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Night In Paradise

Night in Paradise Recensione: un noir sudcoreano dai toni violenti

Night in Paradise è una delle pellicole fuori concorso mostrate al Festival di Venezia dello scorso anno, arrivata su Netflix proprio oggi 9 aprile. L’opera di Park Hoon-jung ci ha incuriosito fin dal primo momento, sapendo che appartenesse a un regista capace di creare titoli come New World. L’idea di creare un nuovo noir, dalla fotografia così particolare, dalla scelta stilistica così marcata, ha creato una buona dose di aspettativa in noi, in quanto pubblico e in quanto recensori. Night in Paradise osa, essendo di per sé un noir oscuro, crudele e senza alcuna pietà per i personaggi e per ciò che lo spettatore è costretto a vedere.

Tutte queste caratteristiche ci riportano perfettamente a Park Hoon-jun la cui fama è proprio quella di creare dei noir violenti, irriverenti e piuttosto affascinanti, dimostrandosi indubbiamente uno dei registi sudcoreani più validi del periodo al fianco di Bong Joon-ho e Lee Chang-dong. La storia di questa pellicola è ambientata a Jeju, e Taegu che è il nostro protagonista cerca rifugio dopo essersi vendicato crudelmente di un terribile torto subito sulla propria famiglia: il vice del boss su cui si è vendicato esige di sterminare ogni membro del clan e il capo di Taegu, pur di salvarsi, gli offre la testa del ragazzo. Durante queste discussioni, il protagonista vive dei giorni particolari sull’isola e conosce una ragazza con dei segreti importanti tanto quanto i suoi.

Un uomo morto che cammina: cos’è Night in Paradise

Abbiamo detto già molto per riuscire a inquadrare ciò che è l’essenza di una pellicola come questa, ma c’è molto di più di quanto ci si aspetterebbe dando un piccolo e rapido sguardo. Tanta forza bruta, tanto sangue, tante parolacce e dialoghi crudi fino all’osso, ma uno dei punti più forti della pellicola è sicuramente il suo voler rappresentare molto di più di due semplici gang ai ferri corti, Night in Paradise è la storia di due persone (perché sì, diventano due) che non hanno più nulla e aspettano la fine del loro tempo. Ognuno per motivi diversi, ma pur sempre coscienti dei secondi che scorrono rapidi e che li rincorrono ogni giorno, ricordando loro che non sono affatto come gli altri.

Night in Paradise

Probabilmente se la trama fosse rimasta sul lato gangster non ci avrebbe particolarmente scosso, invece il fatto che si tramuti in una love story sulla morte, questo sì che ci è piaciuto. Ci ha travolto ed è stato uno dei punti cardine della riuscita di questo film. Il noir di Park Hoon-jung è struggente e si alimenta di uno splendido pessimismo che aleggia in tutta la pellicola attraverso una fotografia malinconica e disarmante. Il regista ha scelto di sfruttare al meglio i colori dell’isola di Jeju, di interni che sembrano claustrofobici e smorti, di esterni che sembrano il pallido splendore di un tempo ormai lontano per i nostri protagonisti, una natura morta che ci ricorda il destino dei personaggi.

“Uno dei punti più forti della pellicola è sicuramente il suo voler rappresentare molto di più di due semplici gang ai ferri corti.”

C’è tanto di bello e travolgente in un noir sulla sofferenza, sui conti in sospeso, sulla vita di chi sa che la sua fine è vicina e sull’inaspettata scoperta di un amore che non doveva nascere, ma c’è e si fa sentire improvvisamente. L’opera del regista sudcoreano è anche un buon prodotto action, anzi ci sarebbe piaciuto avere un maggior numero di scene crudeli dato che quelle presenti sono molto convincenti. Il fatto che il materiale di base sia così buono e sia veramente, al cento per cento, cinema in tutta la sua splendida maestosità, rende ancora più triste dover ammettere che c’è anche tanto a non averci convinto molto. Purtroppo Night in Paradise ha creato una frammentazione non da poco che, ragionandoci con la dovuta calma, ci ha portato a valutarlo con un voto meno alto rispetto a quanto ci saremmo aspettati inizialmente. Cosa non funziona in questa pellicola?

Night in Paradise

La narrazione tende a essere lenta: il film si prende troppo tempo, i minuti in certe parti scorrono veramente in modo poco piacevole. Le due ore si fanno sentire, pesano in modo marcato e questo ci è molto dispiaciuto, probabilmente, aver ridotto la lunghezza e aver dato più spazio a dinamicità e momenti più incalzanti avrebbe permesso di ottenere qualcosa di più efficiente per il pubblico. Purtroppo questa è stata una caratteristica negativa che abbiamo dovuto sottolineare e che non poteva non essere piuttosto pesante anche per quanto riguarda il voto.

Uno sguardo d’insieme su questa esperienza cinematografica

La maggior parte delle cose che non ci hanno convinto si trova nella prima metà della pellicola in particolare modo. Forse è proprio questo che ha abbassato in linea di massima le nostre convinzioni su Night in Paradise. Come abbiamo già detto, osservando pezzo per pezzo il lavoro che è stato svolto minuziosamente, non possiamo non vederne la bellezza e l’accuratezza che appartiene sicuramente a un maestro del genere. Ma osservando tutto in maniera più oggettiva, prendendo come riferimento la durata intera, minuto per minuto, il risultato non è completamente convincente. Inoltre, la divisione così marcata tra la prima metà e la seconda metà, che risultano molto diverse tra di loro ed entrambe piuttosto “annacquate”, è stato un altro punto a sfavore dell’opera nella sua interezza.

Peccato per questo prodotto meraviglioso che, purtroppo, ha scatenato pareri discordanti. Il che è dovuto a una cura dell’estetica e della tecnica veramente formidabile ma, allo stesso tempo, anche a causa di una narrazione e un dilungarsi piuttosto estenuante della trama che ha invalidato in modo abbastanza importante la forza di Night in Paradise. Park Hoon-jung ci mostra la sua classe sfrenata, e volutamente esagerata, ma forse non ha sfoggiato al meglio le sue carte. Vi consigliamo di recuperarlo su Netflix, ma con un grado di aspettativa meno alto rispetto a quanto pensereste, poiché è carico di fascino, ma anche di tanto, troppo, vuoto e momenti allungati fino all’inverosimile. Va sicuramente visto, in quanto prova di grande maestra tecnica, ma purtroppo non ha soddisfatto pienamente i nostri gusti.

Night in paradise
6.3 / 10 VOTO
PRO
    - Un film noir sudcoreano violento al punto giusto
    - Fotografia e regia sono prova di grande maestria
CONTRO
    - La narrazione diventa troppo lenta
    - Prima e seconda parte sono diverse, fin troppo allungate e "annacquate"
VOTO
El Camino

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