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Motherland: Fort Salem Recensione

Motherland: Fort Salem è la nuova serie TV firmata Amazon Prime Video, disponibile sulla piattaforma proprio dal 20 di questo mese. Noi di MonkeyBit abbiamo avuto la possibilità di vedere una parte della prima serie in anteprima, ma l’articolo di oggi è una vera e propria recensione di tutte e dieci le puntate. La narrazione è ambientata negli Stati Uniti, o meglio in una realtà storica molto diversa dagli States che conosciamo, secoli dopo la drammatica persecuzione di Salem, evento che ha avuto un esito molto particolare. Nella realtà di Motherland le streghe hanno stabilito di diventare una forza indistruttibile per l’esercito americano, in cambio della libertà di vivere senza essere perseguitate. Ma questa organizzazione, tanto basata sulla sorellanza quanto sui segreti, rischia di essere messa in pericolo dal movimento di streghe anti-militari chiamato The Spree. Le nostre protagoniste sono tre giovani streghe, appena reclutate: Tally, Raelle e Abigail.

Dopo aver osservato rapidamente la trama della serie, andiamo a conoscere ciò che ci ha convinto e ciò che non lo ha fatto di queste prima stagione.

LGBTQ+ e Girl Power: il dramma fantasy che (finalmente) non ha paura

Come avevamo previsto già dalla nostra anteprima, Motherland: Fort Salem è molto ben sviluppata e avvincente dal punto di vista narrativo. Se nelle prime tre puntate se ne era mostrata una sola parte, piccola ma già di carattere, il resto della serie è sicuramente una bomba esplosiva. Ma partendo dall’analizzare quello che è il soggetto della storia, prima di addentrarci nello sviluppo successivo, ci sentiamo di specificare immediatamente la sua natura più che convincente: è finalmente una boccata d’aria fresca per il mondo del dramma fantasy, una realtà in cui sono le streghe a dover proteggere il mondo moderno, a dividersi tra famiglia, dovere, amore, perdite e sacrifici. Questa tipologia di approccio al genere è quello che ci vuole; pur volendo rimanere su toni spesso adatti anche ai teen (dai sedici anni in su), Motherland riesce a trattare tanti temi, spesso dolorosi, difficili e anche sorprendenti. Inoltre non è da poco considerare che tutti i personaggi rilevanti da un punto di vista narrativo sono personaggi femminili: il generale Alder, capo dell’esercito, Anacostia, braccio destro del generale, le tre protagoniste, la Presidente, la stessa divinità in cui credono, definita La Dea. Il tutto cosparso da una sana e infinita libertà sessuale, che parte proprio dalle nostre protagoniste, tutte e tre libere di esprimere le loro preferenze senza freni di alcun genere.

Riprendendo ciò che avevamo scritto nell’anteprima, speravamo che sarebbero arrivati molti colpi di scena interessanti e plot twist che avrebbero reso la serie ancora più avvincente. La “carne sul fuoco” era tanta e nel caso in cui non ci fossero stati degli eventi abbastanza drammatici/sorprendenti, parte del fascino di Motherland non ci sarebbe affatto stato. Non ne avevamo la certezza, ma avvertivamo che la storia avesse bisogno di questo. In effetti la serie ha saputo veramente sorprenderci e le prime due puntate, meno dinamiche di tutte le altre, possono essere scusate a fronte dell’enorme lavoro di scrittura svolto sul resto. Il bello di questo dramma fantasy è proprio l’essere un dramma. Inizialmente si potrebbe avere l’impressione di ritrovarci di fronte a un titolo più lento del previsto, ma vi possiamo assicurare che è un’osservazione superficiale e passeggera. Tra spirito di sacrificio, sorellanza, dovere e segreti che sconvolgono la storia, Motherland: Fort Salem sa come intrattenerci. Questo è sicuramente uno dei punti forti più rilevanti, parlando di ciò che ci ha maggiormente convinto.

Personaggi e cast: una storia corale con buoni attori

Motherland è una serie composta da molti personaggi, ognuno con un ruolo importante a modo suo. Proprio per questo è stata cruciale sia la scelta del cast, sia la caratterizzazione di ogni singolo membro, dato che ogni personaggio compone l’enorme fondamenta su cui si erge la narrazione della serie. Per quanto riguarda queste due caratteristiche ci sono punti che ci hanno colpito di più e scelte che sono meno convincenti. Partendo dal cast, le attrici sono per la maggior parte delle vere e proprie forze della natura, soprattutto le più grandi, che interpretano le cariche più importanti a Fort Salem; per citarne qualcuna: il generale Alder (Lyne Renée), Anacostia (Demetria McKinney) e la signora Bellweather (Catherine Lough Haggquist). Le tre attrici protagoniste sanno però farsi valere, soprattutto durante la maturazione dei personaggi, nelle puntate finali.

Motherland: Fort Salem

Per quanto riguarda la nostra personale opinione, Tally e Abigail (rispettivamente interpretate da Jessica Sutton e Ashley Nicole Williams) non solo sono interpretate da attrici che riescono a spiccare maggiormente, ma sono anche personaggi con cui si empatizza con più facilità nel corso della storia. Questo nonostante il personaggio che dovrebbe spiccare di più dovrebbe essere Raelle, interpretata da Taylor Hickson. In particolare Tally è diventata con facilità una delle nostre preferite e molto probabilmente sarà lo stesso per altri spettatori, dato che la sua scrittura è stata accurata e anche la più interessante nella sua evoluzione. Unica pecca da segnalare, inizialmente, è il fatto che nei primi “movimenti” svolti dai personaggi, la serie tende a rappresentare le protagoniste un po’ troppo per stereotipi pur di farci dare una prima “etichettata” a tutto. Successivamente, per fortuna, non solo quelle etichette saranno cancellate, ma i personaggi saranno piacevolmente stravolti.

Tecnicismi: parliamo di regia, colonna sonora e CGI

Tutto è bene quel che finisce bene ma… dal lato tecnico? Come riesce a cavarsela da questo punto di vista Motherland: Fort Salem? Per fortuna, anche in questo caso, la risposta è piuttosto positiva. Nella nostra anteprima avevamo auspicato che la regia si spingesse un po’ oltre, decidendo di rendersi più dinamica invece di accompagnare silenziosamente la narrazione, come avviene nelle prime tre puntate. Per fortuna la serie ha avuto un crescendo da questo punto di vista; la regia ha “mostrato i denti” in momenti fondamentali, crudi, drammatici, dalla seconda metà della stagione, il che ha favorito un voto migliore di quanto avremmo pensato inizialmente. La colonna sonora è interessante, molto immersiva e finisce per entrare nella testa di chi guarda, con molta facilità.

Unica pecca effettiva dal punto di vista tecnico, una CGI (gli effetti speciali) che va più verso il basso che verso l’alto. Essendo un dramma fantasy sono molte le occasioni in cui è stata necessaria e la qualità è stata molto altalenante nel corso della stagione; a volte buona, a volte quasi imbarazzante. Il peccato è stato proprio vedere spezzato “l’incantesimo” creato dal mondo di Motherland a causa di alcuni di questi effetti, forse fin troppo superficiali.

In conclusione vi consigliamo sicuramente di recuperare questa serie tv firmata Amazon Prime Video, nella speranza che ci facciate sapere nei commenti cosa ne pensate e che torniate a trovarci per altri articoli, sempre qui, su MonkeyBit.

Review Box 0
7.9 / 10 VOTO
{{ reviewsOverall }} / 10 (0 Voti) VOTO VOSTRO
PRO
    - Narrazione drammatica e avvincente
    - Personaggi interessanti, con ottima maturazione nella serie
    - Buona regia buona colonna sonora
CONTRO
    - Una delle protagoniste è meno incisiva delle altre
    -CGI non di grande qualità
VOTO
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