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Panic Recensione: la nuova serie young adult di Amazon Prime Video

Panic, targata Amazon Studios, è uscita oggi, 28 maggio, sulla piattaforma streaming. Lo show young adult è tratto dall’omonimo romanzo di Lauren Oliver, la quale è anche showrunner nonché executive producer della serie. Oltre a lei, alla produzione troviamo Joe Roth, Jeff Kirschenbaum e Adam Schroeder. I co-executive invece sono Lynley Bird e Alyssa Altman. Di seguito trovate la sinossi ufficiale e il trailer italiano.

Panic è la nuova serie in dieci episodi di un’ora di Amazon Prime Video, scritta e creata da Lauren Oliver (basata sul suo omonimo romanzo best-seller). La storia si svolge in una cittadina del Texas in cui ogni estate i neodiplomati si cimentano in una serie di sfide a eliminazione, credendo che sia la loro unica chance per sfuggire alla loro situazione e migliorare le loro vite.
Ma quest’anno le regole sono cambiate – la posta in gioco non è mai stata così alta e tutto è diventato ancora più pericoloso. I contendenti dovranno affrontare le loro paure più profonde e oscure e saranno costretti a decidere quanto sono disposti a rischiare per vincere.

Panic: tra cliché e mediocrità

Se si pensa allo young adult inevitabilmente si finisce sempre per ricordare quanto i cliché vincolino questo genere e quanto sia difficile valutarlo se non si appartiene alla fascia di pubblico di riferimento. Ma Panic ha un serio problema (al contrario di molti altri film e serie): non si sforza neanche un po’ di sembrare di essere qualcosa di più serio e interessante di ciò che effettivamente è. Ad esempio gli attori, specie i più giovani che coprono il maggior screen time, vanno dall’anonimo al bravino.

L’unica che sembra crederci in questo progetto è la scrittrice stessa del romanzo che infatti produce e fa da showrunner. Tornando al cast e ai loro personaggi, è impossibile non etichettare questi personaggi negli stereotipi – perché purtroppo di questo si parla – del genere. Prendiamo Heather (Olivia Welch), la protagonista, colei che più di tutte dovrebbe cambiare. Il suo personaggio rimane il medesimo per tutto l’arco della serie e, quelle poche volte che sembra avere un minimo di sviluppo, torna ad essere sempre la solita innocent girl senza un soldo.

Panic

Se sugli stereotipi dei personaggi si può chiedere un occhio, non si può fare lo stesso per quanto concerne la trama e il suo sviluppo. Accettate tutte le forzature del caso su cui soprassediamo, perché una storia, che è di base poliziesca, deve essere così scontata e priva di reali colpi di scena? Per carità, le registe fanno il loro lavoro cercando di trovare qualche guizzo interessante, soprattutto nelle scene del gioco, ma non basta a salvare una trama priva di mordente e di reale spessore.


Prendiamo un autore di romanzi che, tra trasposizioni mediocri e veri capolavori, è sempre stato spunto per soggetti cinematografici e televisivi: Stephen King. L’autore statunitense è stato spesso criticato per le sue realizzazioni in ambito cinematografico. Non è un caso che Shining di Stanley Kubrick, opera che si distacca fortemente dal romanzo, sia forse la miglior trasposizione di un suo lavoro – la prova del nove la si ha con l’invece molto più mediocre Doctor Sleep. Ma perché dico tutto questo?

Guardando Panic si percepisce una fedeltà pedissequa al romanzo che finisce per allungare eccessivamente le serie. Lo si è detto fino alla nausea: i film e le serie non sono libri. Non hanno la stessa durata e l’esperienza è diversa. Anche chi non ha letto il romanzo da cui è tratta la serie può capire dai dialoghi ora ridondanti, ora eccessivi, ora didascalici, che Lauren Oliver ha veramente riscritto il suo bestseller.

Panic

Non ci sarebbe nulla di male in ciò, se non fosse che la serie ha evidenti problemi di ritmo. Le scene di dialogo (che sono tante, troppe) sono estenuanti, mentre quelle d’azione (si chiama Panic dopotutto la serie) paiono troppo brevi. Infatti, la serie (di 10 episodi!) sarebbe potuta durare molto meno e ne avrebbe giovato il ritmo.

A rendere troppo pesanti le scene di dialogo ci sono anche soluzioni trite e ritrite e la sopracitata mediocrità del cast. Tra attori che vanno in overacting e la monoespressività di altri, si raggiungono spesso momenti imbarazzanti che rovinano la credibilità del lavoro.

La regia

Il lavoro registico è forse quello migliore. La standardizzazione della storia, della sceneggiatura, dei personaggi e del montaggio fortunatamente non intacca (sempre) la direzione. Seppure nelle scene di dialogo spesso l’espediente filmico sia sempre il medesimo (ovvero campo e controcampo), quantomeno nelle prove del Panic troviamo interessanti movimenti di macchina che avvalorano le prove rendendole davvero pericolose.

Senza fare spoiler, nella scena dell’asse della morte (che vediamo anche nel trailer), siccome la paura deriva dal guardare giù, possiamo assistere a lenti movimenti di macchina che, dall’alto, guardano in basso a poco a poco generando nello spettatore un effetto di disagio e paura per le altezze.

Panic

Nonostante ciò, sembra che in sede di regia ci sia stata una sorta di limite, come se la produzione avesse standardizzato le registe. Altrimenti non si spiega come mai, nelle scene in cui sembrano avere la massima libertà, siano così brave, mentre nelle scene più “standard” propongono uno sguardo classico, per non dire anonimo.

Infine, negli attimi finali di ciascun episodio assistiamo a dei veri e propri cliffhanger che catturano l’attenzione dello spettatore e in queste scene troviamo spesso una narrazione visiva, priva di dialoghi; come se le registe avessero avuto davvero carta bianca. Perché allora nel resto dell’episodio spesso assistiamo ad inutili didascalismi che spiegano la trama? Un vero peccato.

Conclusioni

Panic è una serie young adult targata Amazon Studios che non riesce a catturare lo spettatore fino in fondo a causa di un’evidente discontinuità di ritmo. Se la showrunner, anche scrittrice del romanzo da cui è tratto lo show, avesse asciugato i dialoghi e avesse ridotto molte scene didascaliche ne avrebbe giovato sia la durata che la fluidità della serie.

Se forse al pubblico di riferimento la serie può risultare stimolante, a quello più adulto Panic sembrerà l’ennesimo progetto che propone personaggi macchiettistici, una storia trita e ritrita priva di reali colpi di scena e un cast mediocre, specie quello più giovane.

Panic Recensione
5 / 10 VOTO
PRO
    - La regia presenta interessanti guizzi nelle scene del Panic
    - Alcune storyline sono interessanti
CONTRO
    - La sceneggiatura presenta diversi momenti didascalici nonché stereotipati
    - Cast mediocre
    - Trama priva di reali colpi di scena
VOTO

 

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