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Academy e la nuova piattaforma streaming per gli Oscar, poll

Oscar: i nostri pronostici

Il 13 gennaio sono uscite le tanto attese nomination degli Oscar 2020 (link qui al video). Il 2019 è stato un anno cinematografico incredibile e la nostra redazione ha fatto dei pronostici. Questo articolo infatti è stato pensato e scritto dalle tre menti della redazione cinema di MonkeyBit: Enrico Baccilieri, Elisa Farina e Massimiliano Meucci, tre persone diverse che hanno un’idea di cinema e gusti diversi. Per cui alcune volte si sono ritrovati d’accordo come in Miglior Colonna Sonora, altre volte come in regia e scenografia hanno discusso; il risultato è stato quindi un mix di idee diverse che speriamo vi possano interessare. Oltre a questa doverosa premessa si aggiunge che i nostri gusti non coincidono con quelli dell’Academy. Per cui, per ogni categoria, abbiamo distinto il nostro film preferito della categoria – il meritato – dall’effettivo (probabile) vincitore. In alcuni casi il meritato e il vincitore coincidono.

I nostri pronostici NON hanno tenuto in considerazione 1917, perché il film non è ancora uscito in Italia. A tempo debito – 23 gennaio – modificheremo l’articolo nel caso in cui per noi sia o il meritato, o il vincitore. Partiamo dunque coi pronostici degli Oscar 2020.

Miglior film

  • Le Mans ’66 – La Grande Sfida
  • The Irishman
  • Jojo Rabbit
  • Joker
  • Piccole Donne
  • Storia di Un Matrimonio
  • 1917
  • C’Era Una Volta a… Hollywood
  • Parasite

VINCITORE: C’Era Una Volta a… Hollywood, come abbiamo ampiamente argomentato nella nostra top 10 del 2019, è un film in cui Tarantino esprime tutto se stesso. Reinterpreta la Storia, costruisce una fiaba con dei personaggi scritti e interpretati alla grande. Tarantino gira un film meta-cinematografico sulla figura dello stuntman e dell’attore. La scenografia, il montaggio, la recitazione, la fotografia, i costumi e la regia sono tutte incredibili e, complessivamente, il film è imperdibile, specialmente per chi ama il regista. Inoltre Quentin Tarantino non è mai stato riconosciuto agli Oscar né come regista e né come miglior film, che sia la volta buona che Tarantino venga consacrato anche dall’Academy con la statuetta più importante?

MERITATO: Parasite ha vinto la Palma d’Oro a Cannes ed è, secondo noi il film più meritevole come Miglior Film. Il vero “difetto” che gli impedisce di poter vincere il premio è che è un film in sudcoreano. Non si è mai visto nella storia del cinema che un film in lingua straniera vinca l’Oscar al miglior film. Nonostante ciò questo film è fenomenale. Una sceneggiatura superba che analizza le classi sociali e sviluppa un pensiero analitico sul concetto di “parassita”, diretto con una tecnica registica che alterna piani sequenza a campi e controcampi ritmati da un montaggio superlativo. E non dimentichiamo il simbolismo del film e l’uso delle luci diegetiche degne di nota. Un film pressoché indimenticabile che andrebbe visto e rivisto.

Miglior attrice protagonista

  • Renée Zellweger, Judy
  • Charlize Theron, Bombshell
  • Scarlett Johansson, Storia di Un Matrimonio
  • Saoirse Ronan, Piccole Donne
  • Cynthia Erivo, Harriet

VINCITORE: Purtroppo Judy non è ancora uscito in Italia per cui non siamo riusciti a vederlo, ma Renée Zellweger è la favorita.

Judy Oscar

Miglior attore protagonista

  • Joaquin Phoenix, Joker
  • Adam Driver, Storia di Un Matrimonio
  • Leonardo DiCaprio, C’Era Una Volta a… Hollywood
  • Antonio Banderas, Dolor Y Gloria
  • Jonathan Pryce, I Due Papi

VINCITORE E MERITATO: Joaquin Phoenix, già vincitore del Golden Globe e ai Critics’ Choice Awards per la sua interpretazione di Arthur Fleck in Joker, è il nome più probabile e meritevole per l’Oscar come Miglior Attore Protagonista. Nonostante la concorrenza spietata, il divo non solo è riuscito a regalare al pubblico una performance da brividi costituita da espressioni al limite del disumano, di malattia mentale e tanta, tanta fisicità, ma è riuscito a incarnare lui stesso il film del quale è stato lo sfortunato eroe principale. L’opera di Todd Phillips, infatti, è una gigantesca impalcatura tecnica per sorreggere la sua tronfia, decadente e malinconica figura, figlio di una società violenta e in declino, dal macabro fascino, squisitamente irresistibile.

UN ALTRO MERITATO: Conosciuto principalmente per il ruolo di Kylo Ren nella nuova trilogia di Star Wars, Adam Driver dimostra definitivamente di essere uno dei migliori attori di questa generazione, come era stato anche dichiarato da Martin Scorsese in precedenza. Nonostante sia affiancato da una splendida Scarlett Johansson, Driver ruba completamente la scena nei panni di Charlie, un regista in crisi con la moglie Nicole. Nel film viene raccontata la storia del loro divorzio e gli effetti devastanti che la fine del loro amore porta ad entrambi, soprattutto nell’uomo, terrorizzato dall’idea di non poter vedere più il figlio e costretto ad affrontare la solitudine dovuta al suo carattere particolare e ai numerosi errori commessi in passato.

 

Miglior regista

  • Martin Scorsese, The Irishman
  • Quentin Tarantino, C’Era Una Volta a… Hollywood
  • Bong Joon-ho, Parasite
  • Sam Mendes, 1917
  • Todd Phillips, Joker

VINCITORE E MERITATO: The Irishman è un’opera troppo coraggiosa per essere dimenticata. Scorsese ha dimostrato più volte di essere un maestro, con The Irishman ha firmato un testamento artistico dove tutta la sua poetica è espressa in quest’epopea: i gangster, la dicotomia tra bene e male, la religione, L’UOMO. Pure il suo stile non cambia: il film si apre infatti con il classico piano sequenza scorsesiano all’interno di una casa di riposo. Tutti gli attori sono diretti divinamente dal regista. Certo il ringiovanimento non sempre riesce a colpire lo spettatore, ma Joe Pesci, Robert De Niro e Al Pacino ci hanno regalato tre interpretazioni a dir poco mozzafiato.

Martin Scorsese Oscar

Miglior attore non protagonista

  • Brad Pitt, C’Era Una Volta a… Hollywood
  • Al Pacino, The Irishman
  • Joe Pesci, The Irishman
  • Tom Hanks, Un Amico Straordinario
  • Anthony Hopkins, I Due Papi

VINCITORE: Brad Pitt quest’anno ha sbancato ai vari concorsi cinematografici, sia ai più piccoli che non, grazie all’ incarnazione dell’iconico Cliff Booth, proveniente da C’Era Una Volta a… Hollywood di Quentin Tarantino. La scrittura eccellente del maestro del pulp prepara il campo allo strepitoso artista di Hollywood che ci delizia con una ironica e scanzonata rappresentazione di uno stuntman in declino, compagno di sbronze e di vita del Dalton di DiCaprio. Il suo passato misterioso, la commovente e sentita amicizia con Rick, la rabbia latente: tutti elementi perfettamente giostrati da Pitt con un equilibrio e bilanciamento invidiabile, che con buona probabilità porteranno all’attore la tanto ambita statuetta d’oro.

MERITATO: The Irishman di Scorsese ha al centro degli interpreti straordinari che hanno contribuito attivamente al successo del lungometraggio. Mettendo da parte l’esclusione di Robert De Niro agli Academy Awards di quest’anno, Al Pacino e Joe Pesci sono riusciti ad ottenere l’ambita nomination come Migliori Attori Secondari. La scelta tra i due è difficilissima ed onestamente è piuttosto complicato che uno tra loro venga scelto, ciononostante il nome di Pacino potrebbe essere il più probabile, grazie ad una delle migliori interpretazioni della sua carriera. Ironico, testardo, caparbio e incosciente, il suo Jimmy Hoffa è umano e realistico fino al midollo, specialmente quando cambia umore in maniera repentina, dalla battuta sagace alla violenta ed esplosiva rabbia incontrollata.

Miglior attrice non protagonista

  • Laura Dern, Storia di Un Matrimonio
  • Margot Robbie, Bombshell
  • Florence Pugh, Piccole Donne
  • Scarlett Johansson, Jojo Rabbit
  • Kathy Bates, Richard Jewell

VINCITORE: Laura Dern è un’avvocatessa terribilmente odiosa, insopportabile e la grande attrice tornata in auge negli ultimi anni riesce a risultare crudele allo spettatore. Laura Dern e Baumbach ci deliziano con un monologo scritto ed interpretato benissimo sulla figura della donna nel mondo contemporaneo paragonata alla Vergine Maria. In generale il cast del film è fenomenale, dai due splendidi protagonisti ai due avvocati cinici e, forse, la Dern potrà vincere l’oscar rispetto agli altri che però, in quelle categorie, ci sono altri favoriti.

MERITATO: Il 2019 sembra essere stato un anno di successi per Scarlett Johansson con ben due candidature al premio Oscar, una come Miglior Attrice Protagonista per Storia di un Matrimonio e una come Miglior Attrice non Protagonista per Jojo Rabbit. In quest’ultimo interpreta la premurosa madre del protagonista Jojo, un bambino di dieci anni che fa parte della cosiddetta Gioventù Hitleriana e che sogna di diventare un perfetto nazista. L’attrice regala una delle migliori interpretazioni del film e riesce a mostrare le difficoltà del cercare di rimanere “umana” nascondendo Elsa, una ragazza ebrea in una rientranza nelle mura della casa e contemporaneamente di crescere e proteggere da sola il figlio in quegli anni così bui.

Miglior film internazionale

  • Sud Corea, Parasite
  • Spagna, Dolor Y Gloria
  • Francia, Les Misérables
  • Macedonia del nord, Honeyland
  • Polonia, Corpus Christi

VINCITORE E MERITATO: Ovviamente Parasite come abbiamo argomentato per miglior film. Nel caso remoto in cui Parasite vinca miglior film, probabilmente Dolor Y Gloria di Almodovar vincerà come miglior film internazionale.

Parasite Oscar

Miglior sceneggiatura non originale

  • The Irishman
  • Jojo Rabbit
  • Piccole Donne
  • I Due Papi
  • Joker

Nelle sceneggiature non originali – ma anche nelle originali – abbiamo discusso, tra meritati diversi e differenti idee sul vincitore effettivo, abbiamo trovato tre nomi. The Irishman scritto da Steven Zaillian, Jojo Rabbit dello sceneggiatore-regista Taika Waititi e Piccole Donne di Greta Gerwig.

Jojo Rabbit di Taika Waititi è probabilmente uno dei lungometraggi più coraggiosi dell’anno, grazie alla sua sceneggiatura (ispirata al libro Come semi d’autunno di Christine Leunens) caustica e dissacrante. Personaggi ridicoli e fragili, che passano dalla strabiliante umanità all’insensata ferocia e dei dialoghi secchi e diretti, senza peli sulla lingua, sono parte di una narrazione critica ben equilibrata, che alterna perfettamente momenti comici ad altri tragici. Non dimentichiamoci inoltre le battute e gag: pensate con un’intelligenza sopraffina, sono ideate sia per far ridere facilmente che per citare o riferirsi ad aspetti minuziosi della Germania alla fine della guerra. Un copione brillante e spumeggiante, che riuscirebbe ad emergere, se non fosse per lo script di The Irishman.

The Irishman scritto da Steven Zaillian ha particolarmente stupito uno di noi a causa di una completa fluidità nel cambiare stile di scrittura in tre ore e mezza di film. Si è passati da una seriosità iniziale del film, per poi passare ad una sceneggiatura più simile a Quei Bravi Ragazzi nella parte centrale, dove il personaggio di Al Pacino è volutamente sopra le righe. Infine il film si conclude con una seria e profonda analisi sul peccato, sulla religione, sul tempo che passa e sull’umanità fragile. Per alcuni di noi potrebbe vincere proprio questa sceneggiatura.

Piccole Donne di Greta Gerwig non è da sottovalutare. All’Academy piacciono molto gli adattamenti dei grandi classici. Inoltre questa pellicola sta colpendo, alla critica oltreoceano, proprio grazie alla sua freschezza che, rispetto agli altri adattamenti cinematografici, cambia molto dal libro, soprattutto nel finale.

Miglior sceneggiatura originale

  • Storia di Un Matrimonio
  • C’Era Una Volta a… Hollywood
  • Parasite
  • Cena con Delitto – Knives Out
  • 1917

Come per le sceneggiature originali abbiamo individuato tre nomi diversi:

Il lungometraggio Cena con Delitto – Knives Out, diretto e scritto da Rian Johnson, ha ricevuto una singola candidatura agli Oscar, nella categoria delle sceneggiature originali. Anche se difficilmente riuscirà a vincere l’ambito premio (come in altri casi, la concorrenza è spietata), sarebbe un riconoscimento più che adeguato per un copione che fa dell’intreccio narrativo la sua arma vincente. Personaggi, colpi di scena e indizi si mischiano in un turbinio dinamico, (ma mai caotico) dove, alla fine, tutti i nodi vengono al pettine, non lasciando nessun dettaglio al caso. Uno script redatto dalla migliore Agatha Christie, se non fosse che è completamente un’idea innovativa ed inedita di un Johnson che ha saputo stupire critica e pubblico con la sua creatura.

Parasite è una pellicola che merita praticamente per ogni categoria e la sceneggiatura è una grande analisi critica sulla società e sulla politica contemporanea. Bong Joon-ho e Han Jin-won sono riuscito in 2 ore e un quarto a spaziare una marea di generi. Dalla commedia nera al thriller e dramma. Il film scorre con leggerezza grazie alla regia, montaggio e sceneggiatura e, difatti, ha ottenuto una candidatura in tutte queste categorie.

C’Era Una Volta a… Hollywood è una rivisitazione storica fiabesca ideata da Tarantino. Tarantino ha vinto l’Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale già due volte con Pulp Fiction e Django Unchained rispettivamente nel 1995 e nel 2013. Non stupirebbe quindi se vincesse un’altra volta visto che questa pellicola parla della Hollywood del 1969, racconta il cinema, parlando del cinema. Il film è un’opera meta-cinematografica notevole, tra le più prestigiose del 2019 proprio grazie alla sceneggiatura e alla regia firmate entrambe dal genio Quentin Tarantino.

 

Miglior film d’animazione

  • Toy Story 4
  • Dragon Trainer – Il Mondo Nascosto
  • Missing Link
  • Dov’è Il Mio Corpo?
  • Klaus – I Segreti del Natale

VINCITORE E MERITATO: Toy Story 4 è l’ennesima prova che Pixar ci regala sequel imperdibili e lavori intramontabili. Toy Story 4 continua la storia di Woody, che ci aveva lasciato con quello splendido finale del terzo capitolo del 2010. Josh Cooley dirige un’opera che punta all’esistenzialismo: cosa rende effettivamente un giocattolo tale? Qual è il suo scopo? Domande che possono apparire scontate se si ha amato la trilogia, invece Toy Story 4 colpisce per originalità e arriva in profondità fino ad emozionare lo spettatore attraverso inquadrature che parlano più di mille parole. Pixar ancora una volta stupisce per originalità nei sequel e per la capacità di emozionare grandi e piccini, così come ci è riuscito Pablos con il suo Klaus.

UN ALTRO MERITATO: Da anni, il dominio incontrastato agli Oscar, per quanto riguarda i film d’animazione, appartiene a Disney Pixar, che da sempre confezionano lungometraggi incredibili dal punto di vista estetico e contenutistico. Ma noi vogliamo sognare un po’ e, facendo finta per un secondo che Toy Story 4 non sia mai esistito, scommettiamo su Klaus – I Segreti del Natale, opera di Sergio Pablos, distribuita su Netflix. Una dolce fiaba natalizia, dalla fotografia ricercata e particolare, sceneggiata con intelligenza, che regala sorprese (e doni) a grandi e piccini. Un prodotto imperdibile che rilegge la storia di Santa Klaus, senza stravolgere la leggenda di fondo, che meriterebbe sicuramente un premio per la minuziosa cura con la quale è stato confezionato.

Miglior montaggio

  • The Irishman, Thelma Schoonmaker
  • Le Mans ’66 – La Grande Sfida, Michael McCusker e Andrew Buckland
  • Parasite, Yang Jinmo
  • Joker, Jeff Groth
  • Jojo Rabbit, Tom Eagles

VINCITORE E MERITATO: Thelma Schoonmaker è la montatrice più importante della storia dell’Academy, infatti ha tre statuette per il montaggio sulle spalle e un Oscar alla carriera (unica montatrice ad aver ottenuto questo premio). Montatrice storica di Martin Scorsese che, anche questa volta con The Irishman è riuscita a stupire per la grandezza del montaggio. Il montaggio è funzionale al racconto e dà ritmo al film. Tre ore e mezza che a noi sono parse molto meno proprio grazie al montaggio. La regia di Scorsese e il montaggio di Thelma Schoonmaker si riconfermano per l’ennesima volta una coppia pazzesca nella settima arte.

Schoonmaker, Scorsese Oscar

Thelma Schoonmaker e Scorsese

Miglior fotografia

  • 1917, Roger Deakins
  • C’Era Una Volta a… Hollywood, Robert Richardson
  • The Irishman, Rodrigo Prieto
  • Joker, Lawrence Sher
  • The Lighthouse, Jarin Blaschke

VINCITORE: Probabilmente l’Oscar andrà a Deakins per 1917, ma siccome non l’abbiamo ancora preso in considerazione come detto nell’introduzione, scegliamo C’Era Una Volta a… Hollywood che regala – anche grazie alla scenografia – una rappresentazione della Hollywood del 1969 deliziosa, calda, accogliente, fiabesca e surreale.

MERITATO: Girato in bianco e nero su pellicola 35mm con un aspect ratio di 1.19:1 , ci troviamo di fronte ad un gioiello partorito dalla mente di Robert Eggers di nuovo al lavoro con il direttore della fotografia Jarin Blaschke  (Come in The VVitch) e che, a partire dal formato dello schermo richiama chiaramente il Cinema degli anni ’20 e ’30. The Lighthouse fa uso di un potente bianco e nero che rende omaggio al cinema gotico, come al Nosferatu di Murnau e all’espressionismo tedesco che lascia lo spettatore incredulo trascinandolo lentamente in un abisso di follia.  Una scelta troppo coraggiosa per passare inosservata che rende l’opera una tra le più meritevoli per ricevere il premio.

Miglior canzone

  • “I’m Standing With You” da Breakthrough
  • “Into the Unknown” da Frozen II – Il Segreto di Arendelle
  • “Stand Up” da Harriet
  • “(I’m Gonna) Love Me Again” da Rocketman
  • “I Can’t Let You Throw Yourself Away” da Toy Story 4

VINCITORE E MERITATO: La categoria che vede trionfare il miglior brano musicale del 2019 presente in un film, potrebbe già avere un vincitore dichiarato. (I’m Gonna) Love Me Again, scritta da Bernie Taupin e composta da Elton John, che fa da chiusura a Rocketman, biopic incentrato sul noto cantante inglese, interpretato da uno sfavillante Taron Egerton. La canzone, che è interpretata dall’attore appena menzionato e dalla star musicale e da John stesso, è un intenso e orecchiabile duetto, che testimonia la forte alchimia tra gli artisti, oramai diventati amici. La voce del talentuoso Taron completa l’esperienza del mostruoso Reginald Kenneth Dwight, che grazie al ragazzo rilancia a gamba tesa la sua carriera interminabile fatta di giganteschi successi (e qualche inciampo).

Rocketman Oscar

Migliori effetti speciali

  • Avengers: Endgame
  • Il re Leone
  • Star Wars: L’Ascesa di Skywalker
  • The Irishman
  • 1917

VINCITORE E MERITATO: Unica nomination agli Oscar per il film dei fratelli Anthony e Joe Russo che è riuscito ad ottenere un grande successo stabilendo numerosi record al botteghino e diventando il film con maggior incasso della storia del cinema. Già vincitore di numerosi premi per quanto riguarda gli effetti speciali, Avengers: Endgame sembra essere il candidato più meritevole della statuetta.

Endgame HD Oscar

Miglior scenografia

  • C’Era Una Volta a… Hollywood
  • The Irishman
  • 1917
  • Jojo Rabbit
  • Parasite

Anche in questa categoria abbiamo discusso molto e abbiamo trovato diversi nomi possibili.

C’Era Una Volta a… Hollywood infatti, tra le tante possibili vittorie che (quasi certamente) porterà a casa, vi è anche la Miglior Scenografia dell’anno, complice un’atmosfera perfetta, che ricrea perfettamente il 1969. Ma siamo veramente sicuri che potrebbe vincere contro la ricostruzione scenica di The Irishman? L’aspetto che più colpisce del crime movie di Martin Scorsese è il colpo d’occhio generale che si ha ammirando le varie scene, con una pulizia e un’eleganza di fotografia, regia e, ovviamente, anche scenografia, che, ricreando sia sequenze indoor che outdoor, le permea una magia e di un realismo stupefacente. Dai lussuosi locali mafiosi, fino alla più spartana casa di riposo dove risiede Frank Sheeran, ogni luogo, oggetto e dettaglio è al posto giusto, con una perfezione maniacale.

Parasite, invece, fa della scenografia una forte componente artistica e simbolica. Se la casa dei Park è accogliente e si trova geograficamente in alto e, analogamente, la famiglia si trova nell’alta borghesia, al contrario la famiglia povera dei Kim vive in un bilocale in basso rispetto alla città. Sia le case, sia la strada dove vive la famiglia Kim sono state costruite dallo scenografo. Inoltre la famiglia Kim all’inizio del film salirà – metaforicamente –  i ceti sociali e salirà letteralmente in alto nella città. La scenografia è quasi una protagonista nel film e, per questo, forse andrebbe premiata con l’Oscar, nonostante abbia una concorrenza agguerritissima.

Miglior trucco e acconciature

  • Bombshell
  • Joker
  • Judy
  • Maleficent: La Signora del Male
  • 1917

VINCITORE E MERITATO: Joker ha fatto del trucco un punto cardine della pellicola. Il personaggio cambia a poco a poco rispettivamente a come cambia il suo trucco durante il film. Questo anche grazie all’accompagnamento di un grande costume che reinventa il villain e grazie alla magistrale interpretazione di Joaquin Phoenix. Inoltre nel film il personaggio del Joker si trucca con cose inusuali come il sangue.

Joker

Migliori costumi

  • C’Era Una Volta a… Hollywood
  • Piccole Donne
  • The Irishman
  • Jojo Rabbit
  • Joker

VINCITORE E MERITATO: Piccole Donne di Greta Gerwig è un film in costume e già solo per questo è avvantaggiato rispetto agli altri quattro film della cinquina. Come abbiamo evidenziato nella nostra recensione, i costumi sono tanti, belli, variegati e coloratissimi. Il film fa dei costumi uno dei punti di forza della pellicola e ciò rende i costumi degni dell’Oscar e, forse, unica statuetta vincibile della pellicola.

Piccole Donne Oscar

Miglior sonoro

  • 1917
  • Le Mans ’66 – La Grande Sfida
  • C’Era Una Volta a… Hollywood
  • Ad Astra
  • Joker

VINCITORE E MERITATO: Le Mans ’66 – La Grande Sfida, lungometraggio diretto da James Mangold, racconta l’accesa sfida tra la Ford e la Ferrari, in maniera minuziosa: sia la sceneggiatura che la macchina da presa tratteggiano un affresco dettagliato, preciso e realistico dell’accaduto. A completare una ricerca così maniacale, un aspetto tecnico da non sottovalutare: il sonoro, che, anche per quanto riguarda il montaggio dello stesso, è semplicemente perfetto e studiato in maniera certosina. Ogni macchina ha il proprio specifico sound, e le gare sono entusiasmanti: il pubblico ha l’impressione di trovarsi nell’abitacolo di un’auto da competizione, con il motore che romba a pochi passi. Uno sfavillante prodigio tecnico che porterà quasi con certezza l’Oscar nella categoria in questione.

Le Mans '66 Oscar

Miglior montaggio sonoro

  • 1917
  • Le Mans ’66 – La Grande Sfida
  • Star Wars: L’Ascesa di Skywalker
  • C’Era Una Volta a… Hollywood
  • Joker

VINCITORE E MERITATO: Le Mans ’66 – La Grande Sfida per gli stessi motivi del miglior sonoro merita l’Oscar al miglior sonoro.

Le Mans '66 Oscar

Miglior colonna sonora

  • 1917, Thomas Newman
  • Joker, Hildur Guðnadóttir
  • Piccole Donne, Alexandre Desplat
  • Storia di Un Matrimonio, Randy Newman
  • Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, John Williams

VINCITORE E MERITATO: Joker è senz’ombra di dubbio un bel film. In particolare ci sono tre caratteristiche che rendono questo film più che notevole: Joaquin Phoenix, la fotografia e infine la colonna sonora grandiosa di Hildur Guðnadóttir che accompagna la danza e la figura del villain più famoso dei fumetti. La colonna sonora è malinconica, drammatica, triste e trasmette un’empatia nel protagonista Arthur Fleck. Molte scene senza l’ausilio della colonna sonora sarebbero molto meno efficaci, per cui, secondo noi, la violoncellista vincerà come ai Golden Globes pure a questi Oscar 2020.

Joker Oscar

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