. Oltre al fatto che non si era mai visto nulla del genere in un gioco investigativo, la consideriamo un tocco di classe in quanto aggiunge longevità al titolo. Cosa che comunque male non fa. Il gioco è ambientato in un’isola tropicale con dei colori molto sgargianti tendenti al viola. Come nei titoli che volevano rispecchiare gli anni ’80 come Hotline Miami. Gli abitanti adorano delle divinità aliene e sacrificano gli umani nei tentativi annuali di evocarli. Hanno provato 24 volte su 24 isole diverse e – ovviamente – non funziona mai. Di solito evocano dei demoni accidentalmente. Presumibilmente la prossima isola sarà diversa forse perfetta per l’evocazione. È un ambiente fuori di testa, però è divertente e con personaggi molto particolari.

Noi vestiremo i panni di Lady Love Dies, una famigerata “maniaca dell’investigazione” che è stata richiamata dall’esilio dopo che i più alti funzionari dell’isola sono stati assassinati la notte prima del loro passaggio alla nuova isola. Sta a noi scoprire chi ha fatto questo e perché. I nostri metodi per arrivare alla verità saranno il classico interrogatorio dei vari personaggi che incontreremo, trovare indizi e risolvere dei geroglifici alieni con il nostro fidato computer. Paradise Killer premia in modo esemplare l’esplorazione: girando per il paradiso troveremo molti collezionabili, come musicassette e i cristalli di sangue che sono la valuta del gioco. Questi ultimi possono essere utilizzati per acquistare oggetti al mercato nero. I paesaggi del paradiso sono molto sfarzosi e lussureggianti con il sottofondo di una colonna sonora pop, jazz e disco e visto che ci sarà molto da camminare è un ottimo accompagnamento.

La mappa è stracolma di segreti, che possono comunque aiutarci a trovare nuove piste e indiziati per i vari casi. Tenete quindi gli occhi aperti, dato che potreste trovare prove che magari non erano presenti sulla scena del crimine. Questa è una scelta che ha molto senso, dato che i colpevoli hanno provato a disfarsene per non essere incolpati. Le prove sono fondamentali per arrivare al nostro obiettivo ma non abbiate fretta, esplorate ogni centimetro della mappa di gioco prima di giungere a conclusioni. Perché magari non è sempre la soluzione più semplice la più ovvia no?

Paradise Killer

Personaggi interessanti con cui è divertente parlare

I personaggi di Paradise Killer sono davvero affascinanti. I modelli sono in 2.5D e le interazioni con loro sono simili a quelle che vedremmo in una qualsiasi visual novel. Parlare con loro è molto divertente e durante i dialoghi c’è un rumore di macchina da scrivere quando compaiono le scritte a schermo. All’inizio può risultare fastidioso per qualcuno, ma comunque è fatto in modo che anche le orecchie più sensibili ci si abituino alla fine. A livello di gameplay, i dialoghi non per forza essere suonano come “da interrogatorio” per scoprire qualche nuova tessera del puzzle. Infatti, anche da un discorso innocuo potremmo scoprire dei nuovi dettagli che possono aiutarci con i nostri casi.

Altro dettaglio molto interessante è che potenzialmente TUTTI i personaggi che popolano l’isola possono aver commesso il crimine. È divertente vedere il modo in cui il gioco espone i potenziali sospetti, rendendovi sospettosi di tutti loro e lasciandoci gestire la situazione come meglio si crede. Tutte le storie di Paradise Killer sono complesse ed intrecciate in modi sorprendenti. Ogni personaggio ha motivazioni e storie interpersonali che, se non si presta la dovuta attenzione, potrebbero essere perse. Il titolo ci fa pensare con la nostra testa, ogni errore potrebbe costare caro ad un innocente e questo è penso il punto di forza maggiore del gioco. Ci fa dubitare di tutto e tutti, e arriveremo a chiederci domande come “Ho abbastanza prove?” o “Mi ha detto la verità?”.

Paradise Killer

In conclusione

Posso dire di aver davvero adorato questo titolo sia per via del mio profondo apprezzamento del genere ma anche perché le innovazioni che porta ad esso sono davvero molte: la libertà che avete di esplorare l’isola da cima a fondo, l’interazione con i personaggi e soprattutto che l’assassino potrebbe essere chiunque. Quindi c’è anche la possibilità che potremo sbagliare e incolpare un’innocente. L’ambientazione tropicale in stile vaporwawe anni ’80 è un tocco di classe che piace, e anche le musiche sono apprezzabilissime come accompagnamento durante le nostre indagini. Tecnicamente non è niente di eccezionale, certo, i modelli non si muovono a meno che non ci parliamo, e comunque mostrano qualche espressione facciale. Però se piacciono gli investigativi, questo gioco è da recuperare assolutamente. Restate sintonizzati su MonkeyBit per rimanere sempre aggiornati sul mondo dei videogiochi.

Paradise Killer Recensione
8.5 / 10 VOTO
PRO
    - Libertà di giocare come si vuole
    - Personaggi carismatici
    - Paesaggi mozzafiato
CONTRO
    - Troppo dispersivo
    - Alcune prove sono troppo diffcili da trovare
VOTO
El Camino

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