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Outriders

Outriders Provato della demo: quando invece di vivere un’apocalisse ne vivi due

Il 27 febbraio 2021, i ragazzi di Square Enix hanno rilasciato per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Google Stadia e PC una demo di Outriders, il loro nuovo titolo che uscirà a breve sviluppato da People Can Fly. Il genere è uno sparatutto in terza persona con elementi GDR di azione. Noi lo abbiamo provato e vogliamo parlarvene prima che esca il prodotto finale. Innanzitutto partiamo dalla storia, dato che all’interno della demo abbiamo a disposizione solo il prologo: la Terra è morta, tutte le risorse terrestri sono esaurite e quindi gli esseri umani rimasti si sono lanciati in una missione alla ricerca di un nuovo pianeta da colonizzare. Quest’ultimo si chiama Enoch distante circa 83 anni dal nostro ormai defunto corpo celeste.

Vestiamo i panni di un Outrider, ma purtroppo però non ci viene raccontato nulla riguardante chi siamo stati in passato o perché facciamo parte di questo corpo, o cosa significhi stare nei ranghi di quest’ultimo. In ogni caso, veniamo mandati in avanscoperta insieme ad una squadra. Ovviamente la missione non andrà come previsto e moriranno quasi tutti i componenti della spedizione a causa di alcune scelte sbagliate, oltre alla comparsa di un’anomalia. Quest’ultima è molto importante ai fini della narrazione e del gameplay, perché la maggior parte degli umani vengono uccisi da essa mentre altri vengono mutati assumendo alcuni particolari poteri. Una volta entrati a contatto con l’anomalia, verremo ibernati e risvegliati molti anni dopo nel bel mezzo di una seconda apocalisse. Il prologo si conclude una volta scelta la classe.

Outriders è la fusione di varie meccaniche

Avremo quindi disponibili delle classi, quattro per la precisione. Tutto questo per farci dare un assaggio all’impianto di gioco che sembra un misto fra Gears of War e Mass Effect. Infatti, il sistema di coperture è simile al primo citato e lo shooting ricorda il secondo. Ogni classe ha diversi poteri che si differenziano fra di loro per forza e abilità: in base a quello che scegliamo, dovremo adattarci e capire se è meglio stare a corta, media o lunga distanza. Prendiamo ad esempio quella del Distruttore, che si cura uccidendo i nemici vicini: in questo caso ci converrebbe stare vicini agli avversari, motivo per cui l’equipaggiamento che andremo a prediligere saranno i fucili a pompa.

Dobbiamo però dire che il comparto di shooting di Outriders non è molto soddisfacente, dato che colpire un nemico sparandogli non offre nessun feedback, nessun rumore, niente rinculo delle armi. Purtroppo questa è un difetto che penalizza la demo dato che il combattimento occuperà gran parte della nostra esperienza di gioco. Però è ancora presto per dare giudizi: magari nella versione completa questo problema non ci sarà.

Ognuna delle armi e delle armature hanno dei colori che le differenzia per rarità. Ovviamente più sono di grado alto, più statistiche ci forniranno: dobbiamo dire che quelle a disposizione sono poche, dato anche il fatto che stiamo ancora parlando di una demo. Purtroppo non sono personalizzabili in alcun modo anche se speriamo che questa feature possa essere introdotta in futuro, come anche il poter cambiare l’aspetto delle armature rispetto a quello che ha quella che indossiamo. La zona che abbiamo attualmente a disposizione è molto piccola e l’open world è altrettanto scarno, dato che si divide in piccole zone con un hub centrale. Un altro difetto che salta subito all’occhio è il modo in cui il level design fa sembrare l’open world fasullo. Le zone sono troppo circoscritte ma soprattutto sono molto piccole. Parlando poi della mappa poteva benissimo essere una zona unica invece di mettere quei caricamenti mascherati con l’apertura di una porta o scalando una parete.

Dal punto di vista tecnico di Outriders c’è ancora molto da lavorare perché i più grandi difetti si vedono sotto questo aspetto: l’intelligenza artificiale non è affatto eccezionale e basterà ripararsi per essere totalmente al sicuro dai nemici; in alternativa, se qualcuno si avvicina basterà indietreggiare. Nelle missioni secondarie i sottotitoli vanno fuori sincrono con i dialoghi, questi ultimi alcune volte si sovrappongono anche. Queste poi sono solo 4 e facilmente risolvibili, infatti in circa 20 minuti le avevamo già completate tutte. Anche le principali sono molto poche escludendo il prologo. Ogni tanto ci sono dei lag, certo, ma crediamo che questo sia dovuto ai server. Però comunque siamo molto curiosi di vedere come sarà il prodotto finale e non vediamo l’ora di provarlo. Rimanete sintonizzati su MonkeyBit per news e guide sempre fresche ma soprattutto per essere sempre aggiornati sul mondo dei videogiochi.

 

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