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Monster Rancher

Monster Rancher 1 & 2 DX Recensione: il simulatore del passato

Nel cuore di ogni ragazzo tra i venti ed i trenta anni ci sono molti pilastri nostalgici: Digimon, Pokémon, Yu-Gi-Oh, ma nel momento in cui cominciamo a canticchiare quella sigla, tornerà in mente quel nome: Monster Rancher. Nei bei tempi andati, quelli di una infanzia bombardata da cartoni giapponesi, tutti noi abbiamo amato l’anime di Monster Farm, traduzione letterale del videogioco che tratteremo oggi. Quest’opera quindi ha attirato da subito la nostra attenzione, ed abbiamo avuto la fortuna di provarla su PC tramite Steam.

C’è una premessa da fare però, una specie di “spieghino” sul retro gaming. Le recensioni delle remastered o dei port sono estremamente contrastanti, basti guardare GTA Trilogy o Crysis, figurarsi un gioco vecchio come Monster Rancher DX. La grafica, così come le opzioni di gameplay, sono limitate all’epoca in cui questo titolo ha visto la luce, e non sarà quindi possibile basarsi solo ed esclusivamente sugli aspetti “vecchi” che ci balzano subito all’occhio.

Viene premiata in primis l’idea, la tecnica e la tecnologia dell’epoca, accompagnate poi dal divertimento che sta alla base di qualsiasi videogame. Il fattore della nostalgia, seppure tremendamente evidente, vuole essere messo da parte per una recensione oggettiva.

Monster Rancher DX torna dagli anni ’90, ma perché?

La prima domanda che viene in mente guardando un’opera del genere è: ce n’era davvero bisogno? Molte persone ormai conoscono i giochi di simulazione, portati in auge da Football Manager, Farming Simulator, Microsoft Flight e molti altri. Nei tempi andati però, il realismo non era la chiave fondamentale per la creazione di un’opera che andava di pari passo alla vita vera, bensì ci si affidava moltissimo all’immaginazione.

Nasce così Monster Rancher DX, che fonde il piacere di una buona simulazione ad una nicchia di fan che adoravano la serie – per quanto riguarda l’occidente. Il ritorno dopo quasi 30 anni di assenza, ha scosso qualcosa in tutti gli amanti nostalgici della famosissima serie, che è stata accolta ovviamente con molto affetto. Non posso negare che un sorriso sia effettivamente scappato guardando i trailer su Nintendo Switch.Monster Rancher

Il gioco però non è stato rilasciato come esclusiva sulla console nipponica, bensì è stato reso disponibile anche per Steam, proprio la piattaforma che abbiamo utilizzato per fare questa recensione. Una scelta che all’inizio può sembrare curiosa, ma spulciando un po’ sullo store del famigerato Gabe, possiamo trovare moltissime opere vintage, per non parlare dei titoli targati Koei Tecmo.

Effettivamente, questo cosa va ad affliggere? E per quale motivo ne abbiamo parlato? A dire il vero è abbastanza palese, ma la pool di giocatori che Monster Rancher DX può attirare a sé non è gigantesca, immaginate quanto sarebbe diminuita se fosse stata un’esclusiva.

Questo però ci fa tornare inevitabilmente alla domanda originale: c’era davvero bisogno di questo titolo nel palinsesto moderno? La risposta purtroppo è negativa, almeno per la maggior parte dei giocatori e degli amanti dei videogame. Monster Rancher DX 1 & 2 infatti, è stato riportato in vita solo per i fan più hardcore.

Qualcosa di ricercato, ma non abbastanza

La vera peculiarità di Monster Rancher DX è ovviamente legata alla sua serie anime, che è riuscita a fare breccia nei cuori di tutti gli appassionati del genere. Contrariamente a ciò che si pensa però, è stato proprio il videogame a dare vita al cartone animato.

Parliamo però delle origini di questo fenomeno, che vedono le loro radici in Giappone. In quegli anni infatti, cominciarono a nascere sempre più simulazioni virtuali, iniziando dai Tamagotchi e finendo proprio con gli acclamatissimi Monster Rancher DX 1 e 2. L’originalità inevitabilmente è approdata anche oltreoceano, donando anche ai giocatori occidentali la possibilità di assaggiare questa fetta di un dolce tutto nuovo.

Le sensazioni furono subito positive, ma d’altronde come sarebbe potuto essere altrimenti? Le meccaniche di Monster Rancher infatti erano nuove e interessanti, a partire dai dischi. Nel Santuario infatti, ci sarà la possibilità di ottenere dei mostri randomici, che cambiano in base al tipo di CD. Nella versione originale, si utilizzavano altri videogame per usufruire di questa meccanica, bastava sostituire infatti il dischetto con quello di altri titoli.Monster Rancher

Nella versione PC invece, Koei Tecmo ha deciso di sostituirlo con la possibilità di scrivere il titolo di una canzone o semplicemente il nome di un artista. Con un brano dei Linkin Park infatti, otterremo un Naga, un mostro simil-serpente. Che dire? Sono queste le piccolezze che sottolineano la grandezza di un’opera.

Tutto il resto, tuttavia, ha un sapore purtroppo antico, diventato così a causa degli anni che si porta sulle spalle. La possibilità di crescere i propri mostri con il cibo, inviarli all’addestramento, farli lavorare… Sono cose che purtroppo anche molti altri giochi hanno adottato.

Monster Rancher DX riporta le bestie in vita

Nonostante tutto, Monster Rancher DX riesce a regalare comunque delle belle emozioni e soprattutto a diventare interessante esteticamente. La cosa più importante di tutto il gioco è sicuramente la qualità dei mostri. Le creature infatti, come in un leggendario pokémon, devono avere un certo livello estetico per presentarsi in maniera positiva.

La quantità delle razze è abbastanza ampia, anche le differenze tra le une e le altre possono suscitare interesse, ma sarà abbastanza? A dire il vero, sì. Nel primo titolo infatti, avremo sempre voglia di scoprire nuovi mostri nascondendo una delle funzioni primarie: la lotta.

Nel secondo capitolo invece, la grafica viene aumentata a dismisura e riesce a portare in vita i mostri in un mondo tridimensionale degno di nota, e non un 2D un po’ allargato come abbiamo visto in precedenza.Monster Rancher

Oltre alla grande varietà di mostri disponibili, riprendendo in argomento i tornei, possiamo parlare di una delle modalità più importanti di quest’opera: le sfide. Sarà possibile infatti utilizzare il proprio compagno per cercare di vincere i tornei, ottenere denaro e fama per i propri mostri. Andando avanti con le lotte, eventualmente, sbloccheremo anche posti in più per il nostro Ranch, cibo di livello più alto e anche la possibilità di acquistare mostri più forti ed esclusivi.

Insomma, possiamo concludere dicendo che Monster Rancher 1 & 2 DX è una raccolta interessante che offre la possibilità a chiunque di usufruire dei titoli di vecchia data e di esplorare delle novità che, altrimenti, non sarebbero mai più tornate a galla.

The Review

7
Monster Rancher

In conclusione

Monster Rancher 1 & 2 DX è qualcosa che spunta fuori dagli anni '90, ma non per forza porta un alone negativo con sé. Il titolo ha la possibilità di ampliare la visione sul retrogaming per molti indecisi. La bellezza e la quantità dei mostri disponibili riescono a intrattenere chiunque voglia dare una possibilità all'opera. Senza dubbio ci sarebbero stati miglioramenti da fare, ma per il prezzo a cui Koei Tecmo ha deciso di offrirlo, Monster Rancher è decisamente un ottimo titolo.
El Camino

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