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World Heroes Mission

My Hero Academia: World Heroes’ Mission Recensione

My Hero Academia: World Heroes’ Mission è il terzo lungometraggio basato sul manga di Kohei Horikoshi, uscito nelle sale italiane lo scorso giovedì 18 novembre in una serie di proiezioni evento della durata di quattro giorni per tutto lo stivale. Come i precedenti Two Heroes e Heroes: Rising, anche questo film presenta una trama originale non collegata ad archi narrativi del fumetto e sono presenti dei nuovi comprimari e nuovi cattivi.

Nel ruolo di villain del film abbiamo la Humarise, un’importante organizzazione terroristica i cui membri temono un’apocalisse dovuta all’arrivo di un superpotere così potente che gli esseri umani non potranno tenerlo a bada. Hanno quindi costruito delle bombe, le Trigger, che detonando eliminano tutti i possessori di quirk e tengono in vita i cittadini sprovvisti di poteri

Per fermarli, gli eroi professionisti e gli studenti del liceo U.A. si dividono in gruppi sparsi per tutto il globo con lo scopo di assediare le sedi della Humarise e distruggere tutte le bombe. Il gruppo principale è capitanato dall’eroe Endeavor, aiutato dai giovani Todoroki, Bakugo e dal nostro protagonista Midoriya. I quattro si sono recati nell’immaginario paese europeo Otheon, dove stanno cercando la sede segreta dei terroristi.

Una trama con molto potenziale

I fan di My Hero Academia conoscono il giovane Midoriya come le loro tasche; l’aspirante eroe che si fa chiamare Deku è il protagonista del franchise dal 2014. Ma questo non vuol dire che sia sempre al centro dell’attenzione, anzi. Sin dall’inizio del primo anno scolastico abbiamo avuto archi narrativi, alcuni brevi e altri più lunghi, dedicati ad altri aspiranti eroi.

Per questo un film che sin dal titolo, dalla locandina e anche dal trailer promette una missione che vede più eroi sparsi in giro per il mondo fa subito pensare che noi spettatori seguiremo più personaggi in posti diversi. Una pellicola se non corale che abbia almeno sporadicamente punti di vista alternativi, non sarebbe inusuale per My Hero Academia. E anche la sigla d’apertura serve a illustrare dove i vari eroi si trovano durante il film. Questo è l’unico film del franchise ad avere una sigla d’apertura finora.

World Heroes' Mission

Le aspettative vengono però disilluse: il film segue la rocambolesca fuga di Deku e del furfante Rody dopo che i due vengono ingiustamente accusati di omicidio. Più di metà pellicola è un buddy movie che tramite gag e momenti di esposizione serve a caratterizzare un personaggio che probabilmente non vedremo più e fargli instaurare un rapporto col protagonista. Anche nel momento in cui avremo più personaggi sullo schermo, le loro azioni saranno sempre in funzione di questo legame.

Dei villain con molto potenziale

La Humarise è un’organizzazione con diverse sedi in tutti i continenti. Il loro piano è di liberare tutta l’umanità dai quirk, una vera e propria purificazione del mondo. Con dei villain del genere le potenzialità in una trama sono molteplici. Un complotto mondiale pieno di colpi di scena o una soluzione che si deve raggiungere con l’intelletto anziché coi cazzotti, per esempio.

Questi terroristi ci vengono infatti presentati nella prima metà della pellicola come scaltri, con connessioni molto potenti e sempre un passo avanti ai nostri eroi, capaci di localizzarli ovunque e con in mano una tecnologia potentissima e letale, ma soprattutto, molto tenaci. D’altronde, seguono un ideale che porterà gran parte di loro alla morte certa. Ma sono stati indottrinati così bene da essere disposti a morire a costo di purificare la Terra.

E se già il fatto che tutto l’intreccio si svolga a Otheon possa deludere gli spettatori, il comportamento di molti membri dell’organizzazione nella seconda metà del film di certo non indora la pillola. I villain quando Deku e Rody trovano finalmente aiuto perdono tenacia e sono disposti a cadere subito pur di non deludere il loro capo, lasciando che i nostri eroi arrivino facilmente a scoprire i loro piani. La lotta pare insomma non molto combattuta.

World Heroes' Mission

D’altronde, quando facciamo finalmente la conoscenza di Flect Turn, il capo dell’organizzazione, si rimane un po’ di stucco. Il carisma scarseggia e se nel resto del mondo il piano per soggiogare gli eroi pare articolato, per le difese della sede centrale l’uomo non si è sprecato più di tanto. I colpi di scena pensati sono un po’ deboli, perché tanto la risoluzione son sempre i cazzotti.

Una scelta in linea con il mondo di My Hero Academia e che di certo non si può contestare, ma con un concept così ampio faceva sperare in qualcosa di più inusuale. Flect Turn ne risente di più perché è l’ultimo di una serie di cattivi con uno scopo simile e la scarsa caratterizzazione lo rende dimenticabile in confronto agli altri, nonostante i suoi piani su larga scala.

Un lato tecnico spettacolare

Come la serie principale e i precedenti film, anche World Heroes’ Mission è animato da Bones, uno degli studi d’animazione più prolifici e apprezzati dai fan per i loro lavori impeccabili nel campo dell’animazione. Si tratta dello studio d’animazione che ci ha donato serie indimenticabili soprattutto per il lato tecnico, come Fullmetal Alchemist, Space Dandy e Mob Psycho 100, ma anche film come Cowboy Bebop: Knockin’ on Heaven’s Door.

Anche in questo lungometraggio Bones non delude, anzi. Sin dall’inizio World Heroes’ Mission è uno spettacolo per gli occhi: le animazioni sono sempre fluide e l’uso della CGI è sempre ben calcolato e mai straniante per un film al 99% in 2D. A volte si possono notare delle imperfezioni o scarsità di dettagli sullo sfondo, ma in primo piano il livello del lavoro è sempre altissimo.

Non è un caso che questo sia il film di My Hero Academia con i migliori incassi finora, perché un lato tecnico del genere, ancor più delle pellicole precedenti, va goduto sullo schermo più grande possibile. Gli animatori non si sono adagiati sugli allori del franchise già stabile, bensì si sono impegnati a regalare qualcosa di memorabile, come le scene a metà film, che omaggiano i film dello Studio Ghibli o di Makoto Shinkai, con bellissimi paesaggi rurali e timelapse che fanno cambiare illuminazione e colore del cielo.

World Heroes’ Mission

The Review

7
7
My Hero Academia: World Heroes' Mission

Conclusione

La visione è consigliata soprattutto per non perdersi su grande schermo le animazioni, accompagnate da una colonna sonora epica. La trama non lascerà delusi i più grandi fan della saga, anche se la sua eccessiva semplicità potrebbe far storcere il naso. Si tratta inoltre di un film godibile anche da chi si vuole fare un'idea di My Hero Academia prima di buttarsi a capofitto in cinque stagioni di serie animata o in un lungo fumetto: la trama è scollegata da tutti gli altri archi narrativi e la pellicola si impegna a riassumere la lore del franchise in diversi momenti.
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