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Moon Knight

Moon Knight: Anteprima dei primi due episodi della serie Marvel

Da quando i Marvel Studios hanno deciso di dedicarsi con sempre più attenzione alle serie televisive, Disney+ si è rivelata un grandissimo trampolino di lancio per storie uniche, che ci hanno mostrato altri aspetti del vasto mondo a cui il Marvel Cinematic Universe ci ha abituato in questi anni. Oltre a concentrarsi sui personaggi secondari dei film, questa nuova era sta aprendo le strade a tantissime nuove possibilità. Con Moon Knight, ad esempio, la Casa delle Idee si muove nell’oscurità.

Sviluppata da Jeremy Slate e diretta da Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead, Moon Knight apre ufficialmente le porte ad un’ondata di produzioni dai toni più “dark” rispetto a quanto visto fino ad oggi. Se alcune delle altre serie rilasciate su Disney+ si sono discostate dal resto del MCU per la maturità dei temi trattati (Wandavision e The Falcon and The Winter soldier, ad esempio), questa sembra essere l’occasione perfetta per esplorare i lati più mistici ed orrorifici del mondo Marvel.

Moon Knight, sotto questo punto di vista, è il personaggio perfetto per cimentarsi in questa grande e complessa impresa. Abbiamo avuto la possibilità di vedere in anteprima di primi due episodi della nuova serie televisiva del Marvel Studios, che farà il suo debutto ufficiale su Disney+ il prossimo 30 marzo 2022. Prima di iniziare, se siete interessati allo stravagante protagonista dello show, vi consigliamo il nostro editoriale dove potrete scoprire tutto quello che c’è da sapere sul pugno di Konshu.

Moon Knight, il lato oscuro della Marvel

La nuova serie Marvel parte presentandoci Steven Grant (Oscar Isaac), un impacciato impiegato di un negozio di souvenir all’interno di un museo. Appassionato di cultura antica e delle divinità egizie, l’uomo dimostra la volontà di lavorare come guida per condividere con gli altri la sua passione. Steven, tuttavia, è completamente inetto quando si parla di capacità relazionali, e il suo comportamento buffo e a tratti ambiguo gli impedisce di fare grandi passi in avanti nella sua vita.

Quello che ci troviamo davanti è un protagonista decisamente insolito, un uomo mite che conduce una quotidianetà piuttosto monotona. Steven passa gran parte della sua vita al museo, mentre le sue relazioni sociali sono limitate ad alcune sporadiche chiacchierate con un artista di strada e alle quotidiane telefonate con sua madre. L’uomo, tuttavia, si preoccupa molto delle altre persone e dimostra spesso la volontà di stringere legami con il prossimo.

Moon Knight

La sua attitudine allegra e apparentemente spensierata, tuttavia, sembra spegnersi con l’avvicinarsi della sera. L’uomo è davvero molto spaventato all’idea di addormentarsi e ogni notte prende delle precauzioni per poter vivere quello che per tutti gli altri è un momento rilassante (oltre che necessario) nel miglior modo possibile. Tra podcast per resistere al sonno e una catena che lo tiene bloccato al suo letto circondato da un cerchio di sabbia, l’idea di sognare, per Steven, sembra essere un vero incubo.

Oltre a questo, Steven soffre di continui e costanti vuoti di memoria che, fin troppo spesso, lo fanno sentire confuso e fuori posto. Non serve conoscere bene il personaggio per capire per quale motivo l’uomo si sente profondamente distante dalla sua vita, proprio come se in alcuni momenti perdesse completamente il controllo sul suo corpo.

“Ho un disturbo del sonno, non riesco più a distinguere la realtà dai sogni”

Mentre il suo disturbo del sonno continua a gravargli sulle spalle e la differenza tra la realtà e i sogni si fa sempre più flebile e confusa, la quotidianetà di Steven diventa sempre più precaria e, improvvisamente, finisce col crollare definitivamente. L’uomo scopre di avere un disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il suo corpo con Marc Spector, un ex mercenario e brutale personificazione del Dio della luna Khonshu.

Steven, vegetariano attivista e contrario alla violenza, si trova così a condividere consapevolmente la propria vita con una personalità completamente diversa e contrante dalla sua. Un vero e proprio incubo che prende forma sotto i luminosi raggi lunari. Konshu, autoproclamandosi Dio della vendetta, metterà alla dura prova il nostro protagonista. E, sotto questo punto di vista, Moon Knight inizia a regalarci alcune piacevoli sorprese.

Moon Knight

Ma chi avrà la meglio tra Steven Grant e Marc Spector? In che modo le due personalità diverse riusciranno a collaborare? Cosa bisogna fare quando il mondo dei sogni inizia ad avere delle profonde ripercussioni sulla realtà che ci circonda ogni giorno? Moon Knight si muove in direzione completamente opposta rispetto a quanto ha fatto e sta facendo il Marvel Cinematic Universe in questi anni, ma è la scelta necessaria per portare su schermo la storia di uno dei supereroi più inusuali e grandiosi di tutti i tempi.

Moon Knight, il “figlio” della luna 

Ci troviamo innegabilmente di fronte ad un personaggio molto complicato da portare sul piccolo e grande schermo. All’interno delle pagine patinate dei fumetti, Moon Knight vanta di alcune storie meravigliose che, oltre a trascendere il concetto più comune di supereroe, finiscono quasi sempre per esplorare a fondo il surreale mondo del mistico e dell’ultraterreno. L’idea di inserire questo singolare eroe nel MCU è sicuramente audace e coraggiosa, anche a causa dell’innata violenza che caratterizza le sue avventure.

Questa, all’interno dello show Marvel, è gestita in maniera magistrale. La maggior parte dei combattimenti più brutali non avviene direttamente su schermo ma, tuttavia, la serie non lascia molto all’immaginazione. Moon Knight, infatti, gioca sapientemente con le profonde differenze delle due personalità del protagonista, con l’intento di farci provare le stesse emozioni di Steven Grant. Lo stupore e la confusione hanno la meglio sull’uomo (e su di noi) quando quest’ultimo si risveglia circondato da corpi inermi e con le mani sporche di sangue.

Moon Knight

Ci troviamo di fronte ad un supereroe decisamente atipico che, oltre ad essere mosso dalla rabbia e dalla vendetta, è in continuo conflitto con se stesso. La sua lotta interiore è rappresentata visivamente e conquista completamente lo schermo, impreziosita ulteriormente da un Oscar Isaac che ci regala un’interpretazione incredibile, con l’intento di mostrare con cura i lati più complessi ed interessanti del personaggio.

L’eredità culturale dell’antico Egitto, inoltre, è fondamentale per la riuscita del progetto. Questa, oltre ad essere un suggestivo ed intrigante sottofondo per la vicenda, si rivela essere una parte viva e pulsante dell’intera narrazione. Queste prendono vita grazie ad alcune incredibili scelte artistiche, che giocano con la luce e l’ombra e ci regalano sequenze inquietanti ed oniriche.

“Abbraccia il caos”

Anche Arthur Harrow, il nemico della serie interpretato da Ethan Hawke, contribuisce a portare su schermo alcune scelte narrative incredibilmente inquietanti. Come capo di un culto legato ad Ammit, una creatura mostruosa della mitologia egizia, l’uomo dimostra di conoscere a fondo  il mondo ingannevole degli dèi e delle loro personificazioni umane. Questo ci permette di vedere un villain particolarmente interessante, che racchiude nel suo animo filosofico una natura spietata e crudele.

Con queste premesse incredibili, Moon Knight sembra essere una meravigliosa aggiunta per l’enorme roaster di eroi già presenti all’interno del Marvel Cinematic Universe. Anche se prende numerose libertà creative rispetto alle principali interpretazioni fumettistiche del personaggio, la serie riesce comunque a regalarci una storia che racconta in maniera concreta i lati più importanti di Moon Knight, rendendoli più appetibili e funzionali per il piccolo e grande schermo.

In conclusione, questi primi due episodi della serie ci fanno ben sperare sul futuro del personaggio e sul ruolo che potrebbe avere all’interno del Marvel Cinematic Universe. Moon Knight conquista lo schermo con qualcosa di audace ed innovativo che precedentemente avrebbe fatto fatica a muoversi in contemporanea al MCU. Una storia reale ed inquietante, che trae gran parte della sua forza proprio dal bizzarro dualismo che circonda il protagonista principale.

Moon Knight sembra essere pronto ad accompagnarci in una suggestiva avventura onirica senza precedenti, mescolando alla perfezione i momenti più drammatici, orrorifici ed inquietanti a combattimenti adrenalinici e brutali. Non ci resta che rimanere in attesa di scoprire in che modo il pugno di Konshu riuscirà a sorprenderci nel corso delle prossime settimane.

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