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Nuvole

Nuvole Recensione del nuovo film Disney Plus

Nuvole è il nuovo lungometraggio originale Disney Plus diretto e prodotto da Justin Baldoni che arriverà sulla piattaforma streaming proprietaria della company americana il 16 ottobre prossimo. A differenza di altri film della stessa casa, che trovano tra le loro caratteristiche la leggerezza e spensieratezza, l’opera in questione riesce a differenziarsi sapientemente andando a raccontare una storia vera molto intensa e commovente: la sceneggiatura, infatti, ispirata al libro di memorie Laura Sobiech: Fly a Little Higher (scritto dalla madre di Zach), riporta sul piccolo schermo l’ultimo periodo di vita di Zach Sobiech (Fin Argus), un ragazzo di 17 anni malato di un raro tumore all’ossa (osteosarcoma) al quale, dopo una ricaduta, rimane poco da vivere. Conscio che il suo tempo è limitato, il giovane riuscirà ad inseguire un suo sogno: diventare un musicista grazie ad un brano, Clouds appunto, che lo ha reso famoso su YouTube e che lo porta a firmare un contratto discografico insieme alla sua amica Sammy (Sabrina Carpenter).

Una narrazione atipica e particolarmente delicata nei suoi contenuti, paurosamente a rischio di moralismi eccessivi e di una retorica che sappiamo bene accompagna spesso vicende reali legate a casi di malattia gravi. Il maggior errore in cui si può incappare è indorare troppo la pillola e celebrare, con falso perbenismo, una vita tragica (ma normale), trasformandola in un’impresa epica e leggendaria, in cui lo sconfiggere il male diventa una battaglia nel vero senso della parola, con vincitori e vinti. La sincerità dovrebbe essere il filo conduttore del progetto e vedere una bella favola, senza il contorno di orpelli inutili e artificiali che la cambiano del tutto, è sicuramente molto più interessante e onesto nei confronti del pubblico. Per fortuna, Nuvole, grazie alla sua semplicità, riesce ottimamente a tratteggiare il dramma di Zach senza ricadere nelle solite immagini e messaggi ridondanti, ma anzi valorizzando lo spirito vitale dell’adolescente e la sua sensibilità, trasmettendo il dolore del protagonista (e dei suoi familiari e amici) così com’è, senza girarci intorno.

Sognando le nuvole

Senza fare troppe rivelazioni, la trama rappresenta già fin dai primi minuti la difficile e precaria situazione di Zach Sobiech, per poi andare a descrivere, praticamente subito, il duro momento in cui si perdono le speranze e l’esistenza del protagonista inizia ad avere una data di scadenza. La notizia è spiazzante per tutti ed è dura da digerire, ma il ragazzo non si dà per vinto: il tempo che gli resta diventa uno strumento prezioso con il quale leggere e affrontare le ultime peripezie che il destino gli riserva e gestirle nel migliore dei modi diventa la sua priorità chiave.

Gestire un dolore così colossale in una produzione è decisamente un aspetto fin troppo ostico, ma Nuvole funziona nel suo difficile compito di bilanciare i momenti drammatici con altri più leggeri e gioiosi: l’ombra della morte è comunque sempre presente e non abbandona mai i personaggi, tutti chiamati ad affrontare un’impresa più grande di loro. Ciononostante, tutti i piccoli gesti, i risultati quotidiani e soprattutto i legami di affetto assumono dei connotati speciali, preziosi, che riescono ad allietare una situazione in bilico.

Nuvole

L’elemento cardine della storia è la grande passione che ha Zach per la musica, che lo unisce alla sua migliore amica Sammy. Fin dalle prime scene vediamo quanto il protagonista sia legato alla chitarra e alle note, oltre che alla scrittura di pezzi, per i quali trova ispirazione nella vita di tutti i giorni. Un’aspirazione che lo aiuta a convivere con la dura malattia che lo ha colpito e supportandolo fino alla fine. Ciò lo porta, inoltre, grazie ad un video di un brano eseguito con Sammy, ad essere conosciuto sul web, una notorietà che esplode con la firma di un contratto discografico e il conseguente singolo Clouds, che ha scalato le classifiche di iTunes.

Anche qui, la scalata verso il successo, non è costellata di gradini ma solo di discese pericolanti: il ragazzo non si sente sempre all’altezza della situazione e ha paura a conseguire i suoi obiettivi, conscio del fatto che tutto questo sogno svanirà a breve. Non è tutto oro quello che luccica, e anche nei momenti più spensierati, Zach è tormentato dal cancro, tra ricadute e riprese continue. Ecco perché l’immagine delle Nuvole è la perfetta rappresentazione della condizione esistenziale del protagonista: è un’immagine placida e serena, che evoca un aldilà felice e rilassante, dal quale può emanciparsi dai problemi e dalla sofferenza.

Questa umanità profonda che permea la pellicola, sempre attenta a sottolineare le debolezze di un ragazzo e della sua famiglia, gli ostacoli insormontabili, i momenti più energici e anche le sconfitte, è ben rappresentata da delle performance attoriali molto sentite a partire dal protagonista Fin Argus e la comprimaria Sabrina Carpenter (entrambi musicisti anche fuori dal set), fino ad arrivare ai noti Neve Campbell (che interpreta la madre di Zach, Laura) e Tom Everett Scott (nel ruolo del padre Rob). È ovviamente anche merito loro se l’intero comparto narrativo e registico gestiscono al meglio un dramma così tanto significativo.

Detto questo, sia la title track Clouds che le altre scelte musicali presenti sono comunque significative ed emergono, non perfettamente però integrate nella trama.

 

Una vita dedicata alla musica

Passando ad altri contenuti tematici, la musica (qui trovate le info sulla colonna sonora), che fin dal trailer e dal pretesto narrativo appare così importante e preponderante nella storia, ahimè molte volte all’interno del racconto diventa di contorno, quasi in secondo piano, per sviluppare su schermo aspetti chiave della vita della protagonista. Di per sé, chiaramente, questo non è un problema vero e proprio, ma considerando quanto fosse di spessore la musica per Zach, è un peccato vedere che non viene approfondita la sua passione. Di conseguenza, tutti i brani e le scene legate alle canzoni vere e proprie purtroppo non vengono trainate dalla storia e appaiono un po’ staccate.

L’impressione è quindi che sia stato fatto un ottimo lavoro dal punto di vista umano e drammatico, andando a tralasciare un po’ una componente che, a nostro modesto parere, poteva e doveva essere più al centro delle vicende. Detto questo, sia la title track Clouds che le altre scelte musicali presenti (tra brani originali di Zach e canzoni della colonna sonora) sono comunque significative ed emergono, non perfettamente però integrate nella trama.

Nuvole

Se prima menzionavano sia l’ottimo bilanciamento tra dramma e leggerezza e anche una buona sensibilità narrativa, di contro alcuni passaggi della storia risultano un po’ troppo patinati e telefonati. È chiaro che un minimo di edulcorazione sia necessaria per rendere il prodotto appetibile anche a differenti target, ma considerando il coraggio registico e narrativo di alcune sequenze, davvero d’impatto, si perde un pochino di magia drammatica e umana di fondo.

A netto di qualche piccolezza, comunque, Nuvole è un titolo particolarmente peculiare di Disney Plus in quanto si stacca dalle altre produzioni, sia per il contenuto, notevolmente più adulto rispetto a molti lungometraggi della libreria, sia per il modo di raccontare la storia, tutt’altro che scontato o superficiale, ma anzi, in una chiave estremamente brillante che tiene conto di aspetti profondi e intensi della malattia e della psicologia del personaggio.

Ultimo consiglio: preparate i fazzoletti perché si piange con il cuore e con l’anima di fronte ad una vicenda così tanto significativa che dovrebbe essere d’esempio per tutti i sognatori.

 

Nuvole debutta su una piattaforma per famiglie e lo fa con una storia dal notevole impatto psicologico e spirituale: le peripezie di Zach, per quanto in alcuni passaggi siano un po’ troppo artefatte (andando forse a staccarsi troppo dalla realtà), brillano di umanità e affetto, portando alla luce una trama molto intensa e commovente, senza risultare retorica o infarcita di messaggi forzati. Il coraggio del protagonista fa riflettere molto e, nonostante le varie ricadute e ostacoli, è sempre riuscito a trovare il meglio da ogni cosa, specialmente nella sua più grande passione, la musica. Quest’ultima, anche se non presente come immaginavano, contorna un prodotto di buon livello che ci auguriamo abbia la risonanza giusta in una giungla massiccia di realizzazioni che potrebbero oscurare la pellicola di Justin Baldoni. Ultimo consiglio: preparate i fazzoletti perché si piange con il cuore e con l’anima di fronte ad una vicenda così tanto significativa che dovrebbe essere d’esempio per tutti i sognatori.

Nuvole Recensione
7.8 / 10 VOTO
PRO
    - Il racconto umano e intenso di un ragazzo dal grande cuore
    - La narrazione è molto attenta a sottolineare gli ostacoli e i problemi del protagonista
    - Un buon bilanciamento tra dramma e leggerezza
CONTRO
    - La musica passa in secondo piano rispetto alla vita di Zach
    -Qualche passaggio è un po' troppo patinato
VOTO

 

El Camino

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