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No Sudden Move

No Sudden Move Recensione: il caper movie policromatico

No Sudden Move è l’ultimo lavoro ideato e realizzato dalla direzione artistica di Steven Soderbergh e dalla penna cinematografica di Ed Solomon. La storia si svolge nel bel mezzo degli anni Cinquanta a Detroit e un gruppo di criminali, ossia Curt Goynes, Ronald Russo, Charley e Doug Jones, ha intenzione di attuare un colpo grosso e di recuperare un documento di vitale importanza dentro la cassaforte di un contabile, ma qualcosa andrà storto. Anche in questo caso il regista regala al suo pubblico di riferimento un lungometraggio potente e fluido nella rivelazione dei fatti.

Dando un’occhiata alla trama potrebbe trattarsi del classico caper movie con una banda di uomini armati di maschere e pistole, ma in realtà Soderbergh mette in luce un aspetto più intricato e complesso riguardante la realtà sociale di quel determinato periodo storico. E con l’abilità del suo compagno sceneggiatore salta fuori un dipinto ferocemente silenzioso di un mondo caratterizzato dall’evoluzione tecnologica e dal potere finanziario. Tutti i personaggi sono costruiti e collegati in perfetta sintonia e in ognuno di loro traspare un segno di chiarezza, dal più presente (Don Cheadle) al più assente (un cammeo che non menzioneremo). Di seguito trovate il trailer originale. Vi ricordiamo che il film è disponibile non

No Sudden Move: un gangster movie ricco di raffinatezza narrativa

I primi minuti sono accompagnati da un collage di immagini in bianco e nero, ambientate nell’America del Secondo dopoguerra, e soltanto lo sviluppo della vicenda permette allo spettatore di inquadrare meglio le difficoltà presentate nel percorso tortuoso e rischioso dei protagonisti. No Sudden Move appartiene a un filone del gangster movie in fase di modernismo e mutamento narrativo, posizionando l’attenzione di chi guarda a una sorta di critica sociale, economica e finanziaria, come ad esempio quella contro il sistema capitalistico. Va abbastanza di moda negli ultimi anni la scelta stilistica di raccontare questi accaduti e riformularla con nuove espressioni linguistiche.

Come avevamo già detto prima, ciascun personaggio assume un ruolo ben preciso e trasuda sul piano piscologico un approccio umanitario con la situazione circostante. La maggior parte dei presenti ne uscirà fuori con una macchia indelebile e sporca di sangue. Come suggerisce il titolo, tutto procede secondo i piani e senza movimenti improvvisi. Qualsiasi cosa accada segue un filo logico, sensato e completo, anche quando non sembra. Soderbergh e Solomon sono due ottimi chiarificatori e rendono evidenti ed espliciti le loro reali intenzioni. Il risultato è avvincente.

No Sudden Move

L’espediente narrativo è la ricompensa in forma di denaro e il suo raggiungimento rappresenterà un insieme di incontri e di sguardi fortemente insistenti. I soldi mostrano il loro carattere in divenire anche in termini storici e all’interno di un contesto americano afflitto dal capitalismo estremo e dall’economia finanziaria. Stiamo parlando dello sviluppo industriale, un settore trainante del boom economico del Dopoguerra, il cui ingresso comporta una crescente partecipazione pubblica e l’avviarsi di una produzione standardizzata, considerati i principali responsabili di conseguenze catastrofiche e ambientali del pianeta.

Gli scopi, le vendette, le svolte e le sorprese sono frutto di un marchingegno narrativo perfetto e i personaggi si trovano coinvolti in una serie di azioni causali. Il regista è bravissimo nel rendere quest’ultimo passaggio possibile. Ci sono motivazioni egoistiche di avidità e le situazioni di grande impatto finiscono per ingabbiarsi dentro i meccanismi delle strutture edilizie e aziendali. La narrazione non si è concentrata su un singolo filo conduttore e il suo sviluppo si trasforma in qualcosa che rischia di precipitare nel baratro di una sconfitta confermata e di una redenzione sfuggita.

“La mescolanza perfetta tra i metodi antichi e quelli moderni del caper movie è originale per la composizione stilistica e contemplativa dei personaggi”

Il film vanta di un cast notevole e alcune componenti di quest’ultimo sono già state protagoniste di film di genere legati al crime, al gangster e al thriller. Da notare soprattutto come alcuni attori rispecchiano a livello di immagine sia il vecchio sia il nuovo di questo modo di fare e raccontare il cinema. Inoltre è un sollievo rivedere sul grande schermo Brendan Fresar, sparito per un po’ di tempo dalle scene e dai set dopo un’accusa di molestie sessuali subite dall’attore stesso.

Riconoscere la grandiosità di una pellicola dipende da diversi fattori legati alla scelta autoriale e alla messa in scena di particolari racconti visivi. Soderbergh è riuscito con questa sua opera a renderla indefinibile come etichetta e al tempo stesso ad assegnarle una qualità policromatica nelle azioni e nel susseguirsi di segreti ed inganni. No Sudden Move è destinato ad entrare di diritto tra i maggiori esempi di questo sottogenere americano. Un eccellente lavoro viene svolto dal direttore della fotografia (sempre Soderbergh che si firma con lo pseudonimo Peter Andrews) e dalla scenografa Hannah Beachler, complici di una resa materialmente tridimensionale e di un processo di immedesimazione temporalmente estetico.

No Sudden Move

Anche la scelta delle locations a Detroit sottolineano il grande punto di forza del duo operativo alla regia e alla sceneggiatura. In un delicato equilibrio tra realtà e finzione, il reparto artistico della realizzazione del film è riuscito a stabilire un contatto tangibile e celebrativo con un tempo e uno spazio di un’epoca abbastanza remota ed è stato rispettoso nei confronti di quelle persone che hanno realmente vissuto quegli episodi di violenza e di criminalità. Detroit è teatro di persone e luoghi massacrati e di dialoghi calamitosi nei contrasti tra i diversi contendenti.

No Sudden Move: un piccolo gioiello della filmografia soderberghiana e una riformulazione del caper movie

No Sudden Move ha la stupenda capacità non soltanto di intrattenere lo spettatore o di mostrargli inedite forme di linguaggio cinematografico, ma di farlo viaggiare nella cultura del passato e di ritrovare grandi capolavori del genere appena discusso: tra i più rappresentativi ci sono Giungla d’asfalto (1950) di John Huston, Rififi (1955) di Jules Dassin, Rapina a mano armata (1956) di Stanley Kubrick, I soliti ignoti (1958) di Mario Monicelli, Colpo grosso (1960) di Lewis Milestone, Le iene (1992) di Quentin Tarantino. Lo stesso Soderbergh si era precedentemente cimentato nel caper movie con la sua trilogia costituita da Ocean’s Eleven-Fate il vostro gioco (2001) Ocean’s Twelve (2004) e Ocean’s Thirteen (2007).

Ancora una volta Soderbergh riesce a inserire elementi cinematografici, espressivi e artistici del cinema classico e riformularli a proprio piacimento per adattarli meglio nel suo storyboard. Cari seguaci di MonkeyBit, preparatevi ad assistere al lungometraggio di una delle più fresche personalità del panorama americano e a una grande dimostrazione di creatività nei momenti in cui si pensa che l’originalità e l’innovazione siano ormai diventate sempre più rare nel mondo del cinema e in quello dell’arte in generale.

The Review

7,5 Others review

Conclusione

No Sudden Move è un caper movie intelligente e raffinato che trascina lo spettatore in una mescolanza efficace di intrattenimento e tensione. Si tratta di una storia capace di andare oltre le concezioni convenzionalmente classiche del modello narrativo di un particolare cinema di genere e di mettere in evidenza qualità policromatiche riguardo le scene, le ambientazioni e lo stato psicologico dei personaggi.
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